Ecco a voi il nuovo numero per le emergenze 112. Oggi la presentazione della Centrale Unica di Risposta: "Un'eccellenza di livello europeo"
Mellarini: "Il Numero Unico entrerà ufficialmente in vigore dal 6 giugno". Prevista la risposta in 14 lingue. Il numero unico 112 sostituirà tutti gli altri numeri di emergenza. Il servizio riuscirà a rispondere e geolocalizzare la persona chiamante. Saranno abbattute del 50% le chiamate improprie rendendo più efficace l'intervento di aiuto

TRENTO. "Non si dice centododici, si deve imparare a pronunciarlo così: uno-uno-due". Perché la comunicazione è fondamentale in questa fase: "Devono impararlo anche i bambini, uno-uno-due, spiega Luisa Zappini, la responsabile del nuovo Servizio Centrale Unica di Emergenza della Provincia di Trento.
Dal 6 giugno partirà infatti il Numero Unico Europeo 112, e le novità sono state spiegate in una conferenza stampa alla presenza di assessori, polizia, carabinieri e soccorso alpino. C'erano Tiziano Mellarini e Luca Zeni, il commissario del Governo Pasquale Antonio Gioffrè, il questore Massimo D’Ambrosio, il comandante provinciale dei Carabinieri Luca Volpi. Poi Paolo Bordon direttore dell’Azienda Sanitaria, Stefano De Vigili dirigente del Dipartimento della Protezione Civile e Adriano Alimonta presidente del Soccorso Alpino.
"Il Numero Unico - spiega soddisfatto l'assessore alla Protezione Civile - entrerà ufficialmente in vigore dal 6 giugno. La normativa prevede che possa essere predisposto su base regionale solo in territori con più di tre milioni di persone - afferma Mellarini - ma ho fatto notare che per nove mesi all'anno, con i turisti questi numeri li superiamo abbondantemente".
In caso di bisogno, quindi, il cittadino dovrà comporre il numero di telefono 112 per contattare la Centrale Unica di Risposta (C.U.R.) che, secondo il tipo di emergenza, smisterà la chiamata alle centrali operative di secondo livello: Carabinieri, Polizia, Vigili del Fuoco e Soccorso sanitario.
"Questo - spiega la responsabile del Servizio Zappini - riuscirà ad abbattere il 50% delle chiamate che statisticamente sono inappropriate e solo di carattere informativo. Un filtro che darà la possibilità di migliorare l'efficienza del servizio - spiega - e in 5 secondi al cittadino sarà data risposta, in 40 secondi la Centrale sarà in possesso di nome e cognome del chiamante e della sua localizzazione".
Dove già attivo, l'112 ha permesso infatti di filtrare oltre il 50 per cento di chiamate inappropriate con la conseguenza di permettere agli operatori delle centrali di carabinieri, polizia, vigili del fuoco e sanità di ottimizzare e qualificare la gestione delle singole chiamate di emergenze del cittadino.
Ma non solo, con il nuovo numero sarà possibile la riduzione dei tempi di attesa, la localizzazione automatica del chiamante, l'accesso ad utenti diversamente abili (grazie all’app mobile) e il servizio multilingue. "La traduzione simultanea è prevista in 14 lingue differenti. Il cittadino che parla una lingua straniera o il turista in difficoltà - afferma Zappini - potrà chiamare il 112 e parlare contemporaneamente con l’operatore e in conferenza telefonica con un interprete madrelingua". Un servizio garantito 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno.
Per il cittadino non cambierà nulla, dovrà comporre l'112 in ogni occasione di emergenza, poi sarà la Centrale a smistarla velocemente alle centrali di secondo livello: Soccorso sanitario, Carabinieri, Polizia, Vigli del Fuoco, Soccorso Alpino. "Per il cittadino è tutto più semplice, l’emergenza avrà il solo numero 112 che sostituirà tutti gli altri, ovvero 112 (Carabinieri), 113 (Polizia), 115 (Vigili del fuoco) e 118 (Soccorso sanitario).
Questi numeri rimarranno comunque attivi e indirizzati verso il 112. La chiamata al 112 sarà possibile anche attraverso l’app “112 - Where are U” , consentendo la localizzazione puntuale del chiamante grazie al Gps presente su tutti gli smartphone. L’applicazione garantisce, inoltre, l’accesso al servizio ai diversamente abili permettendo di effettuare una “chiamata muta”.
La gestione della Centrale, i cui costi sono totalmente sostenuti dalla Provincia di Trento, prevede due operatori presenti H24, con l'aggiunta di un operatore dalle 9 alle 23. La sede sarà in via Giovanni Pedrotti a Trento, negli spazi di Trentino Network. E in caso di black-out, perché bisogna pensare a tutti gli scenari sfavorevoli per essere efficaci, a rispondere sarà la Centrale di Brescia, già predisposta per la deviazione delle chiamate sulle sedi di secondo livello trentine.
"Un servizio gratuito che serve alla comunità", afferma il Questore, che spiega quanto sia stato difficile arrivare a questa coordinazione di strutture che permetterà alla Centrale di funzionare al meglio. Anche il comandante dei Carabinieri spiega che "sembra facile ma dietro c'è un lavoro enorme. Per questo - afferma - vorrei ringraziare i miei uomini e tutti quelli che si sono impegnati nelle altre strutture".
"Questa Centrale Unica ci porta sui livelli europei - afferma il Commissario del Governo - è un'eccellenza che ci rende orgogliosi. E questo che vedete al tavolo - osserva - è in piccolo la rappresentanza di coloro che tutti i giorni assistono le persone in difficoltà".
A partire da giugno inizierà in Trentino anche una campagna informativa su larga scala volta ad informare tutti i cittadini e i turisti sul nuovo servizio. La campagna informativa comprenderà spot radio e tv, inserzioni su quotidiani, materiale informativo (locandine e cartoline) presso tutti gli uffici della pubblica amministrazione trentina, ospedali, strutture sanitarie, farmacie, alberghi, strutture turistiche e rifugi.
L'unico inghippo, che non sarà possibile risolvere da qui ma che sarà in futuro risolto a livello nazionale, è il numero stampato sulle volanti della Polizia. Quel 113 che dal 6 giugno non si dovrà più usare. Più semplice togliere dalle ambulanze trentine il 118 e dai mezzi di pompieri il 115.
Dovrà entrare in testa a tutti, se c'è un'emergenza si deve comporre solo questo numero: uno-uno-due.












