Contenuto sponsorizzato

One Billion Rising, contro la violenza su donne e bambine. In piazza anche "la preghiera di un uomo"

La parola d'ordine dell'iniziativa di quest'anno: solidarietà. In piazza anche gli uomini, da Profiti a Robol per dire No alla Violenza

Pubblicato il - 14 febbraio 2017 - 18:59

TRENTO. Il flash mob contro la violenza sulle donne e sulle bambine. In piazza Duomo, sulle note della canzone “Break the Chain”, hanno danzato in tante, aggiungendosi a quella moltitudine di persone nel mondo che oggi ballano insieme, come ogni anno, per l'iniziativa One Billion Rising.

 

Il tutto nasce dall'idea della scrittrice statunitense, promotrice della rete V-Day e autrice de “I monologhi della vagina”, partendo dalla sconvolgente statistica delle Nazioni Unite che stimano che 1 donna su 3 sul pianeta sarà picchiata o stuprata nel corso della vita. Questo significa un miliardo di donne e bambine.

 

Quest’anno la parola d’ordine di One Billion Rising è solidarietà: solidarietà contro lo sfruttamento delle donne, solidarietà contro il razzismo e il sessismo ancora presenti in tutto il mondo, anche in Trentino.

 

Tante donne, ma anche tanti uomini. Un'iniziativa che parte dal basso, che coinvolge nell'organizzazione gruppi e associazioni, semplici cittadine. Oggi, in piazza, anche l'assessora provinciale alle Parti opportunità Sara Ferrari e quello comunale Andrea Robol, la presidente del Consiglio comunale di Trento Lucia Coppola.

 

Tra le donne espressione delle istituzioni, della società civile e del volontariato Eleonora Stenico, Consigliera di parità, Simonetta Fedrizzi, presidente della Commissione Pari opportunità, ma anche Paolo Zanella di Arcigay, Giada D'Andrea di Arcilesbica, Claudia Merighi dei Laici trentini.

 

Dopo la canzone e la danza sulle note di “Break the Chain”, un gruppo di uomini ha letto una la “Preghiera di un uomo”, testo della drammaturga e femminista americana Eve Esner. Tra loro anche il magistrato Pasquale Profiti, il presidente del Forum per la Pace Massimiliano Pilati e lo stesso assessore comunale Andrea Robol.


Che io possa essere un uomo

La cui fiducia viene dalla capacità di donare

Che capisce che la fragilità è la sua forza più grande
Che crea lo spazio invece di dominarlo
Che apprezza l’ascoltare più del sapere
Che cerca la bontà oltre il controllo
Che grida quando il dolore è troppo forte

Che rifiuta gli schiaffi

Le armi

Gli strangolamenti

Gli insulti

I pugni

Che io possa non aver paura di perdermi

Che io possa apprezzare una carezza più che la prestazione

e l’esperienza più del raggiungere lo scopo

Che io possa muovermi con lentezza piuttosto che bruscamente

Che io possa essere abbastanza coraggioso da condividere le mie paure e i miei pudori e spingere gli altri uomini a fare lo stesso

Che io possa smettere di fingere e risvegliare tutte le parti di me da molto tempo sopite

Che io possa nutrire rispetto e amare mia madre e possa la risonanza di quell’amore tradursi nell’amore verso tutte le donne e tutte le creature viventi

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 18 giugno 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
18 giugno - 19:10
Vertice tra Provincia, Upipa e Spes per l’analisi delle richieste che sono arrivate dal mondo delle case di riposo. L'assessora Stefania [...]
Cronaca
18 giugno - 18:58
Il sindacato dei giornalisti del Trentino Alto Adige incassa una vittoria (''parziale'') sul fronte della condotta antisindacale da parte della [...]
Cronaca
18 giugno - 16:15
Lo ha annunciato il ministero per la Salute prolungando anche le misure di ingresso da India Bangladesh e Sri Lanka
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato