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Marco Quarta, aumenta in appello la pena per la violenza in famiglia. Quattro anni e otto mesi che si aggiungono ai 30 anni per omicidio

Soddisfazione tra le parti civili che oltre all'aumento della pena hanno ottenuto l'inserimento della figlia piccola tra i soggetti che hanno subito violenze

Di Donatello Baldo - 10 febbraio 2017 - 16:23

TRENTO. Marco Quarta, che nel 2015, davanti ai due figli piccoli, ha ucciso la moglie Carmela con 15 pugnalate, deve aggiungere 4 anni e 8 mesi ai 30 che gli sono stati inflitti per l'omicidio.

 

L'ha deciso oggi la Corte di Appello del Tribunale di Trento, aumentando di otto mesi la sentenza a 4 anni inflitta a Quarta nel primo grado di giudizio per il reato di violenza, quella subita dalla famiglia, dai figli e anche dai nonni. La corte ha quindi accolto le istanze del Pubblico ministero e delle Parti civili che ritenevano la prima sentenza corretta ma che richiedevano il riconoscimento del reato di maltrattamenti anche per la figlia minore.

 

Tra le parti civili l'avvocata Francesca Pesce rappresentava Matteo, il padre di Carmela, il nonno dei due minori. Il collegio di giudici ha riconosciuto anche a lui il danno per il patimento morale, oltre al danno patrimoniale per essersi trasferiti subito a Trento, da Foggia, quando la figlia aveva confidato gli atti di violenza che il marito Marco agiva su di lei e sul figlio più grande.

 

Quest'ultimo, e la bimba più piccola, erano invece rappresentati rispettivamente dall'avvocata Elena Biaggioni e dall'avvocato Giuseppe Benanti, che è riuscito a far inserire tra i soggetti che hanno subito violenza, anche la sua assistita. Nel primo grado di giudizio era stata esclusa, non riconoscendo violenze dirette nei suoi confronti.

 

Ma la nuova sentenza, che riforma la precedente, attesta invece che anche la minore avrebbe patito violenza, proprio per aver assistito alle minacce che Quarta scagliava contro la madre e il fratello. Agli atti, riportata da un testimone, la scena in cui l'imputato esponeva oltre il balcone il figlio, minacciando di lasciarlo cadere. Minacce anche verbali nei confronti della moglie: Quarta affermava di volersi uccidere assieme ai figli, di voler uccidere lei stessa. Come purtroppo poi è accaduto.

 

Ricordiamo che la violenza più grande, oltre all'uccisione della moglie, Marco Quarta l'ha inflitta ai figli. Carmela è stata finita a coltellate davanti ai loro occhi. Sono stati i piccoli, da soli, a suonare alla porta dei vicini. Sono loro, come raccontava il nonno, a portare ancora oggi il peso del dolore per quanto accaduto alla loro mamma.

 

Questo però, questa ultima violenza, non riguarda il processo che si è celebrato oggi. Riguarda il processo per omicidio che nel settembre scorso, in appello, ha condannato Marco Quarta a 30 anni. Sentenza che attende la discussione in Cassazione.

 

Come quella di oggi, che si riferisce alle violenze prima dell'omicidio, che sarà anch'essa impugnata in Cassazione dalla difesa di Quarta, lo studio Pontaliti.

 

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