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| 25 giu 2017 | 07:10

Dopo l'annullamento le minoranze all'attacco: "I trentini si aspettano le dimissioni della dirigente", ma il concorso non sarebbe l'unica nota dolente del Cue

Archiviato l'annullamento del concorso, le minoranze puntano il dito e chiedono il passo successivo, senza dimenticare la 'partita magistratura' tra esposti, Procura, Anac e Corte dei conti. Trapelano dubbi sull'effettiva efficacia del nuovo numero unico per le emergenze 

TRENTO. L'annullamento del concorso pubblico per la copertura di un posto a tempo indeterminato ad alta specializzazione per la Centrale Unica di Emergenza non basta alle minoranze in Consiglio provinciale, che tornano all'attacco compatte per chiedere le dimissioni della dirigente Luisa Zappini.

 

"La dirigente – dichiarano Claudio Cia (Agire), Giacomo Bezzi (Forza Italia), Maurizio Fugatti (Lega Nord) e Filippo Degasperi (Movimento 5 stelle) -  ha affermato pochi giorni fa alla stampa, forse in modo improvvido, che 'non c'è parentela, non c'è contrasto', questo è solo un'ulteriore conferma dell'inadeguatezza della stessa al ruolo di dirigente provinciale, così come di referente dell'anti-corruzione".

 

L'inchiesta portata avanti dal giornale 'Il Dolomiti', ripresa anche dalla stampa nazionale, e i successivi approfondimenti arrivati con un'interrogazione del consigliere provinciale Claudio Cia, avevano dimostrato che la  presidente della commissione esaminatrice, Luisa Zappini, non solo aveva fatto delle pubblicazioni con i tre finalisti (e dunque conosceva anche il vincitore), ma aveva più volte collaborato con Eledia, il centro di ricerca di cui fanno parte tutti e tre i candidati.

 

Avevamo documentato come gli unici tre candidati su 17 iscritti ammessi all'orale fossero tutti e tre di Eledia, centro di ricerca dell'Università di Trento che da tempo collabora con la dirigente del servizio Luisa Zappini. E che tutti  e tre i candidati in questione avevano fatto delle pubblicazioni scientifiche con la stessa Zappini, presidente della commissione d'esame.

 

Venerdì è arrivato ufficialmente l'annullamento del concorso dopo una settimana di approfondimenti e valzer 'Sì annulliamo', quindi il dietrofront 'No non è mai stato annullato' e il definitivo via libera 'Annullato'. "Siamo ormai in una selva di norme - spiegava il presidente Ugo Rossi - che rendono impraticabile qualsiasi tipo di ragionamento sui concorsi, sulle gare, sugli appalti".

 

Affermazione però che non trova d'accordo i consiglieri che vorrebbero sfiduciare Luisa Zappini: "Ma quale selva Presidente - ribattono - se neppure nel caso del Not, dove la posta in gioco era ben più alta la Provincia ha annullato tanto in fretta il bando, ma si è voluto aspettare la magistratura".

 

E le minoranze individuano anche il colpevole di questo 'ginepraio': "Una cattiva amministrazione - evidenziano - sarebbe bastato scegliere una commissione davvero esterna e indipendente, si tratta delle basi delle norme anti-corruzione. Non era proprio impossibile evitare questo imbarazzante finale".

 

 

Archiviato l'annullamento del concorso, le minoranze puntano il dito e chiedono il passo successivo: "La decisione della Giunta - dicono - è doverosa in ottica autotutela, ma i trentini si aspettano le giuste conseguenze: le dimissioni della dirigente che ha creato questo pasticcio. Nonostante i rapporti professionali e accademici sistematici e continuativi con alcuni candidati, non ha saputo o ritenuto opportuno, riconoscere la propria incompatibilità, esponendo così la Provincia ad un grave danno, non solo d'immagine”.

 

'Dimissioni sì', 'Dimissioni no', la faccenda sembra non essere destinata a chiudersi a breve, sono ancora sul tavolo infatti le segnalazioni del consigliere Cia a Procura, Corte dei Conti e Anac, senza dimenticare che nei giorni scorsi sono stati depositati anche degli esposti dai partecipanti del concorso. La palla è nella metà campo della magistratura.

 

La vicenda però non sarebbe l'unica nota dolente per il Cue che sembra inoltre abbia avuto una falsa partenza. Secondo alcune fonti interne, le performance dal punto di vista operativo non sembrano infatti funzionare: le centrali di soccorso sembrano ricevere dati sbagliati, geolocalizzazioni errate e numerosi disservizi sugli ordini di lavoro. Le centrali operative di vigili del fuoco, carabinieri, polizia e soccorso sanitario però riuscirebbero a porre rimedio per professionalità, dedizione e esperienza.

 

 

 

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