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Denunciato per omicidio stradale un 26enne. Sarebbe stato l'autista dello scontro costato la vita a Simon Mat in Val di Non

Il 19 novembre in zona Rocchetta una Megane perde il controllo e si scontra contro una Fiat 500. Uno dei tre passeggeri della prima auto viene sbalzato fuori e perde la vita. Sulle prime sembrava che alla guida del veicolo ci fosse H.I. positivo all'alcool test mentre da indagini dei carabinieri sarebbe risultato T.I. il vero autista 

Pubblicato il - 19 gennaio 2017 - 10:23

TRENTO. E' stata un'indagine complessa e articolata quella condotta dai carabinieri di Trento che ha portato al deferimento per il reato di omicidio stradale un 26enne di origine romena tale T.I.. E resta un giallo l'eventuale tentativo di depistaggio fatto dallo stesso giovane e dal primo sospettato. I fatti raccontano di un incidente avvenuto due mesi fa, il 19 novembre lungo la Statale della Val di Non in zona Rocchetta. Erano le 23.20 quando una Renault Megan condotta da un cittadino romeno con a bordo due connazionali, che percorreva la predetta viabile, con direzione Cles – Mezzolombardo, giunto in località Rocchetta nel comune di Mezzolombardo, nell’affrontare una curva a visuale preclusa a destra perdeva il controllo del mezzo invadendo la corsia di marcia opposta da dove giungeva una Fiat 500 condotta da una signora.

 

A causa del violento impatto fronto-laterale, il trasportato del sedile posteriore della Renault Megan veniva sbalzato fuori dall'abitacolo del mezzo. Immediati i soccorsi, anche grazie a dei volontari del 118 – elisoccorso che seguivano a breve distanza, gli stessi procedevano a stabilizzare Mat Simon (30 anni, morto poi pochi giorni fa, il 14 gennaio a causa delle ferite riportate nello scontro) e a prestare le cure agli altri occupanti. La pattuglia della radio mobile dei carabinieri giunta sul posto immediatamente ha subito cominciato ad indagare e a sottoporre a Sit (Stress Inoculation Training è una procedura di trattamento cognitivo- comportamentale ideata negli anni ’70 per ottenere buoni risultati nella gestione dello stress) i testimoni, il presunto conducente del mezzo H.I. e il terzo passeggero T.I. 

 

Il presunto conducente si sottoponeva al test etilometrico da cui risultava positivo mentre l'altro giovane risultava negativo. I due soggetti da subito hanno cominciato ad affermare che alla guida del mezzo vi era l'amico. Da attente valutazioni delle dichiarazioni di altri soggetti e da accertamenti successivi, emergeva, invece, sempre più il dubbio che alla guida del mezzo non vi fosse H.I. ma piuttosto T.I. che cercava in ogni modo di eludere le investigazioni cercando e portando in più occasioni “scuse” che potessero giustificare la conduzione del mezzo da parte dell'amico H.I. e non da parte sua.

 

Dopo una attenta analisi effettuata dai militari della radio mobile sulle dichiarazioni e sulla dinamica del sinistro, di concerto con la Procura della Repubblica venivano eseguiti alcuni accertamenti quali verificare eventuale presenza di ematomi causati dalle cinture di sicurezza utilizzate dai due occupanti la Renault Megan, e venivano eseguite altresì intercettazioni telefoniche. In sinergia con il nucleo operativo della radio mobile di Cles e delle stazioni carabinieri di Rabbi, Malè e Cles (supporto per notifiche ed inviti, più la logistica) si incominciava a sottoporre a Sit gran parte delle amicizie dei due soggetti (grazie anche alle intercettazioni) tutti di origine romena. Mano a mano il cerchi si stringeva e a quel punto T.I. , durante l’ennesimo “confronto” con gli operanti, vistosi ormai alle strette e suffragate ormai da vari risconti tecnici, cedeva e confessava dichiarando che effettivamente era lui alla guida del mezzo, e di aver dichiarato precedentemente il falso accusando l’amico.

 

Al termine dell’attività investigativa il T.I è stato deferito per il reato di omicidio stradale aggravato (poiché in contromano), e per il reato di calunnia aggravata (poiché vi è un aggravate del 590 bis che porta la pena a 12 anni).

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