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Lupi in Trentino. La Provincia: "Chiesta la possibilità di rimozione e abbattimento degli individui considerati più pericolosi"

Cresce la preoccupazione per  le incursioni di branchi di lupi attirati da mandrie e greggi al pascolo. Lo scorso anno sono state presentate agli uffici provinciali 32 denunce di danno accompagnate da 30 richieste di indennizzo

Pubblicato il - 15 giugno 2017 - 10:06

TRENTO. “Applicare al lupo quanto già è previsto per l'orso, vale a dire la possibilità di rimozione e abbattimento degli individui considerati 'particolarmente dannosi'”. Questa è la richiesta che la Provincia di Trento ha presentato al tavolo ministeriale che sta lavorando alla stesura del Piano nazionale per la gestione del lupo.

 

A ricordarlo è stato l'assessore provinciale Michele Dallapiccola durante un incontro che si è tenuto a Levico, incontrando gli allevatori e i malghesi della zona di Passo Vezzena, teatro di recenti incursioni di un branco di lupi.

 

"Nella certezza che il lupo sarà sempre più presente sul nostro territorio – ha affermato Dallapiccola - considerando la velocità di riproduzione, e sapendo che è un animale protetto in tutta Europa, dobbiamo lavorare per arrivare ad una gestione di tale presenza e ad una convivenza sostenibile, contemperando le esigenze di tutela con la necessità di preservare le attività di allevamento in quota".

 

La parole d'ordine sono informazione, prevenzione e assistenza per difendere l'agricoltura di montagna, in particolare l'allevamento di bovini, ovicaprini ed equini, dagli attacchi del lupo.

Come per l'orso, anche per quanto riguarda il lupo la Provincia ha attivato un Gruppo di reperibilità forestale e faunistica e sta intensificando le attività di monitoraggio e controllo nelle aree dove è stata segnalata la presenza e l'attività di branchi di lupi.

 

Claudio Groff del Servizio Foreste e fauna e l'ispettore forestale Paolo Zanghellini hanno fornito molte informazioni sull'etologia del lupo, le sue abitudini, le circostanze che hanno portato negli ultimi decenni il lupo a ricolonizzare spontaneamente (senza dunque esservi stato "importato" come qualcuno ancora erroneamente sostiene) porzioni sempre più ampie delle Alpi, le sue prede preferite, ma anche indicazioni utili agli allevatori per gestire con diverse modalità le attività di allevamento e di alpeggio.

 

Ma è soprattutto sul piano della prevenzione, tramite l'allestimento di recinti in grado di difendere gli animali domestici dagli assalti dei lupi, come pure sul piano degli indennizzi dei danni che si può fare molto.

Lo scorso anno sono state presentate agli uffici provinciali 32 denunce di danno accompagnate da 30 richieste di indennizzo, a fronte delle quali sono stati erogati indennizzi per complessivi 34.000 euro. I funzionari e forestali provinciali, all'incontro era presente anche il dirigente del Servizio Foreste e Fauna Maurizio Zanin, hanno spiegato puntualmente le procedure, i tempi e le modalità per richiedere gli indennizzi. "Obiettivo delle misure di prevenzione - è stato affermato - è quello di ridurre i danni entro una soglia accettabile, che permetta agli allevatori di svolgere la propria attività serenamente".

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