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Scuola, l'adeguamento delle graduatorie non va giù. Delsa: "Andremo davanti al giudice" e anche gli insegnati scrivono una lettera

La scorsa settimana la Giunta provinciale ha approvato l'adeguamento delle graduatorie al resto d'Italia. Una decisione ritenuta dalle parti sociali parziale e giunta fuori tempo massimo o quasi. I docenti: "Così siamo penalizzati, i vantaggi sono per pochi"

Di Luca Andreazza - 29 June 2017 - 06:46

TRENTO. Dopo i sindacati confederali, anche la Delsa scende in campo contro l'ultimo provvedimento della Giunta provinciale che adegua la tabella titoli provinciale a quanto previsto in quello nazionale. A quegli insegnanti che vogliono inserirsi nella II fascia delle graduatorie di istituto si vedono riconosciuti 12 punti per ogni anno di frequenza in tali percorsi e 30 punti per la selettività del percorso stesso.

 

Una decisione ritenuta dalle parti sociali parziale e giunta fuori tempo massimo o quasi: l'amministrazione ha infatti deliberato venerdì 23 giugno, quando le graduatorie nazionali sono state chiuse il 24 giugno scorso, mentre in Provincia la scadenza è fissata per il 5 luglio (Qui articolo).

 

"Siamo alle solite. Questo provvedimento - commenta Mauro Pericolo, presidente della Delsacrea disparità di trattamento e modifica il valore dei titoli retroattivamente. I docenti si vedranno scavalcati dai loro stessi colleghi semplicemente per avere scelto un percorso formativo invece che un altro: criteri di differenziazione che non esistevano al momento della scelta del percorso (Pas e Tfa) da parte dei docenti. Impugneremo il provvedimento davanti al giudice competente per tutelare i docenti aggrediti da questo ennesimo attacco alla loro dignità professionale".

 

E tra i ricorsi per l'inserimento nella corretta graduatoria degli insegnanti diplomati magistrali ante-2002 e questa nuova decisione, il comparto scolastico non riesce a trovare pace: "Il Consiglio di Stato - ricorda la Delsa - si è già espressa quattro volte contro l'amministrazione provinciale, ma evidentemente non è servito e l'abuso di potere continua" (Qui articolo completo).

 

Il raffronto corre quindi veloce a quanto succede nel vicino Alto Adige: "Ancora una volta un paradosso – aggiunge ancora il presidente Delsa – Trento come provincia autonoma invece di adeguarsi a Bolzano che ha creato una condizione certamente di maggiore stabilità e serenità nei confronti del personale che lavora già da anni, si adegua a Roma che continua a sbagliare ripetutamente riguardo alla gestione della scuola, nelle modalità di assunzioni del personale".

 

Secondo Mauro Pericolo il governatore Ugo Rossi invece di trovare una linea comune con l’autonomia bolzanina, si adegua alle scelte del Miur, soggetto ai frequenti cambi di ministri che sulla scuola ormai da decenni continuano a creare ingiustizie, disparità di trattamento, accumulo di precariato storico.

 

"Questo atteggiamento – conclude Pericolo – generano gravissime lesioni nei confronti dei diritti del personale scolastico, ormai insopportabili anche davanti agli occhi dell’Europa che continua a bacchettare l’Italia per quanto riguarda il precariato, ma anche sulla gestione dei titoli. Ricordiamo che l’Italia è stata condannata dai giudici europei il 26 novembre 2014 per violazione della direttiva 70/99".

 

Non solo i sindacati, ma anche alcuni insegnanti, fanno sentire la loro voce, attraverso una lettera firmata da 92 docenti per manifestare il proprio malcontento rispetto a questo provvedimento: "Siamo perplessi. Questa variazione - dicono - della valutazione del punteggio, comporta una disparità di trattamento decisa in prossimità della chiusura del bando di aggiornamento. Questi colleghi ancora una volta verranno avvantaggiati in precedenza di nomina".

 

Inoltre, in Provincia le 'finestre tecniche' per l’aggiornamento in seconda fascia a seguito del conseguimento del titolo abilitante non sono state aperte e "questo penalizza - aggiungono - gli insegnanti abilitati post 2014, che sono rimasti finora dietro ai colleghi abilitati precedentemente. Ricordiamo che nel resto d’Italia i colleghi di ogni tipologia di abilitazione hanno potuto inserirsi in seconda fascia al massimo a sei mesi dopo l’abilitazione e questa possibilità  non è stata contemplata nel triennio precedente in Trentino".

 

Ma non è tutto, i docenti evidenziano altre differenze: "Il superamento del Concorso Ordinario a cattedra per il personale docente del 2016  tanto voluto dal presidente Rossi anche in Trentino - concludono i docenti - nella Tabella nazionale vale 3 punti, mentre qui non è contemplato. Le certificazioni linguistiche, alla base del progetto Trentino Trilingue, in Italia vengono valutate 3 punti dal livello B2, mentre in Trentino viene considerato valido solo il livello C1 per 3 punti invece di 4. La stessa certificazione che attesta il superamento di un esame di metodologia Clil viene valutato 3 punti dalla Provincia e il doppio altrove. Senza trascurare la differenza di punteggio tra il servizio prestato nelle scuole statali, da una parte, e nelle scuole paritarie e negli istituti di formazione professionale dall’altra. Si chiede maggiore trasparenza".

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