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Scuola primaria, da Sporminore a Campodenno, anzi no: si va tutti a Denno e i genitori si infuriano

La Provincia aveva deliberato di far confluire gli studenti dal plesso di Sporminore a quello di Campodenno, una scelta appoggiata dalle famiglie e dai dirigenti scolastici dopo alcuni sopralluoghi. In extremis alcuni genitori hanno fatto richiesta per Denno, ma alla struttura mancano mensa e spazi

Di Luca Andreazza - 26 giugno 2017 - 00:19

SPORMINORE. E' uno strano caso quello della scuola elementare di Sporminore. L'istituto viene chiuso e il prossimo anno gli studenti saranno trasferiti a Denno: la Giunta provinciale il 29 dicembre scorso ha stabilito nella delibera 2466 di far confluire gli alunni lì.

 

Tutto chiaro? Non proprio, questa decisione rappresenta infatti un improvviso dietrofront rispetto alla delibera n. 1907 del novembre 2015, nella quale la scelta era caduta su Campodenno, che in autunno ha approvato all’unanimità un progetto di adeguamento sismico e riqualificazione energetica del Centro Scolastico 'Mario Pezzi'.

 

Il trasferimento di Denno ha avuto l'effetto di spaccare Sporminore e creare un certo malumore tra i genitori, ormai convinti e (sembrava) tutti d'accordo nell'andare a Campodenno.

 

Tutte le strade sembravano infatti portare lì, a un edificio che accoglie attualmente la materna e l'elementare per circa 140 bambini: "Una prospettiva condivisa e spiegata nel corso di diverse riunioni comunali - spiegano alcuni genitori - per una scelta condivisa anche alla luce di alcuni sopralluoghi agli istituti di Campodenno e Denno".

 

La certezza di andare a Campodenno aveva portato i dirigenti scolastici in accordo con le amministrazioni a delineare un trasferimento articolato per non farsi cogliere impreparati, come quello di prevedere un percorso di avvicinamento e aggiornamento del corpo docenti (già iniziato) per preparare al meglio l'inserimento nella nuova destinazione.

 

"Rassicurati sulla decisione ormai presa - spiegano i genitori - alcuni di noi avevano inoltre già iscritto i propri bambini a Campodenno, questo per evitare un doppio inserimento ai figli in un'età critica, nella quale si stringono le prime amicizie".

 

Tutto fatto e tutti d'accordo? Non proprio, il 19 dicembre la Giunta comunale si incontra per inviare la documentazione in Provincia, ma un gruppetto di genitori presenta a sorpresa alcune firme in favore dello spostamento degli alunni a Denno.

 

Firme che rovesciano il tavolo e azzerano quanto stabilito: il sindaco di Sporminore a quel punto lascia la decisione alla Provincia, che sceglie Denno.

 

La maggioranza dei genitori però non ci starebbe e mette in luce diverse criticità: "La distanza per raggiungere Denno - dicono - è il doppio rispetto a Campodenno per una spesa maggiore del trasporto scuolabus".

 

L'istituto di Campodenno è inoltre già idoneo per accogliere fin da subito i circa 25 giovani studenti di Sporminore, mentre la scuola di Denno avrebbe delle criticità legate agli spazi, tanto che sarebbe necessario un intervento di adeguamento per un edificio che nel giro di qualche anno è già destinato alla chiusura per inaugurare il nuovo plesso.

 

Un altro aspetto che i genitori sottolineano è la mancanza della mensa di dimensioni adatte e quindi la Provincia dovrebbe istituire una navetta per accompagnare i bambini in un altro edificio e poi rientrare per le ore pomeridiane.

 

Anche Trentino Trasporti è coinvolta per valutare i mezzi di trasporto e le fermate dello scuolabus. Il passaggio da Campodenno, dove non ci sarebbero stati problemi di sorta, a Denno ha mandato fuori giri un po' tutti. Alcune ipotesi sono già tramontate, ma le soluzioni non sono ancora state trovate tra passaggi stretti, autobus grandi, mezzi più piccoli, corriere extraurbane. L'ultimo aggiornamento indica che la matassa stia per essere districata, ma c'è ancora molta strada da fare.

 

E il tutto per cercare di rientrare dai maggiori costi che la Provincia dovrà sostenere per un numero esiguo di bambini che affronteranno un viaggio più lungo per arrivare e tornare da scuola, così come i due ulteriori tragitti per raggiungere la mensa.

 

"Un cambio di rotta - concludono - che ci lascia perplessi, i figli vengono trattati come pacchi postali, senza dimenticare i costi aggiuntivi tra trasporto e lavori in un momento storico particolarmente difficile dal punto di vista finanziario, caratterizzato da tagli e ristrettezze economiche".

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