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Due trentini facevano da apripista con i tossicodipendenti e poi interveniva la banda di stranieri. Polizia: "Sgominata un'organizzazione di spacciatori"

Le droghe leggere erano spacciate anche nei pressi di istituti scolastici, mentre in particolare l'eroina veniva venduta in piazza Dante e in piazza Santa Maria, ma anche Muse, via Gramsci e via Stoppani. GUARDA IL VIDEO ALL'INTERNO. Confcommercio: "Complimenti alle forze dell'ordine. Si tratta di un segnale positivo che orienta alla fiducia"

Di Luca Andreazza - 08 febbraio 2017 - 13:07

TRENTO. Nove persone in carcere, cinque agli arresti domiciliari e tre latitanti per traffico di sostanze stupefacenti, in particolare eroina, cocaina, hashish, marijuana e metadone. L’Autorità Giudiziaria di Trento, su richiesta del PM Davide Ognibene, ha emesso diciassette ordinanze cautelari nei confronti di cittadini del Gambia, Guinea, Sierra Leone, Senegal, Mali, Nigeria ed Italia. Questo il risultato messo a segno dalla squadra mobile nell'operazione 'Mandinka 2'. "Questa indagine - spiega Salvatore Ascione, vice questore di Trento - ha portato alla luce un vasto traffico di droga tra Trento e Roma, Torino e Brescia, gestito da un'organizzazione criminale, i cui appartenenti erano giunti in Italia come richiedenti asilo per motivi politici-umanitari o di protezione sussidiaria. Il giro coinvolge circa 150 clienti e 5.000 cessioni in sei mesi. Non abbiamo sequestrato grandi quantità di sostanze, ma siamo riusciti a interrompere il rifornimento di droga".

 

 

L’indagine ha dimostrato che le droghe leggere erano spacciate anche nei pressi di istituti scolastici, mentre in particolare l'eroina veniva venduta in piazza Dante e in piazza Santa Maria, ma anche Muse, via Gramsci e via Stoppani.  

 

In manette Malam Dafna di 28 anni del Gambia e richiedente asilo, Kemo Ceesay di 24 anni (Gambia) e Shaka Traore di 22 anni (Mali) con permesso di soggiorno per protezione sussidiaria, Bala Ceesay (Gambia) e Ibrahim Bagio di 30 anni (Guinea) con permesso di soggiorno per motivi umanitari, Thierno Fall  di 30 anni (Senegal) con permesso di soggiorno per richiesta asilo, mentre Amar Diop di 32 anni (Senegal) ha il permesso di soggiorno per lavoro. Latitanti Abduramane Ba di 46 anni (Guinea Bissau), Lamin Bah di 21 anni (Mali) con permesso di soggiorno per protezione sussidiaria e David Camara di 29 anni (Guinea Bissau) con permesso di soggiorno per asilo.

 

Arrestati anche due trentini, Ivan Crestani di 42 anni e Marco Mura di 54 anni, mentre cinque uomini centro africani risultano agli arresti domiciliari fra Ala e Trento con permesso di soggiorno per protezione sussidiaria oppure per motivi umanitari. "Il modus operandi - dice il vice questore - era molto articolato: gli spacciatori, per evitare i controlli della polizia, comunicavano tra di loro tramite Whatsapp e avevano inoltre costituito una rete, di cui facevano parte anche italiani tossicodipendenti, capace di intercettare la maggior parte di tossicodipendenti provenienti dalla provincia. I tossicodipendenti in difficoltà economica, se in cura al Ser.d, contraccambiavano la dose di eroina con il metadone, che poi veniva rivenduto a clienti più affidabili. In questo modo si erano assicurati quasi completamente il controllo dello smercio delle sostanze stupefacenti nelle piazze più importanti di Trento a danno degli spacciatori magrebini, costretti a zone più periferiche".

 

"Questa operazione - commenta il capo della squadra mobile Ascione - è la dimostrazione di come la Polizia di Stato sia impegnata, non solo a contrastare il fenomeno dello spaccio in piazza, ma soprattutto, a recidere i canali di approvvigionamento delle organizzazioni criminali interessate a gestire il traffico di stupefacenti nelle nostre città”

 

L'indagine si è svolta fra aprile e dicembre dell'anno scorso e "l' operazione è scattata - conclude il vice questore - alle prime luci di martedì 7 febbraio dopo un lungo lavoro sul campo fra intercettazioni e pedinamenti. La squadra mobile ha tratto inoltre in arresto anche un cittadino del Gambia per resistenza e violenza a pubblico ufficiale, per questo motivo è stata disposta una misura cautelare dell'obbligo di dimora nel comune di Ala". 

Il lavoro della polizia ha preso spunto dalla prima indagine 'Mandinka', conclusasi l’anno scorso, quando a seguito di alcuni casi di overdose a Trento e Rovereto, venne scoperto come la droga era venduta dai richiedenti asilo ospitati tra il centro di Marco e altre strutture della città della quercia e del capoluogo: in quel caso circa 20 profughi risultarono coinvolti. Proprio a seguito di quell'indagine la squadra mobile ha rilevato come dietro alle richieste d’asilo potessero nascondersi alcune persone che avevano quale obiettivo quello di costituire delle organizzazioni criminali volte a favorire traffici illeciti. L’indagine nei confronti dei trafficanti in questione ha permesso agli inquirenti di individuare elementi di disturbo tra i profughi in modo da non inficiare la giusta attenzione al fenomeno dei richiedenti asilo.

 

Un plauso arriva anche da Confcommercio Trentino che esprime i complimenti per un intervento a favore della legalità e della convivenza: "Vogliamo esprimere il nostro ringraziamento – dichiara il vicepresidente vicario Massimo Piffer – al questore Massimo D'Ambrosio, alla squadra del vice questore Ascione e alle forze dell’ordine in generale per gli interventi che contribuiscono a rendere più sicura e più vivibile la nostra città e la nostra provincia".

"I nostri esercenti – prosegue Piffer – vivono quotidianamente sulla strada e sentono molto da vicino le questioni legate alla sicurezza e alla criminalità. Operazioni come questa aiutano a rasserenare gli imprenditori ed a ritrovare una maggiore sensazione di vivibilità, caratteristica essenziale del nostro territorio. Oltre agli arresti e alle altre misure cautelari, infatti, l’operazione 'Mandinka 2' è il segnale della presenza costante e assidua delle forze dell’ordine. Si tratta per i cittadini e per le imprese di un segnale positivo che, pur in presenza di alcune situazioni ancora difficili, orienta alla fiducia".

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