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Eccidio di Vattaro 4 maggio '45, il sindaco non partecipa alla commemorazione dell'Anpi: " A sparare per primi furono i partigiani". Schmid "Sbaglia, è una falsità storica"

Il sindaco dell'Altopiano della Vigolana ha comunicato che non sarà presente alla commemorazione che si terrà il 6 maggio. Per l'Anpi, “una volgarità culturale” la decisione del primo cittadino. 

Di G.Fin - 02 maggio 2017 - 19:02

ALTOPIANO DELLA VIGOLANA. Il sindaco dell'Altopiano della Vigolana, David Perazzoli, non ci sarà di sicuro, e tantomeno sarà il Comune a farsi carico della corona per la commemorazione, che si terrà sabato prossimo, dei sette caduti nell'eccidio di Vattaro del 4 maggio 1945 (avvenuto quindi dieci giorni dopo il 25 Aprile e 4 giorni dopo la morte di Hitler) e della figura dell'artigliere Mario Bailoni, medaglia d'argento, caduto nella difesa della caserma a Trento l'8 settembre 1943.

 

L'Anpi del Trentino, assieme alla sezione di Vicenza, è stata promotrice dell'iniziativa ed è proprio al presidente Sandro Schmid che il sindaco Perazzoli ha deciso di rispondere per iscritto all'invito di partecipare che gli era stato rivolto il mese scorso.

 

“Non sarò presente il giorno 06 maggio presso la lapide a ricordo dell'evento del 04 maggio 1945 – ha risposto il sindaco dell'Altopiano della Vigolana - il motivo è dato dal fatto che la commemorazione dei defunti, siano loro caduti per cause belliche o meno, viene da me eseguita nel mese di novembre, nello specifico il giorno 02”.


In merito, invece, all'acquisto di una corona, il sindaco Perazzoli ha precisato che “il Comune di Altopiano della Vigolana non si farà carico della corona, in quanto per i vari monumenti ai caduti presenti sul territorio, se ne sono da sempre occupate le relative associazioni”.

 

Ed è sempre il sindaco Perazzoli a rincarare la dose spiegando che “tutti quelli nati prima del '45 conoscono come è andata la storia. I partigiani hanno fatto partire una raffica di colpi e i tedeschi, sentendosi attaccati, hanno recuperato le loro armi”.

 

Una affermazione, questa, che ha fatto rinfuocare ulteriormente la polemica con l'Anpi, che oltre a definire “una volgarità culturale” la decisione del sindaco di non partecipare, ha puntato il dito contro le parole del primo cittadino definendole un “falso storico inaccettabile”.

 

“Su questa storia – ha affermato Sandro Schmid - esistono documenti inoppugnabili che provano che i tedeschi erano già ad attendere i partigiani con autoblindo armato e non appena i partigiani sono scesi dal pullman hanno aperto il fuoco lasciando sul campo sette morti tra i partigiani, mentre tra i tedeschi nemmeno un ferito”.

 

Per il presidente dell'Anpi, “il sindaco farebbe meglio a documentarsi, questa storia è raccontata per intero dal libro della storia del Comune di Vattaro, edito dallo stesso Comune”. Alla fine un invito. “Non è mia abitudine polemizzare – chiarisce Schmid - ma questa volta si è passato ogni limite. Invito il sindaco ad un confronto pubblico sotto l'egida della Fondazione del Museo Storico Trentino perché una volta per sempre si faccia trasparenza sulla verità storica di questo atroce eccidio. E un sindaco non si presti alle falsificazioni per non partecipare alla commemorazione, come vorrebbe il suo ruolo istituzionale”.

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