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Peculato, abuso d'ufficio e truffa, dal 2013 il Comune di Trento ha avviato 6 procedimenti penali nei confronti di dipendenti

Presentato il nuovo piano anticorruzione. Dal 2013 al 2016 sono stati avviati anche sei procedimenti disciplinari, uno dei quali è terminato con il licenziamento senza preavviso. Nel nuovo codice di comportamento limiti per i dipendenti nell'accettare i regali 

Di gf - 07 febbraio 2017 - 19:09

TRENTO. Peculato, abuso d'ufficio e truffa. Questi i principali capi d'accusa dell'avvio di sei procedimenti penali all'interno del Comune di Trento dal 2013 al 2016. Non mancano i procedimenti disciplinari, uno dei quali ha portato al licenziamento del dipendente.  A fornire i dati è stata questa mattina la segretaria generale Cecilia Ambirosi nel comunicare l'approvazione del piano triennale di prevenzione della corruzione e per la trasparenza.

 

Il piano è stato introdotto con una legge nazionale nel 2012 e quello presentato sarà valido dal 2017 al 2019. La stesura è stata portata avanti non solamente con il coinvolgimento dei vari organi tecnici e amministrativi ma anche con gli organi di indirizzo politico.

 

Dei sei procedimenti penali a carico di dipendenti comunali, 2 sono riferiti all'anno 2013 e si sono conclusi con un patteggiamento, uno è riferito all'anno 2014 concluso anch'esso con un patteggiamento, un altro riferito all'anno 2015 concluso con archiviazione mentre sono due i procedimenti avviati nel 2016 di cui uno concluso concluso con archiviazione e un altro è in corso.

 

Ci sono poi stati anche sei procedimenti disciplinari conseguenti ai fatti penalmente rilevanti. Nel 2016 i procedimenti disciplinari sono stati conclusi con una archiviazione e un licenziamento senza preavviso, mentre per gli altri procedimenti riferiti agli anni precedenti l'azione disciplinare si è conclusa con quattro sospensioni dal servizio con privazione della retribuzione.

 

Per quanto riguarda i procedimenti per responsabilità amministrativo-contabile nei confronti dei dipendenti per il triennio scorso è in corso un procedimento avviato e non ancora concluso. “Il piano anticorruzione – ha spiegato la dottoressa Cecilia Ambirosi – non è stato calato dall'alto ma ha una impostazione condivisa capace di creare un contesto utile e positivo capace di impedire la gestione dei poteri da parte dei dipendenti pubblici orientata a fini privati”.

 

Il piano ha visto l'unione del responsabile trasparenza con il responsabile corruzione, il tutto in capo alla Segreteria generale con la predisposizione di una persona stabile nella gestione di questa tematica. Si è poi molto puntato sulla formazione.

La redazione del piano ha visto anche la partecipazione della società e delle associazioni con alcune proposte, in parte accolte, arrivate da Confindustria, Movimento 5 Stelle e alcune osservazioni sono arrivate anche dall'associazione Più Democrazia in Trentino. Esiste poi la possibilità di effettuare delle segnalazioni da parte dei dipendenti ma anche da soggetti esterni del Comune tramite il sito internet e con la garanzia, in entrambi i casi, di anonimato.

 

Entrando più nello specifico nei vari aspetti del piano di prevenzione della corruzione grande importanza viene data alla formazione dei dipendenti e dei dirigenti su tematiche riguardanti la trasparenza, la gestione del rischio anticorruzione e su temi etici e di comportamento.

 

Vi è poi un nuovo codice di comportamento aggiornato lo scorso dicembre nel quale si stabilisce, tra le varie regole, che “Il dipendente non accetta, per sé o per altri, regali o altre utilità, salvo quelli d'uso di modico valore, complessivamente non superiore a 100 euro annui per ciascun donante e in ogni caso nel limite massimo complessivo di 200 euro annui, effettuati occasionalmente nell’ambito delle relazioni di cortesia e, ove applicabili, delle consuetudini internazionali”.

 

Tra le norme anche quella per cui “il dipendente comunica per iscritto al dirigente del servizio di assegnazione, entro 10 giorni, la propria adesione ad associazioni ed organizzazioni, anche a carattere riservato, i cui interessi possano interferire con l’ambito di attività del servizio, salvo che si tratti di partiti politici o sindacati”.

 

Il piano prevede poi una rotazione del personale e dei vari compiti affinché un soggetto non si trovi sempre a gestire determinati procedimenti. 

 

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