Cornacchia aggressiva, dopo gli attacchi ai passanti scatta l'ordinanza di abbattimento, ma gli animalisti presentano ricorso: “Per evitare le beccate basta un ombrello”
E' l'ultimo capitolo del caso della cornacchia di via Damiani, a Pordenone: secondo gli esperti, l'atteggiamento aggressivo di questa specie si sarebbe già verificato in altre città e sarebbe legato alla difesa dei pulli. Quel che è certo è che la questione, dopo mesi di “aggressioni” ai passanti, ora ha ricevuto l'attenzione anche della Lav, che ha annunciato d'aver depositato un ricorso al Tar contro il decreto di abbattimento firmato nei confronti del volatile

PORDENONE. La presenza della cornacchia molesta di Pordenone, che aggredisce i passanti ormai da mesi, è diventato un caso di una certa risonanza, in grado di dividere l'opinione pubblica a proposito di come dover procedere nei confronti dell'animale.
A nulla infatti erano valsi i vari tentativi da parte del comune di dissuasione e cattura del corvide, che ha un nido con i piccoli in via Damiani e che ha continuato imperterrito a scagliarsi contro gli ignari passanti arrivando a provocare lacerazioni e ferite sulle teste dei più sfortunati.
Secondo le indicazioni fornite dagli esperti si tratterebbe di un comportamento già osservato in diverse altre città d'Italia, e sarebbe riconducibile alla presenza del nido che l'animale tenterebbe di difendere dal passaggio di coloro che vengono percepiti come un pericolo per i suoi pulli, situati a distanza ravvicinata dagli avventori.
Ma negli scorsi giorni il sindaco di Pordenone Alessandro Basso ha firmato un'ordinanza che prevede anche la soluzione più drastica, quella dell'abbattimento della cornacchia aggressiva. Una prospettiva che tuttavia è stata rigettata con forza dalla Lav, la Lega Anti Vivisezione, che attraverso i propri canali web ha diffuso una nota che comprende anche l'appello degli animalisti al Tribunale regionale.
“La condanna a morte della cornacchia di via Damiani a Pordenone è inaccettabile – ha dichiarato nelle scorse ore Guido Iemmi, responsabile Lav Pordenone – nelle prossime ore il nostro ufficio legale depositerà un ricorso al Tar di Trieste contro l’ordinanza del sindaco di Pordenone. Uccidere un animale selvatico rappresenta sempre una violenza che non possiamo tollerare ancora di più quando è già noto che è sufficiente attendere qualche giorno perché possa cessare il suo comportamento difensivo”.
In tal senso la nota dell'associazione animalista prosegue con dei consigli utili per evitare le poderose “beccate” della cornacchia. “Per scongiurare ogni possibile rischio per i cittadini – conclude - è sufficiente che coloro che si dovessero trovare a transitare nella zona sottoposta al controllo della cornacchia, si dotino di un normalissimo ombrello come fosse una qualsiasi giornata di pioggia".











