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Buche come voragini. Ecco la strada più "scassata" della città

Buche profonde fino a 10 centimetri in una via di Trento Nord popolata di esercizi commerciali.

Di Daniele Loss - 09 settembre 2016 - 08:09

TRENTO. Rotatorie in ogni dove sul territorio comunale ('geniale', per progettazione e costruzione, la nuova all’imbocco di via Piave), code chilometriche nei pressi del ponte di San Giorgio, al mattino e nel tardo pomeriggio, ma tutto questo è nulla. La nuova 'sfida' per gli automobilisti trentini potrebbe essere quella di percorrere, senza conseguenze per i propri mezzi e la propria salute, via Ezio Franceschini a Trento Nord. Alzi la mano chi, almeno una volta da quando ha preso la patente, non ha imboccato la strada che dalla rotatoria del Bren Center conduce sino a via Unterverger? Pochi, per non dire nessuno, visto che la zona ospita diverse attività commerciali (c'è anche l’emittente televisiva Trentino Tv) e il passaggio in via Franceschini è pressoché obbligato, a meno di non voler compiere il cosiddetto 'giro dell’oca' e raggiungere via Unterveger con una deviazione piuttosto scomoda.

 

Ebbene, via Franceschini versa in condizioni che definire “penose” finisce per essere un semplice eufemismo. Le foto parlano chiaramente: l’asfalto è letteralmente “crepato” in più punti, ma fosse solamente quello. Nelle poche centinaia di metri che separano via Brennero da via Unterveger sono presenti almeno cinque - sei crateri, profondi diversi centimetri (uno raggiunge addirittura i dieci), che rappresentano un vero e proprio pericolo per le auto in transito. Centrare una di queste buche a velocità normale (diciamo 30 all’ora) può significare rimetterci una gomma dell’auto e, peggio ancora, potrebbe andare a chi (temerario come pochi) decidesse di affrontare via Franceschini in sella ad una bicicletta. 

 

Qualche “rammendo” all’asfalto è stato effettuato in passato: alcune buche sono state riempite ma i lavori, effettuati evidentemente in fretta e furia, hanno avuto come effetto quello di realizzare piccoli “dossi” che rendono la strada ancora più dissestata.

 

Insomma: in via Franceschini le auto, per arrivare indenni alla fine di quella che è la strada “più scassata della città”, devono compiere un vero e proprio slalom speciale tra le buche. E quando piove? I piccoli crateri si riempiono di acqua e gli avvallamenti diventano enormi pozze che, di fatto, coprono le “spaccature” del fondo stradale. Le insidie aumentano e il rischio di rimetterci gomme o ammortizzatori diventa ancora più concreto.

 

E, ironicamente (ma non troppo), c’è già chi ha proposto di ribattezzare via Ezio Franceschini in “via Crucis”. Sì, perché arrivare alla fine senza alcun tipo di danno è un vero e proprio calvario.

 

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