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Itas, il presidente resta in sella, ma per il quarto (e quinto) mandato dovrà aspettare

I delegati hanno votato la mozione di presa d'atto della condotta della governance della Mutua. Le modifiche statutarie rimandate a data da destinarsi. Alotti (Uil): "L'assemblea dimostra la distanza tra aspetto morale e business, evidentemente i delegati non sono tanto diversi dalla governance che li rappresenta"

L'Assemblea di Itas (foto di Simone Cargnoni)
Di Luca Andreazza - 28 aprile 2017 - 06:34

TRENTO. Non parla prima e si sottrae subito dopo l'assemblea generale del Gruppo Itas. Qualcuno all'esterno del Centro congressi Interbrennero mormora che è un abile stratega. Il presidente Giovanni Di Benedetto esce dall'assise ancora in sella. Certo, supera qualche intoppo, scansa alcuni ostacoli, alza anche la voce quando serve (poche volte per la verità), ma alla fine l'attuale governance resta al suo posto (Qui articolo sull'assemblea).

 

 

La vicenda giudiziaria innescata da Ermanno Grassi (mai nominato per nome da Di Benedetto durante l'assemblea) resta quasi sullo sfondo, se non fosse per il duro attacco del presidente all'ex direttore e la relazione dei provvedimenti, dalla sospensione al licenziamento, messi in campo dal consiglio di amministrazione. Non sono mancate le voci che chiedevano chiarezza, tra cui quella di Marcello Poli, venendo attaccato personalmente e alla fine dell'assemblea va via furioso: aveva osato chiedere conto del perché a bilancio, tra le parti correlate, non si evince il preliminare del contratto di compravendita dell'attico di piazza Pellico.

 

Il nodo del quarto mandato, non accennato durante l'assemblea, resta invece sul tavolo, insieme alle altre modifiche statutarie che sono state rimandate a data da destinarsi (la presidenza di Di Benedetto scade nel 2018 e la modifica dello statuto potrebbe allungare la sua esperienza potenzialmente fino al 2024), ma il numero uno di Itas intanto incassa a larga maggioranza la mozione di presa d'atto di 'fiducia e solidarietà', fortemente riscritta parola per parola, dei delegati e prepara così le prossime mosse.

 

Tutto insomma è ancora in ballo, si è deciso di non decidere, e chi chiedeva a gran voce una guida di transizione sarà sicuramente rimasto, almeno in parte, deluso. "Itas è un'azienda privata - commenta Walter Alotti, segretario di Uil - le dinamiche sono diverse fino a quando si registra un utile di bilancio. L'assemblea dimostra la distanza tra aspetto morale e business, evidentemente i delegati non sono tanto diversi dalla governance che li rappresenta".

 

Un esercizio chiuso con un utile loro ampiamente superiore agli obiettivi: 25,6 milioni di euro prima delle imposte e un patrimonio di 387 milioni di euro (oltre 9 milioni in più rispetto all'anno scorso). Il patrimonio della capogruppo ITAS Mutua vale da solo 329 milioni di euro (+10,2% rispetto al 2015) e la raccolta premi è ora di oltre 740 milioni di euro mentre il valore aggiunto della Mutua e la ricaduta complessiva sul territorio sale oggi a 253 milioni di euro (nel 2015 era 195 milioni).

 

 

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