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Furti, due operazioni messe a segno dai Carabinieri. Acciuffati i responsabili di furti in ospedale e in appartamento

Cinque le persone assicurate alla Giustizia, tra loro una minorenne. Indispensabili per le indagini le immagini degli sportelli bancomat usati dai responsabili dei furti per sottrarre denaro alle vittime

Pubblicato il - 28 aprile 2017 - 09:46

RIVA DEL GARDA. C'è chi entra in casa di soppiatto per rubare e chi i furti li mette a segno nelle corsie degli ospedali. La Stazione dei Carabinieri di Ponte Arche, dipendente dalla Compagnia di Riva del Garda, è riuscita a individuare i responsabili di questi reati, assicurandoli alla giustizia.

 

La prima attività di indagine ha riguardato un furto in abitazione verificatosi nel maggio dell’anno scorso a Stenico, quando tre donne, una delle quali minorenne, hanno asportato un portafogli ai danni di un anziano, entrando in casa approfittando del fatto che la vittima si stava intrattenendo nell'orto dell’abitazione lasciando la porta aperta.

 

Le ladre hanno poi utilizzando il bancomat per acquisti vari presso alcuni esercizi pubblici. Proprio l’utilizzo del bancomat ha consentito di individuare le donne, con le telecamere di sorveglianza dei negozi e dei bancomat utilizzati.Questo ha consentito alla la Procura di Trento di mettere ai domiciliari una 43enne pregiudicata residente a Bressanone e una 23enne pregiudicata di origine ucraina residente a Trento.

 

Le donne dovranno rispondere di furto in concorso aggravato e continuato, unitamente a una ragazza di 15 anni che è stata deferita in stato di libertà alla procura per i Minorenni.

 

La seconda attività ha riguardato dei furti negli ospedali, partendo da quello di un portafogli avvenuto all’interno di una camera dell’ospedale civile di Tione nel mese di gennaio 2017, in danno di una signora della zona in visita ad un anziano parente e di alcuni prelievi bancomat fraudolenti effettuati tramite una tessera bancomat rubata in quella occasione.

 

La vittima si era rivolta al Comando della Stazione dei Carabinieri di Ponte Arche i cui militari, dopo aver acquisito i fotogrammi delle sportello ATM, hanno da subito intuito di trovarsi a che fare con specialisti del settore: i prelievi erano stati infatti effettuati da un soggetto parzialmente travisato con occhiali, berretto e sciarpa.

 

Con ulteriori accertamenti veniva individuato un pregiudicato veneziano di 50 anni, individuato proprio grazie ai passaggi nelle Giudicarie di una piccola utilitaria da lui utilizzata. I passaggi hanno consentito anche di attribuire allo stesso,  in concorso con la convivente di 47 anni , altri due furti perpetrati nel giro di pochi giorni, rispettivamente presso gli ospedali di Rovereto ed Arco.

 

Decisivi, per incastrare la coppia, sono stati i riscontri ottenuti tramite le registrazioni degli impianti di videosorveglianza presenti presso gli ospedali ed i riconoscimenti fotografici di pazienti e sanitari che avevano avuto modo di notare la coppia nell’immediatezza dei furti.

 

I due, già gravati da numerosi precedenti proprio per odiosi furti commessi in ospedali in tutto il Nord Italia in danno di pazienti e loro familiari, avevano probabilmente scelto di operare in Trentino nella piena convinzione di essere pressoché sconosciuti alle Forze dell’Ordine, tanto da effettuare soste in alberghi del Garda con camera vista lago.

 

Le risultanze investigative dei Carabinieri di Ponte Arche hanno convinto la Procura della Repubblica di Rovereto, al fine di scongiurare il protrarsi di tale attività delittuosa, ad emettere una ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico dei due, i quali risultano ora ristretti presso la Casa Circondariale di Venezia.

 

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