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Per la morte del maialino Ettorino il pompiere è stato assolto. Era accusato di averlo ucciso e macellato

La sentenza di appello ribalta la condanna a 1 anno e 6 mesi del primo grado. "Agì in buona fede su consiglio dei Forestali". E il maialino thailandese era già morto poco dopo la cattura

Pubblicato il - 30 settembre 2017 - 10:28

TRENTO. Il vigile del fuoco di Gardolo, accusato di uccisione di animale e peculato, che nel dicembre del 2013 macellò un maialino thailandese di nome Ettorino, dopo la condanna a 1 anno e 6 mesi in primo grado è stato invece assolto al processo di appello. 

 

Soddisfazione sua e del suo avvocato Stefano Daldoss, che ha saputo dimostrare che il pompiere non ha macellato il maialino per farne bistecche da mangiare allegramente. Ha eseguito i consigli della Forestale chiamata appositamente per chiedere come comportarsi in questi casi.

 

Nello specifico il caso di una cattura di animale sollecitata, nel dicembre di quattro anni fa, dalla pattuglia di carabinieri che si erano imbattuta in un maialino scambiato a prima vista per un cinghiale. I carabinieri chiamarono subito la caserma dei Vigili del fuoco e intervenne catturando in poco tempo l'animale. 

 

In poco tempo perché era malconcio, stava per morire, e morì in caserma poco dopo. Non vide mai più la sua proprietaria che l'aveva smarrito, poco dopo la sua morte venne smembrato dal vigile del fuoco denunciato successivamente dalla Lav.

 

L'avvocato Daldoss ha spiegato alla Corte che il suo assistito avrebbe agito in buona fede, mettendo in pratica i consigli arrivati dalla Forestale che fu subito avvertita. Forestale che giunse in caserma e viste le condizioni dell'animale non avvertì nemmeno il veterinario.

 

I due agenti della forestale dissero che il corpo andava smaltito e per questo il vigile decise la macellazione. L'avvocato spiega che la carne del maialino Ettorino non l'avrebbe nemmeno mangiata lui, avrebbe voluto donarla al Punto d'Incontro

 

Lo stesso procuratore generale ha chiesto l'assoluzione per l'imputazione di uccisione di animale, chiedendo anche di derubricare il peculato in furto aggravato. La difesa ha chiesto invece l'assoluzione piena, quella che poi la Corte ha sentenziato. 

 

 

 

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