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A due mesi dall'incidente del Nambino gli elicotteri per il soccorso sono ancora due. Mellarini: "Ne cerchiamo uno in affitto". Ma la ricerca sembra disperata

Alla flotta trentina manca un elemento. Di acquisto per ora non se ne parla, la spesa ammonterebbe a svariati milioni di euro. Ma anche il noleggio sembra un'impresa ardua: "Stiamo cercando in tutta Europa la disponibilità". Per l'estate sembra impossibile ristabilire la piena efficienza del nucleo elicotteri per l'elisoccorso

Di Donatello Baldo - 27 aprile 2017 - 06:33

TRENTO. Sono passati quasi due mesi da quando un elicottero della flotta dell’elisoccorso trentino è precipitato sul monte Nambino mentre era impegnato in un'operazione di soccorso medico. Da allora i mezzi destinati al 118 sono due: non essendo stato possibile, purtroppo, rimettere in servizio l’AW139 marche I-TNCC, rimane il gemello I-TNDD e il Dauphin AS365N3, marche I-TNBB.

 

La flotta comprende anche i due AS350B3, mezzi molto efficienti per il lavoro aereo, sprovvisti dell’allestimento HEMS (Helicopter Emergency Medical Service) necessario per l'elisoccorso. Non sono quindi elicotteri adatti per rispondere alle esigenze del 118, che deve poter caricare a bordo persone ferite e prestare le prime cure già durante il trasporto dei pazienti.

 

I due elicotteri dotati delle attrezzature per l’elisoccorso non sono però sempre disponibili. Erano tre non per niente: a rotazione devono essere manutenuti, devono fare revisioni frequenti, che possono richiedere un periodo di fermo- macchina anche lungo, lasciando ad operare solo un aeromobile in caso di emergenza. E se l'emergenza è una tutto va bene, ma se sono due o se l'elicottero ha un guasto il problema è grave, poiché comporterebbe la sospensione delle operazioni di elisoccorso.  Subito dopo l'incidente i vertici della Provincia, del Nucleo elicotteri e della Protezione civile rassicuravano sul fatto che, in attesa della valutazione di un eventuale acquisto, si sarebbe provveduto al noleggio di un mezzo che assicurasse alla flotta di essere pienamente efficiente in tempi brevi. Ma sembra che le cose si stiano complicando un po'. Ma noleggiare un elicottero non è poi così semplice.

 

Per prima cosa possono essere noleggiati solamente elicotteri dello stesso tipo di quelli già attualmente utilizzati, ovvero del tipo Airbus AS365N3 oppure Leonardo (ex Agustawestland) AW139, poiché i piloti trentini hanno la licenza per operare su questi specifici aeromobili. Nel mondo dell’aviazione, infatti, non funziona come con la patente della macchina, che se si sa guidare una Panda, si è capaci di guidare anche una Ferrari: l’elicottero è una macchina molto affascinante, ma anche estremamente complessa e, per operare in sicurezza, la normativa prevede che i piloti (ed anche i tecnici manutentori) siano abilitati ad operare sugli specifici mezzi. E così, il campo si restringe e la ricerca di un elicottero a noleggio si fa dura.

 

Serve poi che l'elicottero sia provvisto di equipaggiamento HEMS per l’elisoccorso, che abbia il verricello con cui in più occasioni i membri del soccorso alpino (Tecnici di Elisoccorso) ed i medici vengono calati a terra e caricano a bordo il ferito se le condizioni per l'atterraggio sono proibitive, spesso su pareti rocciose o dentro a canaloni impervi. E non tutti gli elicotteri sono equipaggiati in questo modo. La ricerca è quindi difficile, tanto che il Servizio antincendi e protezione civile guidato da Ivo Erler sta guardando non solo in Italia ma in tutta Europa l'eventuale disponibilità.

 

Ci stiamo dando da fare – dice subito Tiziano Mellarini, l'assessore che si occupa di questo – stiamo cercando elicotteri da noleggiare anche in Nord Europa. E ora – spiega – non riesco a dare tempi certi su quando la flotta potrà tornare al completo”. Insomma, stanno cercando, ma fino ad ora non hanno trovato proprio nulla.

 

Si sceglie il noleggio perché l'acquisto sembra sia ancora più complicato. Un elicottero nuovo si aggira sui 10 milioni di euro, e la cifra aumenta se si richiede l'adeguamento alle necessità HEMS per il soccorso e al verricello per il recupero dei feriti. Ma il problema non è soltanto il costo: non è possibile recarsi presso il costruttore e volare via, chiavi in mano. L’elicottero dev'essere prenotato, prima ancora dev'essere pubblicato un bando di gara. Quindi per l'estate è impossibile averlo a disposizione, e di acquisto per ora non se ne parla nemmeno.

 

Potrebbe essere acquistato un mezzo usato, una cosa che si fa spesso: un elicottero di questo tipo può essere operativo per oltre 20 anni (come ad esempio il primo Dauphin AS365N3 del nostro nucleo elicotteri, marche I-PATE, costruito nel 1990 e venduto dalla Provincia nel 2012): prenderlo di seconda mano, con qualche anno sulle spalle, non sarebbe grave, ma il costo rimarrebbe comunque alto. “E' prematuro parlarne ora – dice Mellarini – per adesso ci concentriamo sulla ricerca di un mezzo da affittare”.

 

Per la Provincia di Trento il nucleo elicotteri è il fiore all'occhiello, una macchina usata non la farebbe certo brillare. Ora però bisogna fare i conti, mettere a bilancio un po' di euro, mettere nelle tasche della Cassa provinciale Antincendi qualche soldo: sul bilancio di previsione 2017 non c'è traccia di eventuali acquisti o noleggio di elicotteri.

 

Nessuna delibera ha modificato la previsione. Si ipotizza una spesa di quasi tre milioni di euro per quest'anno, senza contare il costo del personale e la spesa per il carburante: manutenzioni ordinarie e straordinarie, corsi di aggiornamento, consulenze e acquisto attrezzature. Tanti sodi, ma insufficienti per portare la flotta alla piena efficienza, e la provincia non ha ancora deciso di rimpinguare le casse del suo ente funzionale.

 

Sembra quindi che in estate, durante i mesi bollenti per il soccorso in montagna, la capacità di intervento sarà ancora limitata, dovrà fare i conti solo su due velivoli (sempre che uno non si guasti o non sia in manutenzione). Si useranno le ambulanze, come in passato.

 

Poco cambia. “Cambia tantissimo – diranno però le minoranze in consiglio provinciale – visto che gli ospedali periferici si è deciso di chiuderli e pure i punti nascita, per cui si è sempre detto tanto ci sono gli elicotteri che anche di notte sono sempre pronti a decollare...”.

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