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Pugni in faccia, mani al collo, minacce, rapine e furti: arrestati un 22enne trentino e un 19enne rumeno

Tutto è partito per la denuncia di un altro giovane derubato di 1.100 euro dopo aver rimediato un pugno in faccia che gli ha fracassato la mandibola. Poi gli inquirenti hanno scoperto che il trentino aveva già compiuto altri furti e rapine aggravate da minacce e lesioni

Di Luca Pianesi - 10 febbraio 2017 - 13:29

TRENTO. Era quella che si può definire una coppia terribile quella composta da un 22enne trentino (Pablo Berto) e un 19enne rumeno (D.T.T.). Pugni in faccia, mani al collo, minacce, rapine e furti. I due giovani sono stati arresti mercoledì 8 febbraio dalla polizia di Trento, perché ritenuti responsabili di rapine, furti e lesioni personali.

 

Tutto è cominciato a seguito della denuncia di un altro giovane trentino che il 5 novembre è stato rapinato dai due in zona Gardolo. Il ragazzo con sé aveva 1.100 euro che gli sono stati sottratti dalla coppia dopo aver subito minacce (uno era armato di coltello, l'altro di mazza da baseball) ed essersi ritrovato con la mascella fratturata, riverso a terra. Il  Berto, infatti, un ragazzone di oltre un metro e 80 gli aveva assestato un violento pugno in faccia. I sanitari diagnosticarono una prognosi di 30 giorni per frattura composta alla mandibola. Il ragazzo rapinato non si è recato subito dalle forze dell'ordine. In questura si è presentato a metà mese. A quel punto, preso l'identikit dei due e confrontato con diverse foto segnaletiche le forze dell'ordine si sono messe sulle loro tracce.

 

 

Nel frattempo il 9 novembre Berto rubava un cellulare alla festa di Mesiano, il 10 scendendo per la strada di via Manci bloccava alla gola un ragazzo costringendolo a consegnargli il cellulare e i soldi che aveva con lui (80 euro) e il 17 novembre è stato il turno di un giovane di colore essere rapinato in piazza Venezia (anche in questo caso il bottino era stato un cellulare). Le indagini, poi, hanno permesso di ricostruire che probabilmente ancora in coppia con l'altro ragazzo di 19 anni, si era reso protagonista di un furto di un quad in Val di Cembra.

 

Nel corso della operazione scattata alle prime luci di mercoledì, la squadra mobile di Trento, diretta dal vicequestore aggiunto Salvatore Ascione, oltre ai due arresti, ha sequestrato numerosi oggetti provenienti da diversi furti avvenuti nel corso del 2016. Nell'abitazione di Berto, durante l'esecuzione della custodia cautelare, gli investigatori hanno, infatti, individuato utensili per il giardinaggio, sci, cassette degli attrezzi, mazze da baseball, marmitte, casse acustiche. Molti di questi oggetti sono stati il frutto di altri furti (avvenuti in garage o appartamenti) e le forze dell'ordine sono già riuscite a rintracciare alcuni proprietari di parte della refurtiva.  

 

Questo è il primo risultato dell’operazione “Jackal”, per la quale l’Autorità Giudiziaria di Trento, su richiesta del P.M. Davide Ognibene, ha emesso due ordinanze di custodia cautelare di cui una in carcere (per il trentino) e l’altra (per il 19enne rumeno) agli arresti domiciliari. Il primo, in particolare, già conosciuto alle forze dell'ordine, dovrà rispondere per le rapine, furti, lesioni personali aggravate dall'uso di armi e rischia di vedersi spiccare una condanna piuttosto importante. 

 

 

“Questa ennesima operazione - commenta il capo della Squadra Mobile Salvatore Ascione - va iscritta nel solco tracciato dal questore D’Ambrosio, di azioni volte a colpire in modo efficace e diretto le persone che si rendono autori di gravi delitti nei confronti della comunità trentina. Gli arresti di questi giorni dimostrano il proficuo lavoro svolto giornalmente dalla Squadra Mobile, non solo teso a combattere qualsiasi forma di devianza, ma soprattutto volto a far crescere nei cittadini la consapevolezza dell’impegno costante che la Polizia di Stato dedica ai cittadini trentini".

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