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| 28 mag 2017 | 13:37

Padre, figlio e futura nuora in escandescenza dopo aver fatto una rapina. Un carabiniere finisce in ospedale con un taglio in testa. Arrestati

Notte movimentata a Mattarello. Il padre sfonda il finestrino della macchina di pattuglia durante il trasporto poi finge un infarto. Il figlio pende a sassate la Fiat dei Carabinieri. La nuora lancia oggetti e suppellettili verso i militari

di Redazione

TRENTO. Il padre, il figlio e la futura nuora. Sono queste le persone coinvolte nel parapiglia che ieri ha movimentato l'abitato di Mattarello e che è costato una bottigliata in testa a un giovane carabiniere di 33 anni, soccorso poi dai sanitari per un taglio cucito con sette punti di sutura.

 

I tre, verso le 21, dopo aver infranto il lunotto posteriore di un' autovettura parcheggiata in via Pomeranos e aver asportato una scatola contenete 20 paia di occhiali da sole e da vista, si sono scontrati con il proprietario dell'automobile che li ha colti sul fatto. Schiaffi e spintoni, tanto da garantirsi la fuga. Ma la vittima li ha riconosciuti e subito ha dato subito l'allarme contattando i carabinieri.

 

All'arrivo sul posto, i militari si sono subito recati nell'appartamento dell'autore del furto, su indicazione della vittima, ma alla vista delle forze dell'ordine ha iniziato a dare in escandescenze fino a minacciare di buttarsi dal balcone. Dopo esser riusciti a fatica a convincere l'uomo a rientrare in casa, sono arrivati il figlio di quest'ultimo e la futura nuora sfondando una porta a vetri e iniziando a scagliare oggetti, suppellettili, spranghe e bottiglie contro gli agenti.

 

Un carabiniere è stato raggiunto alla testa da un oggetto contundente che gli ha provocato una ferita profonda su cui sono stati messi sette punti di sutura. Il figlio si è poi portato all'esterno dell'appartamento iniziando a lanciare sassi contro la macchina della pattuglia provocandone la rottura di un finestrino, dello specchietto laterale e del lampeggiante.Tutto questo prima di essere immobilizzato.

 

Tutti e tre, padre, figlio e futura nuora, dopo la concitata colluttazione con tutto il personale operante sono stati bloccati e dichiarati in stato di arresto. Ma anche il tragitto verso il Comando Provinciale di via Barbacovi è stato movimentato:  il padre ha colpito a calci il vetro posteriore della Fiat Bravo fino a mandarlo in frantumi.

 

Dopo l'arrivo in caserma, è stato necessario l'intervento del personale del 118 poiché l'uomo, condotto in camera di sicurezza, simulava un attacco cardiaco, che però gli accertamenti medici hanno escluso. Anche presso il Pronto Soccorso dell'Ospedale Santa Chiara è stato necessario l'invio di uomini e mezzi vista la condotta dell'uomo che alternava momenti di escandescenza a momenti di apparente tranquillità.

 

Il padre, dopo una serata a dir poco movimentata, è stato tradotto al carcere di Spini di Gardolo, il figlio è trattenuto nella camera di sicurezza della caserma e la futura nuora messa agli arresti domiciliari. Tutti in attesa del processo per direttissimo previsto per  domani. 

 

Oltre Carabinieri, è intervenuta la Questura e la Polizia locale che hanno permesso di immobilizzare i tre soggetti prima che la situazione degenerasse ulteriormente. Al padre, 51enne, già noto alle Forze dell'ordine per reati contro il patrimonio e resistenza a Pubblico ufficiale, al figlio e alla futura nuora entrambi di 22 anni, sono contestati i reati di rapina, resistenza e oltraggio a Pubblico ufficiale e danneggiamento.

 

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