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| 17 dic 2016 | 12:42

Il telegramma di Rossi a Romano Prodi: "Tuo fratello Paolo tra i padri dell'Autonomia". Collini: "Fu il primo rettore dell'Ateneo"

Il messaggio di cordoglio del presidente della Provincia all'ex presidente del consiglio per la perdita del fratello: "A nome di tutta la comunità trentina Ti esprimo la mia affettuosa vicinanza. Il Trentino non dimentica e gli è grato". Cordoglio anche da parte dell'Università

Ugo Rossi con Romano Prodi alla consegna del premio Degasperi di due anni fa
di Redazione

TRENTO. Ha inviato un telegramma di cordoglio a Romano Prodi e famiglia, a nome di tutta la comunità trentina, il presidente della Provincia Rossi. Nella notte, infatti, si è spento, a 84 anni, Paolo Prodi, fratello maggiore dell'ex presidente del consiglio e grande amico di Trento e del Trentino. Tra i tanti incarichi ricoperti, infatti, anche quello di rettore dell'Università di Trento, preside di Lettere, fondatore dell'Istituto storico italo-germanico.

 

Ecco, quindi, il telegramma inviato da Rossi a Romano Prodi: "A nome di tutta la comunità trentina Ti esprimo la mia affettuosa vicinanza per la perdita del Tuo caro fratello Paolo. Il Trentino non dimentica e gli è grato per il fondamentale apporto che ha saputo dare allo sviluppo della nostra Università, della quale è stato primo rettore, e dell'Istituto Storico Italo-Germanico. La sua visione di un regionalismo illuminato e aperto è uno dei punti di riferimento che guidano oggi la nostra Autonomia, tra i cui "padri" va annoverato anche Paolo Prodi. I suoi insegnamenti continueranno ad essere per noi e per tutti i trentini una grande lezione ed una prospettiva sempre attuale".

 

Cordoglio espresso anche dall'Università di Trento. Paolo Prodi, infatti, fu storico e docente universitario, il primo rettore dell'Ateneo dal 1972 al 1978. Prodi guidò la allora "Libera Università di Trento" negli anni subito precedenti alla sua statalizzazione: un periodo di grande apertura al territorio e di sviluppo di nuove discipline, che vide tra l'altro anche la nascita della Facoltà di Scienze e poco dopo anche di quella di Economia. 

 

"Paolo Prodi ha tracciato una strada – ricorda il rettore Paolo Collini – non soltanto come storico e autorevole studioso del Concilio di Trento. Vedeva l'Università di Trento come un ponte verso l'Europa. La sua idea di un ateneo accogliente, aperto al confronto e dialogante, con lo sguardo rivolto alla dimensione internazionale, ma anche ai nostri vicini di Alto Adige, Tirolo e del mondo tedesco ha segnato la storia della nostra università. Tuttora proseguiamo il suo disegno nel costruire questi rapporti e nel promuovere collaborazioni sempre più stabili e fruttuose. Il suo ricordo e il suo esempio, oltre alle numerose attività scientifiche che ha contribuito ad avviare, hanno dato solidità e reputazione al nostro Ateneo e reso il Trentino un luogo più aperto e intellettualmente vivace. Esprimo da parte di tutta la comunità accademica il più vivo rammarico per la sua scomparsa".

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