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Via Madruzzo, lunedì iniziano i lavori di riqualificazione dell'asse storico della città

L'importo complessivo dei lavori è di 510 mila euro. L’asse di via Madruzzo vede la sua origine nella metà del XVI secolo come via di collegamento fra il borgo di Santa Croce e il palazzo suburbano delle Albere, elemento di altissimo rilievo architettonico nel panorama della città cinquecentesca, decisivo per lo sviluppo della parte meridionale della città .

Di G.Fin - 03 novembre 2016 - 20:20

TRENTO. Prenderanno il via lunedì prossimo, sette novembre, i lavori per la riqualificazione l'asse storico che parte dai Tre Portoni in via Santa Croce e raggiunge Palazzo delle Albere.

 

Il progetto mira a favorire la leggibilità urbana di un percorso che, dopo l'apertura del sottopasso alla ferrovia, è diventato il collegamento pedonale preferenziale tra la città da una parte, l'area delle Albere e il Muse dall'altra. Se prima infatti via Madruzzo era un viale senza uscita a servizio del solo cimitero, ora il tratto a ovest dell'incrocio con via Rosmini ha riacquisito la sua originaria conclusione oltre la ferrovia. L'avvio dei lavori è stato annunciato dall'assessore comunale Italo Gilmozzi e dal dirigente Giuliano Franzoi.

L'importo totale dei lavori è di 510 mila euro. Saranno quattro gli ambiti sui quali so interverrà: il primo riguarda la sistemazione del tratto di viale tra gli ingressi al cimitero e l'attuale stanga di chiusura consiste nel rifacimento dei marciapiedi in pietra e la realizzazione di una nuova pavimentazione stradale in cubetti. Il secondo ambito consiste nella sistemazione della piazza a nord della Casa dei Frati custodi, attualmente occupata a parcheggio, viene realizzata in continuità con la sistemazione delle pertinenze vere e proprie dell'edificio. La piazza di forma regolare antistante all'edificio è portata alla quota marciapiede con pavimentazione in lastre di porfido del Trentino a larghezze alternate, attraversata dalle piastre che segnano la prosecuzione dei due marciapiedi a ovest, in verdello e rosso Trento alternati. Come terzo ambito c'è la sistemazione della zona a est della piazza con la prosecuzione del viale centrale con nuove alberature e il verde laterale. Infine la sistemazione della zona a est dell'incrocio tra via Giusti/via Rosmini che prevede la prosecuzione delle alberature, dei marciapiedi e della pavimentazione in pietra a segnare l'imboccatura di via Madruzzo verso est. In tale contesto verrà creato un rallentamento per favorire il flusso pedonale degli studenti del liceo Da Vinci e verrà allungato il marciapiede corrispondente alla fermata dell'autobus.

“L'intervento – ha spiegato il sindaco Alessandro Andreatta – ha una valenza di tipo storico e culturale. Avremo il ripristino di un percorso importante della città e si darà anche una certa unitarietà alla zona. Saranno dei lavori contribuiranno anche a far sentire più sicuri i cittadini”.

 

 

CENNI STORICI

 

L’asse di via Madruzzo vede la sua origine nella metà del XVI secolo come via di collegamento fra il borgo di Santa Croce e il palazzo suburbano delle Albere, elemento di altissimo rilievo architettonico nel panorama della città cinquecentesca, decisivo per lo sviluppo della parte meridionale della città .

Nel 1823 inizia a occuparsi del progetto del nuovo cimitero Giuseppe Pietro Dal Bosco, che dopo due anni di pratica alla Direzione pubbliche costruzioni di Innsbruck, è ingegnere aggiunto all'Ufficio tecnico del capitanato circolare (carica mantenuta fino al 1837 quando passa al Capitanato della Val Pusteria). Dal Bosco fa progetti per quasi tutte le strutture conventuali passate all'Erario pubblico, progettando nuove destinazioni, nell'ottica di una riorganizzazione dei servizi pubblici della città.

Dal Bosco riceve l'incarico per i progetti (1828-29) di due passeggi cittadini, sulle direttrici esistenti che dal Borgo Santa Croce fuori le mura portano dal Fersina attraverso i Tre portoni a palazzo delle Albere. Alternando paesaggi all'inglese a regolari e ordinate parti all'italiana, i due passeggi riprendono, uno la strada postale che da Verona porta in città per porta Santa Croce, l'altro l'antico passeggio cittadino cosiddetto alle Albere, per la presenza di due file di pioppi. Quest'ultimo progetto, denominato da Dal Bosco "Campi Elisi alle Albere", prevede il recupero di una zona di antica espansione, centrata sul Palazzo cinquecentesco delle Albere, ridotto a casa colonica dopo un incendio del 1796, e in questa ipotesi adibito a funzioni pubbliche (quali bar, trattoria, salone delle feste, bagni), racchiuso in una gran piazza circolare, con da un lato gradinate di zolle come un antico anfiteatro, dall'altro un giardino definito alla romana con prato, laghi, ruscelli, boschi, cespugli e viali.

I progetti dei passeggi rimangono in sospeso, così come la questione del cimitero.

Già nel 1823 lo stesso Dal Bosco, dopo i rilievi effettuati nell'area in seguito all'inondazione, propone di cingere di mura il cimitero o in alternativa di trasferirlo nel terreno demaniale vicino alla chiesa di Santa Chiara (all'inizio dello stradone che porta alle Albere sulla strada per Verona).

 

Nel 1824 Dal Bosco redige il nuovo progetto e tratta per l'acquisto dei terreni circostanti, per poter regolarizzare la forma del campo santo esistente, col proposito di costruire il muro di cinta e una cappella in facciata all'ingresso principale e di realizzare il porticato inducendo le famiglie a erigere tombe private a loro spese. Questo progetto è approvato dal Governo e protocollato dal Magistrato Civico il 21 aprile 1825.

I lavori del Cimitero iniziano nel 1826, con ingresso dallo stradone delle Albere, secondo il progetto del 1824 dell'ingegner Dal Bosco. Nell'agosto dello stesso anno sono terminati i muri di cinta, ma senza i porticati.

Il Cimitero è inaugurato nel 1827. Per mancanza di fondi si rinuncia alla grande piazza antistante l'ingresso e ai suoi edifici, nonché allo stesso ingresso monumentale. Le guide ottocentesche della città lo inseriscono tra gli itinerari fuori le mura.

Già in quegli anni viene quindi sollevato il dubbio che l'estensione prevista dal Dal Bosco non sia sufficiente ai bisogni di una città come Trento.

Con il passaggio della nuova linea ferroviaria, inaugurata nel 1858, l’asse di collegamento fra città storica e Palazzo delle Albere viene definitivamente interrotto: a partire da tale data tutti i progetti e le realizzazioni successive si concentreranno su ambiti specifici, rompendo l’unitarietà dell’antico tracciato. In particolare il raddoppio del cimitero avvenuto nel 1889 ed i vari progetti di ingresso al Campo Santo (nei quali compare anche la casa dei custodi), hanno trasformato questa parte di via Madruzzo in viale cimiteriale.

 

 

MODIFICHE VIABILITA' E TEMPISTICHE

 

Per permettere la realizzazione dell'intervento, è prevista l'istituzione del divieto di transito veicolare nel tratto in via Madruzzo in corrispondenza dell'incrocio con via Giusti – via Rosmini e del divieto di sosta e fermata con rimozione forzata e doppio senso di marcia, nel tratto di via compreso tra vicolo al Nuoto e l'incrocio via Giusti – via Rosmini. Contemporaneamente viene invertito il senso di marcia in vicolo al Nuoto, che sarà transitabile in direzione sud – nord. La fermata dell'autobus all'incrocio di via Madruzzo con via Giusti – via Rosmini sarà garantita ma potrà subire un piccolo spostamento verso nord. Il progetto è stato elaborato dall'architetto Anna Bruschetti (Servizio Edilizia pubblica) e dall'architetto Stefano Endrizzi (libero professionista).

Il programma dei lavori dell'impresa aggiudicataria, ovvero l'associazione temporanea di impresa tra Scavi Moltrer s.n.c. Di Moltrer Lorenzo e C. (capogruppo) e la Cooperativa Lagorai (mandante) prevede che nel periodo compreso tra l'inizio dei lavori e le feste natalizie vengano realizzati i lavori descritti al punto 4, ovvero in corrispondenza della fermata dell'autobus e dell'incrocio. Gli altri lavori sono programmati per l'inizio dell'anno prossimo.

 

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