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| 08 mag 2017 | 06:38

"La Centrale operativa del 115 a rischio black-out". La Protezione civile: "E' successo ma nessun problema per le chiamate"

L'allarme lanciato dal consigliere Claudio Civettini che interroga la Giunta: "I gruppi di continuità Ups sono tutti guasti". Ma il dirigente Ivo Erler: "Un problema che si è risolto subito, sono cose che possono succedere. Abbiamo lavorato come una volta con il sistema cartaceo"

di Donatello Baldo

TRENTO. "Sembra che la centrale 115 non sia più protetta". Lo sostiene il consigliere provinciale Claudio Civettini depositando un'interrogazione per sapere se sia vero che  in caso di black-out, sbalzi di corrente o anomalie sulla rete elettrica il sistema di chiamata ai Vigili del fuoco vada in tilt e sia messa a rischio la sicurezza dei cittadini.

 

Civettini sembra molto informato su quanto stia accadendo all'interno della centrale 115, tanto da poter chiedere dettagli molto precisi all'assessore Tiziano Mellarini, che a nome della Giunta dovrà rispondere per iscritto all'interrogazione a norma di regolamento consiliare. Il consigliere la prende larga e per prima cosa chiede "quali siano i piani di manutenzione delle strumentazioni tecniche attuate negli ultimi due anni".

 

Poi poco a poco entra nel merito, chiedendo e allo stesso svelando le sue informazioni e le sue preoccupazioni: "Corrisponde al vero - chiede Civettini - che i computer delle postazioni-operatore hanno più di 50 mila ore di lavoro e montano un sistema operativo che più nessun sviluppatore di software ritiene compatibile"'.

 

"E corrisponda al vero - chiede ancora -  che il nuovo programma “Priority dispatcher”, che spesso nelle comunicazioni istituzionali si darebbe notizia di essere i soliti primi nel suo utilizzo, non starebbe funzionando perché i pc non riuscirebbero a farlo girare? E si conferma che il suo costo sarebbe di circa 300.000€ ? E se sì, non si ritiene inaudito che gli operatori non possano usarlo per l’utilizzo cui si è investito?".

 

Poi chiede anche delucidazioni in merito agli Ups, cioè dei gruppi di continuità della Centrale 115 che si sarebbero guastati, secondo le informazioni in suo possesso. Guasti che avrebbero determinato gravi disagi nel momento in cui si sarebbe verificata un'interruzione di corrente sulla linea elettrica, creando un blocco del funzionamento dei terminali.

 

"Si confermano o si smentiscono ben due improvvisi blocchi di centrale, sembra dovuti a black-out elettrico, verificatisi venerdì pomeriggio scorso alle 15 circa il primo e un altro proprio il giorno 30 aprile alle ore 9 del mattino, con tutte le conseguenze che da ciò può derivare nel concreto dell’operatività quotidiana?".

"Ed è vero che per il riavvio dei sistemi ci sono voluti 40/45 minuti e che, a fronte di ciò, le chiamate di emergenza vengono gestite dalla telefonia tradizionale, non gestibile da programmi operativi di centrale?.

 

Prima ancora dell'assessore, a queste domande cerca di rispondere il dirigente della Protezione civile del Trentino Ivo Erler, a capo della Centrale operativa del 115. "Quello di cui parla Civettini è un problema già risolto, un semplice guasto tecnico a carico delle batterie Ups, nulla di più". 

 

 "La centrale - spiega Erler - è attrezzata a reagire in ogni evenienza, anche di fronte a un black out. E' chiaro che con una interruzione di corrente si fa molta più fatica rispetto alla situazione ordinaria - spiega Erler -  ma questo  non significa che la centrale si fermi. C'è stato un guasto tecnico ordinario su un gruppo di continuità - ammette - nulla di più".

 

Erler spiega che "questo non dovrebbe succedere normalmente, ma purtroppo statisticamente ogni tanto qualcosa capita. Si reagisce, si fa un po' più di fatica, si ripara il danno. Questo si fa". Ma ci tiene a fare una precisazione, a dichiarare che "nel modo più assoluto non è vero che ci sia stato un black out sulle chiamate, che invece ha continuato a funzionare".

 

"Il problema, in questi casi, si ripercuote sui softwere, che però possono essere aggirati. Se succede si lavora come si faceva una volta, a mano, col cartaceo. Ma ripeto - conferma Erler - la telefonia funzionava, è stato un problema di corrente, un black-out che potrebbe verificarsi anche in una sala operatoria. L'importante - ribadisce - è risolvere il problema, aspettare qualche minuto perché entri in funzione il gruppo elettrogeno".

 

Erler non entra nello specifico delle domande precise di Civettini. "Non ho visto l'interrogazione e mi riservo di capire meglio prima di rispondere". Ammette però che dopo il ripristino della linea elettrica il riavvio dei pc ha subito un ritardo, "inevitabile", osserva Erler. 

 

"Ma in generale i softwere funzionano bene, e sulla Centrale gli investimenti ci sono stati e continueranno ad esserci". Civettini, tra le altre cose, sospettava che dietro ai disagi ci fosse un mancato investimento, dovuto allo spostamento delle risorse sulla Centrale Unica di Emergenza a discapito della Centrale 115. "Ma sono due capitoli di spesa separati - spiega Erler - che nemmeno si incontrano". Tesi sostenuta anche da Luisa Zappini, responsabile della Cue: "Smentisco, sono due filoni di investimento diversi". 

 

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