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Itas, Di Bendetto scrive ai consiglieri: "Io come il Presidente della Repubblica: per me il semestre bianco". Oggi la prima udienza del processo

Nella lettera inviata al cda (che pubblichiamo) con la quale l'ex numero 1 della società ha fatto un passo indietro nessun riferimento alle vicende giudiziarie. Oggi intanto c'è stata l'udienza preliminare. L'accusa di appropriazione indebita a carico di Gnesetti è stata ridotta di 95 mila euro (spostati a Giuliani di Target). Il legale di Grassi: "Ogni scelta è sempre stata condivisa con la società"

Partendo dall'alto i legali Matteo Uslenghi (legale di Grassi) e Daldoss e de Bertolini (legali di Gnesetti) oggi in aula
Di Luca Pianesi - 21 settembre 2017 - 19:10

TRENTO. "Cari consiglieri, voi tutti sapete che gli ultimi sei mesi di mandato del Presidente della Repubblica Italiana sono definiti 'semestre bianco'". Il paragone è forte (troppo) ed è lo stesso Di Benedetto ad accorgersene specificando "ebbene, senza essere comunque irriverente, desidero utilizzarlo in Itas per quanto mi riguarda". E' questo l'attacco della lettera firmata "Giovanni Di Benedetto" che ieri è stata inviata ai consiglieri d'amministrazione di Itas e con la quale, di fatto, ha comunicato la sua decisione di fare un passo indietro dalla carica di presidente della mutua.

 

Una decisione che, sempre stando a quanto ha scritto nella sua missiva con paragone d'altissimo livello, è legata "solo"  e soltanto al fatto che "siamo in una fase di profonde modificazioni normative per il futuro societario delle Compagnie assicurative, modifiche sostanziali che esigono una disamina accurata e le cui scelte condizioneranno l'intero assetto futuro della Corporate Governance anche della nostra mutua".

 

 

Nessun accenno, quindi, al processo che ruota attorno alla figura dell'ex direttore generale della società Ermanno Grassi e ai suoi dieci capi d'accusa tra cui calunniatruffafalso, appropriazione indebita ed estorsione. Estorsione, che stando agli inquirenti, avrebbe riguardato proprio il presidente Di Benedetto: l'ex direttore generale avrebbe, infatti, incaricato un investigatore privato di pedinare il numero uno di Itas al fine di ricattarlo su questioni personali (Qui articolo).

 

Ebbene mentre ieri sono arrivate le dimissioni, oggi si è tenuta la prima udienza preliminare di questo processo che vede Itas come parte lesa e cinque persone sullo scranno degli imputati: il già citato ex direttore Ermanno Grassi, l'ex funzionaria e grande accusatrice Alessandra Gnesetti, l'ex manager Paolo Gatti, Roberto Giuliani, titolare di Target, società che Grassi avrebbe utilizzato per far fatturare alcuni beni e servizi ai fornitori di Itas e Gabriele Trevisan responsabile della società Point rent car di Piove di Sacco (per la vicenda legata alla Porsche). "L'esito - spiegano i due legali di Alessandra Gnesetti Andrea de Bertolini e Stefano Daldoss - è stato un differimento al 17 novembre per consentire di scegliere gli eventuali riti alternativi, se ce ne saranno, e in alternativa discutere l'udienza preliminare. Il rinvio tecnico è stato necessario in ragione di specificazioni che la procura ha fatto in ordine al capo di imputazione che si è modificato per alcune posizioni soggettive". 

 

Una modifica sulle cifre: Alessandra Gnesetti era accusata di appropriazione indebita in concorso di beni per 430 mila euro. Questa cifra è stata ridotta di circa 95 mila euro, che, invece, sono stati attribuiti a un altro imputato (Roberto Giuliani di Target). Per il resto tutto rimane come prima e quindi adesso si va avanti con prossima tappa fissata al 17 novembre.

 

"Come difesa ci sarà molto da lavorare - aggiunge il legale di Grassi Matteo Uslenghi all'uscita dall'aula - per smontare delle imputazioni completamente infondate che andranno completamente riviste. Vengono, infatti, rappresentate come iniziative personali e discutibili questioni che sono state scelte aziendali note a tutti e completamente condivise dall'azienda".

 

Intanto sulla questione dimissioni di Di Benedetto dal ruolo di presidente di Itas (resta nel cda e con tutta probabilità verrà nominato presidente onorario) si sono espressi congiuntamente anche i sindacati per bocca dei tre segretari: "Prendiamo atto - comunicano Franco Ineselli della Cgil, Lorenzo Pomini della Cisl e Walter Alotti della Uil - di una decisione che fin dall'inizio della triste vicenda che ha coinvolto il Gruppo Itas come sindacati abbiamo auspicato, al solo scopo di garantire la massima trasparenza".

 

"Cinque mesi fa come oggi ci appariva assolutamente necessario un cambio alla governance della mutua – proseguono i tre segretari -. Dunque, pur rispettando la totale autonomia del consiglio di amministrazione nell'assunzione di questa scelta, riteniamo che quanto deciso ieri dai vertici Itas sia la migliore soluzione possibile. Non sta a noi fare interpretazioni sulle ragioni né sulle modalità che hanno condotto a questa decisione". Resta il fatto, insistono i sindacati, che il Gruppo Itas "non è un'azienda come tante, ma per la sua storia e il suo forte radicamento sul territorio rappresenta un patrimonio significativo per tutta la comunità trentina, incarna valori come mutualità e responsabilità sociale in cui ci ritroviamo”.

 

Ed è per questa ragione, proseguono i tre segretari, "che pretendiamo da essa un di più di correttezza e trasparenza". Nell'ambito di una revisione complessiva della governance del mutua, Cgil Cisl Uil del Trentino chiedono ancora una volta insieme alle categorie sindacali e ai delegati aziendali che "possa essere adeguatamente valorizzato il ruolo dei dipendenti all'interno del consiglio di amministrazione".

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