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Arriva la multa per l'ex pro Casagranda dopo la Coppa Rosa e di Sera: "Penalizzano sempre i 'piccoli' così è davvero difficile provare a continuare a fare eventi"

All'ex corridore è arrivata una multa da 169 euro perché furgoni e gazebi occupavano la piazza. "Ma è un evento da 4 mila persone. Non discuto chi ha fatto la multa ma il sistema che rende sempre più impossibile fare qualcosa per la comunità. E dire che non hanno potuto contestarla sul posto pare assurdo, eravamo lì 24 ore su 24" 

Casagranda a una vecchia edizione della Coppa
Di Luca Pianesi - 27 settembre 2017 - 20:53

BORGO VALSUGANA. "Quando ci sono le corse grosse con i poteri forti nessuno li tocca. Poi arrivano quelli un po' più piccolini che provano a fare le cose per la comunità e si ritrovano le multe come è capitato a noi". E' molto amareggiato Stefano Casagranda, ex ciclista pro, vincitore anche di tappe alla Vuelta, al Giro del Trentino, alla Parigi-Nizza e che ha partecipato a tutte le grandi corse a tappe. Borghigiano di origine, proprio a Borgo ha la sua InBike, azienda di noleggio di biciclette, trekking bike e mountain bike su tutto il territorio della Valsugana. E' anche tra i promotori di alcuni degli eventi più apprezzati e stimati della zona. Tra questi la Coppa Rosa (manifestazione partita nel 2000 e dedicata alle allieve) e la Coppa di Sera (nata nel 2006 e dedicata agli esordienti). Ebbene proprio in occasione di queste ultime due manifestazioni martedì Casagranda si è visto notificare una multa ricevuta il 9 settembre (giorno di gare). "Alle 8.30" i vigili "hanno accertato che in Piazza Romani - Borgo Valsugana è stato violato l'articolo 20/1-4 C.d.S. per il seguente motivo", si legge nella multa.

 


 

"In qualità di associazione organizzatrice delle competizioni ciclistiche 'Coppa Rosa' e 'Coppa Sera', occupava senza titolo l'intera piazza Romani destinandola ai furgoni e gazebi delle associazioni ciclistiche per la preparazione degli atleti iscritti alle gare". "Una cosa assurda - spiega Casagranda -. Sono eventi che coinvolgono tre, quattromila persone e noi non possiamo controllare tutti e spiegare loro dove lasciare ogni auto e ogni furgone. Io capisco che chi ha il ruolo di controllo deve far eseguire le leggi ma è il sistema che è sbagliato. La sanzione è poca cosa, sono 169 euro che se pagata in 5 giorni diventano 118, ma è il principio che è sbagliato. Noi ci mettiamo a disposizione del territorio. Sono, queste, manifestazioni sempre più difficili da proporre e da organizzare anche alla luce di queste situazioni che poi emergono, delle difficoltà burocratiche e amministrative. Il primo ottobre, per esempio, avremmo dovuto organizzare la Granfondo ma 10 giorni fa abbiamo dovuto farla saltare. Sta diventando impossibile promuovere certi eventi. Finché sono quelli per i bambini e le bambine e per i ragazzi e le ragazze non molliamo ma quello per gli adulti, questa volta, non siamo riusciti a concretizzarlo. Troppe carte, troppi documenti, troppi problemi". 

 

Amarezza, dicevamo, ma non solo per la multa. "Nella sanzione si legge 'violazione non contestata immediatamente per assenza sul posto del responsabile dell'organizzazione della manifestazione individuato come responsabile per la violazione accertata'. Sanno tutti chi siamo e soprattutto siamo lì 24 ore su 24 tre giorni su tre quando organizziamo questi eventi. Possibile che abbiano dovuto notificarmela con 10 giorni dopo? Spiace davvero. Sembra quasi che non abbiano avuto il coraggio di farcela mentre eravamo lì. Questi paiono più dei messaggi per farci smettere che altro. Si vede che funzioniamo e bene. Pagheremo la multa e sicuramente, non molleremo".  

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