Occupato un edificio in piazza della Mostra. Il Coordinamento Studenti Medi: "No ai sindaci - sceriffi"
L'occupazione è avvenuta la scorsa notte e durerà due giorni. Una protesta contro il decreto Minniti sulla sicurezza urbana

TRENTO. Il Coordinamento degli Studenti Medi di Trento ha occupato un edificio in Piazza della Mostra, accanto all’ex Questura di Trento.
L’occupazione è stata rivendicata dagli studenti contro il decreto Minniti sulla sicurezza urbana (DL 02/17 n. 14).
"Noi, come Coordinamento degli Studenti Medi –spiegano in una nota - siamo convinti che la ‘sicurezza urbana’ tanto acclamata dal decreto del Ministro dell'Interno non sia definita dalla nomina di sindaci-sceriffi che arbitrariamente decidono chi va bene per la loro città e chi invece espellere, dalla militarizzazione delle piazze e delle vie, delle periferie come dei centri città, dall'identificare come degrado di cui liberarsi il disagio sociale, le persone in difficoltà, considerate da troppo tempo le ultime nella nostra sempre più ripida gerarchia tutta ‘occidentale’. Noi, Coordinamento degli Studenti Medi di Trento, crediamo che il miglior migliore deterrente alla criminalità, allo spaccio, a quello che chiamano ‘degrado urbano’ non sia l'occupazione di poliziotti ed esercito, bensì la stessa mobilitazione popolare. Bisogna a questo punto chiedersi se siamo veramente convinti che il vero degrado vedere la gente in piazza piuttosto che una città desolata, senza punti di riferimento e di incontro, né per i giovani, né per chi giovane non lo è più."
L'occupazione durerà due intere giornate e prevede due concerti di musica hip-hop con alcuni dei gruppi del panorama musicale regionale, uno durante la sera di sabato e uno la sera di domenica, entrambi dalle 20.30 in poi ed entrambi con lo scopo di coinvolgere quante più persone possibili in questa lotta del Coordinamento.
Domani, alle 15.30, è prevista un'assemblea pubblica studentesca sui temi attualmente più vicini al mondo scolastico: la riforma della "Buona Scuola" e i test INVALSI.
"Non siamo più disposti ad essere considerati delle incognite – spiegano gli stuenti - delle macchine da dare in pasto al mondo del lavoro. Pretendiamo di essere considerati esseri pensanti e futuri cittadini critici e attivi e ci opponiamo, in qualsiasi modo, alle imposizioni delle istituzioni quali sono i test INVALSI".












