Contenuto sponsorizzato

Minniti e Cantone cambiano le regole per la gestione dei profughi ma il Trentino guarda avanti e si prepara ad affidare ai migranti la gestione di altri servizi

Le nuove regole che il ministro degli interni starebbe pensando riguarderebbero nuovi schemi di gara e di appalti per impedire che ci siano ulteriori ruberie. Fedrigotti: "Sostanzialmente noi abbiamo sempre funzionato con le norme che oggi si stanno pensando a livello nazionale"

Pubblicato il - 09 febbraio 2017 - 08:18

TRENTO. Dai pasti alle pulizie, il tutto fatto “in house” con l'impegno dei richiedenti protezione internazionale ospitati nei centri di accoglienza in Trentino. Passo dopo passo il sistema messo in campo dalla Provincia sta cercando di evolversi e se a livello nazionale il Ministero dell'Interno, con la supervisione dell'Autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, pensa a misure più stringenti contro quello che è stato chiamato il “business dei profughi”, in Trentino questo modello già esiste. 

 

Le nuove regole cui il ministro Marco Minniti starebbe pensando riguarderebbero nuovi schemi di gara e di appalti per impedire le ruberie messe in atto da alcune cooperative e enti che hanno coinvolto diverse strutture per migranti

Dalle indagini portate avanti in alcune zone d'Italia si è infatti scoperto che in alcuni centri di accoglienza tutte le aziende coinvolte nella gestione erano in qualche modo riconducibili ad un unico colosso. Per evitare situazioni di questo tipo, lo schema predisposto dal Viminale, prevede la suddivisione degli appalti in diversi lotti: uno per la fornitura di beni e servizi, un altro per i pasti e il terzo per la pulizia e «l’igiene ambientale». Un cambiamento, questo, suggerito dall’Anac che aveva segnalato come «l’unicità della gestione non può compromettere la necessaria apertura alla concorrenza», nonché il rispetto dei «principi di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza e proporzionalità».

 

Il modello che si sta cercando di introdurre a livello nazionale, però, non è nuovo al Trentino che oggi si appresta a fare un ulteriore passo in avanti affidando alcuni servizi in capo agli stessi migranti ospitati.  Per farci spiegare il sistema degli appalti e delle gare per i centri di accoglienza in Trentino ci siamo rivolti a Silvio Fedrigotti, dirigente del dipartimento Salute e Solidarietà internazionale della Provincia di Trento. 

 

Dottor Fedrigotti, come funziona in Trentino la fornitura dei servizi per i centri di accoglienza presenti sul territorio?

“Innanzitutto bisogna capire che  la gestione dei profughi richiede servizi oggi per oggi, e non è facile pianificare. Le gare hanno tempi tecnici che non sono semplici da gestire e per questo in questi anni abbiamo creato un sistema che ci ha permesso di soddisfare tutte le necessità”.

 

A livello nazionale proprio in questi giorni contro la “corruzione nei campi di accoglienza” il Ministro dell'interno sta mettendo nuove regole agli appalti con la suddivisione a lotti per evitare che aziende si prendano intere gestioni di centri a danno della concorrenza e dell'economicità.  Il sistema Trentino com'è la situazione?

“Sostanzialmente noi abbiamo sempre funzionato con le norme che oggi si stanno pensando a livello nazionale. Nel gestire gli affidamenti operiamo in due modi. Il primo, usato per le prime fasi di 'emergenza' consiste negli affidamenti diretti a soggetti conosciuti del territorio provinciale. Ci rivolgiamo sostanzialmente a chi già lavorava nel sociale e nel mondo delle marginalità. 

Questi affidamenti diretti sono fatti al costo e quindi comprando prestazioni ben determinate utilizzando le tabelle di costo pubblicate dal ministero. Stiamo parlando di associazioni come Astalli, Kaleidoscopio, Croce Rossa  e altre cooperative e associazioni dalle quali 'compriamo' prestazioni che vanno dall'insegnamento, l'assistenza psicologica all'assistenza sanitaria. In parallelo abbiamo elaborato anche un sistema di  bandi usando lo stesso metodo. Non abbiamo mai fatto procedure per affidamenti ad un unico interlocutore. La suddivisione in lotti del bando è praticata fin dall'inizio".

 

Come funzionano questi bandi che la Provincia fa per la gestione di alcuni servizi nei centri di accoglienza?

"Noi per prima cosa facciamo un avviso di  pre-informazione. Con questo avviso, in cui spieghiamo cosa ci serve, chiediamo pubblicamente ai diversi soggetti chi è interessato a prestare questo servizio spiegando nei dettagli quello che cerchiamo. Da qui si arriva a dei bandi di gara. Il tutto sotto la supervisione della Provincia". 

 

Tutti i servizi vengono affidati a terzi?

"Qui sta la particolarità che stiamo cercando  di sviluppare sempre di più. Fin dall'inzio il servizio di pulizia degli alloggi, a parte le occasioni straordinarie, è affidato in autonomia ai migranti ospitati in modo da responsabilizzali. Ora però stiamo sperimentando anche una nuova soluzione per il catering. Al campo di Marco da un po' di tempo si stanno organizzando in autonomia per preparare da mangiare. Questo avviene con la diretta partecipazione dei migranti e di alcune associazioni. Un modello che ora pensiamo di estenderlo sia a residenza Fersina a Trento che a residenza Quercia a Rovereto.  E' un modo non solo per tenere occupati i ragazzi ma anche per risparmiare soldi".

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 28 settembre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

28 settembre - 19:51

Nelle ultime 24 ore sono stati trovati altri 20 positivi, 8 sono le persone sintomatiche e c'è anche un minorenne. Sono 11 i pazienti che ricorrono alle cure del sistema ospedaliero, nessun si trova in terapia intensiva ma 2 cittadini si trovano in alta intensità

28 settembre - 17:29

Numeri che comunque preoccupano, il Trentino peggior territorio d'Italia nell'ultimo report dell'Iss. Nel pomeriggio in Provincia, i rappresentanti della Giunta hanno convocato la task force per un ulteriore aggiornamento sulle strategie diagnostiche e sulla situazione Covid nelle scuole

28 settembre - 19:06

Tanta paura questa mattina a Treviso per un 20enne caduto nel Sile. Il giovane, però, per fortuna, era sano e salvo. E' stato ritrovato a Bassano del Grappa 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato