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Scuola, a un mese dall'inizio cattedre ancora da assegnare

Immessi in ruolo solo nei prossimi giorni gli insegnanti che hanno vinto il concorso. Dubbi di Bottamedi che interroga la giunta. Attesa per il pronunciamento sul commissariamento di Rossi

Di Donatello Baldo - 03 ottobre 2016 - 16:29

TRENTO. La scuola è appena iniziata ma non in tutte le classi il professore ha chiuso la porta e ha iniziato la lezione. Qualche insegnante è ancora a casa in attesa della sua destinazione. I vincitori dell'ultimo concorso per le scuole secondarie di primo e secondo grado (medie e superiori) saranno immessi in ruolo soltanto domani. Passeranno quindi altri giorni prima che gli uffici possano organizzarsi e inviare gli sms che chiederanno ai vincitori la disponibilità a ricoprire le sedi vacanti.

Ma se anche rispondessero tutti affermativamente qualche posizione rimarrebbe comunque scoperta.

 

Proprio per questo Manuela Bottamedi in una interrogazione a Ugo Rossi, titolare dell'assessorato all'Istruzione, chiede infatti di conoscere “quante cattedre risultavano vacanti prima del bando di concorso 2016, quante di queste sono state messe a concorso e quante sono state effettivamente coperte dalle immissioni in ruolo”.

 

Sembra infatti che siano più i posti vacanti che quelli che le nuove immissioni di insegnanti possano coprire. Altro dato che la consigliera sottolinea è la tempistica: “Sarebbe stato doveroso iniziare la scuola con le cattedre già coperte dai vincitori del concorso e dagli eventuali supplenti, in modo da garantire agli studenti quella continuità didattica necessaria per un sereno e proficuo svolgimento dell’attività di apprendimento”. Invece non è stato così, a scuola iniziata tutto sembra ancora confuso, con ripercussioni non solo sugli insegnanti ma anche sugli studenti.

 

Questo sul fronte delle scuole di secondo grado. Per quanto riguarda le scuole primarie rimane aperta la partita delle insegnanti che nei mesi scorsi hanno fatto ricorso al Consiglio di stato. Organo che si è pronunciato imponendo alla Provincia di inserire nelle graduatorie anche loro, le maestre in possesso “soltanto” del diploma magistrale e non della laurea in Scienze della formazione (sono comunque quasi tutte laureate, chi in filosofia, chi in sociologia, chi in matematica, ndr). Rossi non ha ottemperato, comunque non in tempo per l'inizio di questo anno scolastico: da qui la richiesta di commissariamento che se sarà accettata obbligherà la Pat a rivedere tutta la graduatoria di quest'anno, rimettendo tutto in discussione, anche le assegnazioni già avvenute. La pronuncia sul commissariamento è prevista per i primi giorni di novembre

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