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Meningite, no all'allarmismo. In Trentino, come in tutta Italia, non c'è nessuna epidemia. Ecco le priorità per i vaccini

L’allarme sociale provocato dalle notizie su casi di meningite ha portato all'aumento di richieste di vaccini contro il meningococco. Questo rischia di incidere sulla funzionalità dei servizi vaccinali

Pubblicato il - 26 gennaio 2017 - 16:38

TRENTO. Attenzione, l'Azienda sanitaria informa e spiega che "non vi è alcuna emergenza sanitaria e nessuna epidemia, l’offerta vaccinale attiva prevista nel calendario vaccinale è la più ampia possibile verso tutte le forme di meningite ed è prevista sia per le età a rischio sia per i soggetti con condizioni di rischio particolari; per tutti gli altri non è raccomandata e non costituisce una priorità ma una scelta individuale spesso indotta da un ingiustificato allarmismo".

 

Interviene così, con una nota ufficiale, per ribadire quanto detto già in passato e per evitare allarmismi ingiustificati. "Come ribadito dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di sanità, in Italia non esiste alcuna emergenza di meningite in quanto i dati relativi a contagi e decessi non sono sostanzialmente diversi da quelli degli scorsi anni".

 

Ma nonostante questo, l’allarme sociale provocato dalle continue notizie su casi di meningite che si verificano in Italia, ha sortito un’impennata di richieste spontanee dei vaccini contro il meningococco e, nella nostra Provincia, come nel resto del Paese, questa anomala richiesta ha determinato un forte impatto sulla funzionalità dei servizi vaccinali.

 

L’Apss, per risolvere questo problema, ha deciso di stilare una lista che individui i tre gradi di priorità per le vaccinazioni: alta, media e bassa. La priorità alta è riservata a tutte le vaccinazioni antimeningite per cui è prevista l’offerta attiva e gratuita secondo le scadenze e la sequenza temporale prevista dal calendario vaccinale provinciale.

 

La priorità media riguarda le vaccinazioni richieste in età diversa da quella prevista per la chiamata attiva, ma in cui persiste un significativo rischio aggiuntivo. Infine, la priorità bassa, riguarda tutte le vaccinazioni antimeningite richieste da persone che non hanno fattori di rischio legati a condizioni di salute, in età in cui non vi è un rischio aggiuntivo rispetto a quello della popolazione generale.

 

Per quanto riguarda, invece, le vaccinazioni richieste da chi decide di soggiornare in Toscana, essendo questa una Regione in cui, pur non sussistendo un’epidemia, si è comunque registrato un aumento dei livelli endemici di meningite da meningococco C, si richiede una maggior attenzione.

 

"Chi si reca in Toscana per soggiorni di durata medio-lunga, mesi o anni, si presume che assuma, nel tempo, un rischio aggiuntivo comune alla popolazione locale - spiega l'Apss - ma per soggiorni brevi, giorni, settimane, visite turistiche o vacanze, tale rischio aggiuntivo è invece trascurabile; ciò non significa che sia nullo ma che non sia molto differente dal rimanere a casa o recarsi in qualunque altra parte d’Italia".

 

Per i vaccini antimeningococco, si riporta un prospetto relativo al grado di priorità:


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