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Dalla richiesta di dati (i numeri sulle reazioni avverse) all'annuncio dell'Apss: "Stiamo potenziando l'organico per i vaccini". Storia di una serata informativa

 Ieri l'incontro informativo nella circoscrizione Oltrefersina in Clarina. Le malattie mai scomparse, che sono in crescita e sotto la soglia di eliminazione, possono trovare, senza i vaccini, le condizioni favorevoli per il verificarsi di epidemie, ma il rischio è anche quello della re-introduzione di malattie non più presenti in Italia

Di Luca Andreazza - 28 luglio 2017 - 16:14

TRENTO. Il valore della vaccinazione, il calo delle coperture vaccinali, l'epidemiologia di alcune malattie infettive, il decreto legge 73 (approvato la scorsa notte alla Camera con 296 voti a favore, i contrari 92) e per finire spazio alle domande. Questo il contenuto della serata informativa dell'Azienda sanitaria aperta alla cittadinanza di ieri nella sala, non pienissima a dir la verità, della circoscrizione Oltrefersina in Clarina.

 

Il via libera del Governo riporta in vigore, dopo diciotto anni, l’obbligo di vaccinazione per l’iscrizione a scuola e introduce multe per i genitori dei bimbi che non avranno effettuato la profilassi.

 

"Inevitabilmente - spiega durante l'incontro la dottoressa Silva Franchini - la riduzione delle coperture vaccinali, se non arrestata, comporta un accumulo di soggetti 'suscettibili' alla malattia e quindi il ritorno o la recrudescenza di determinate patologie".

 

Le malattie mai scomparse, come morbillo e pertosse, che sono in crescita e sotto la soglia di eliminazione, possono trovare così le condizioni favorevoli per il verificarsi di epidemie, ma il rischio è anche quello della re-introduzione di malattie non più presenti in Italia, come polio e difterite.

 

Un tema quello del riemergere delle malattie spesso sottovalutato: "Il morbillo - dice Franchini - si è ripresentato: in questo 2017 abbiamo registrato 15 casi, otto dei quali ricoverati in ospedale. Tredici casi non presentavano vaccinazioni, mentre una persona risultava vaccinata con una dose, per il restante caso non si conosce lo stato vaccinale". 

 

Un altro caso è quello del tetano: "Non è trasmissibile da persona a persona - prosegue la dottoressa - oltre che essere la sola malattia prevenibile con la vaccinazione di tipo infettivo e non contagioso: aver contratto il tetano non conferisce immunità".

 

Il vaccino non deve essere visto come un obbligo, ma come un atto di responsabilità non solo nei confronti dei propri figli, ma dell'intera comunità: "Il vaccino - aggiunge la dottoressa - lavora su un doppio canale, quello della copertura immunitaria del singolo, ma anche come forma di sbarramento per fare in modo che non circoli sul territorio: ogni anno sono circa 307 mila le morti evitabili se si fossero fatte le vaccinazioni".

 

Arriva quindi il tempo delle domande, dall'importanza del 'bugiardino' a quei vaccini con monitoraggio addizionale ("Nulla di pericoloso o di nascosto", evidenzia la dottoressa), senza dimenticare  i numerosi interventi dell'Associazione 'Vaccinare informati', talvolta molto pungenti. "La libertà di scelta - dice la rappresentante - è fondamentale e lo Stato non può intervenire a gamba tesa sulla salute. Ogni bambino è prezioso e un figlio sano è benessere per la comunità. Asili e scuole chiuse sono una vergogna, si chiama Apartheid". Qualche tensione e battibecco non mancano nel corso della serata, ma tutto sfuma subito.

 

Si spazia dalla poca comunicazione e chiarezza alla richiesta di altre serate informative, soprattutto dopo l'approvazione del decreto legge: "Una volta - risponde Franchini - che il decreto sarà attuato e anche l'Azienda sanitaria avrà il protocollo, certamente verranno organizzati altri incontri sul territorio. La comunicazione è importante e il lavoro di sensibilizzazione nei confronti di medici, operatori e pediatri è tra le principali azioni in campo: nulla va sottovalutato".

 

Un altro tema è la responsabilità dei medici in caso di reazioni avverse dopo la vaccinazione. "Ogni atto medico - conclude la dottoressa - determina anche importanti e certe responsabilità in capo all'operatore sanitario, senza dimenticare che una legge del governo prevede degli indennizzi. Tutti i casi di reazione vanno comunque comunicati, il medico o il pediatra ha l'obbligo di segnalare ogni volta, ma anche il genitore può segnalare direttamente eventuali reazioni: si può fare direttamente sul sito e questa segnalazione ha pari valore e dignità".

 

Tra una domanda e un'esperienza personale si arriva al rompete le righe, non prima della rassicurazione dell'Azienda sanitaria: "Stiamo potenziando l'organico degli uffici vaccinali per rispondere al meglio a tutte le esigenze e per essere perfetti durante il calendario vaccinale" e la richiesta dell'Associazione 'Vaccinare informati': "Vogliamo numeri più certi sulle reazioni avverse", anche se quelli non sono mancati.

 

Qualcuno se n'era già andati via prima, altri escono rassicurati e invece altri ancora delusi. Sarà per il prossimo incontro.

 

 

 

 

 

 

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