Dalla lavorazione del ferro le opere d'arte dei rifugiati
L'esperienza del laboratorio a Sella Giudicarie. Fino a lunedì le opere saranno in mostra nella ex chiesa di Sant’Andrea a Breguzzo

SELLA GIUDICARIE. Un'esperienza davvero unica nata nel 2015 e che ha fatto diventare dei richiedenti protezione internazionale dei maestri provetti nella lavorazione del ferro con la realizzazione di vere opere d'arte che saranno visibili fino a lunedì nella ex chiesa di Sant’Andrea a Breguzzo, frazione di Sella Giudicarie.
Il tutto è nato grazie all'associazione “More” e dal progetto Apriamoci, per l’accoglienza a persone richiedenti asilo o rifugiate presenti a Roncone, che ha permesso l'apertura di un laboratorio artigianale ed ora una mostra mercato. Un anno fa l'avvio di un corso di saldatura che ha coinvolto i primi sette allievi; altri se ne sono aggiunti nel corso del 2017. Nel laboratorio oggi vengono lavorati il ferro e il legno, recuperando materiali e oggetti scartati. Ogni pezzo è unico.
“Ci siamo occupati fin dall'inizio – ha spiegato Ilaria Pedrini dell'associazione More – di insegnare l'italiano ai rifugiati. Successivamente ci siamo occupati dell'intera accoglienza mettendo in piedi un progetto che abbiamo chiamato 'Apriamoci' che ha avuto come obiettivo quello di coinvolgere l'intera comunità di Roncone, e non solo”.
L'ospitalità ai richiedenti protezione internazionale è stata data con la messa a disposizione di un piccolo edificio. Da qui l'occasione, sviluppata dall'associazione, di rendere l'accoglienza utile non solo come esperienza per gli ospiti ma anche per l'intera comunità.
Nell'arco di poco tempo, grazie ad una ditta del posto, è stato concesso l'utilizzo di un capannone non in uso che è stato trasformato in un laboratorio artigianale con un artigiano saldatore che si è reso disponibile ad insegnare ai giovani migranti il lavoro della saldatura.
“Da qui – ha spiegato Pedrini – è nato il primo corso per saldatori che ha occupato i ragazzi per due mesi. Sono arrivate a partecipare anche persone da altre zone del Trentino e da poco tempo è presente anche un falegname e scultore”.

Il ferro lavorato è quello che i volontari e l'associazione riescono a raccogliere. “Andiamo in giro per le discariche, presso i cantieri dove si lavora il ferro – ci spiegano - e cerchiamo di recuperare il più possibile”.

Ed è grazie agli insegnamenti e alla creatività che oggi i richiedenti protezione internazionale sono riusciti a realizzare un mostra dedicata al proprio lavoro. Vecchi boiler, resistenze di moto e tanto altro sono diventati animali in ferro, pezzi unici realizzati con tanta passione.

La mostra, come già detto, sarà visibile fino a lunedì. (Qui il sito del laboratorio "La leggerezza del ferro")













