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Sequestrati 100 chili di carne avariata, parlano i ristoratori di Andalo: "Ben vengano i controlli, chi imbroglia il consumatore imbroglia tutti noi"

Ieri la notizia del sequestro dei carabinieri del Nas avvenuto nel Bar-Ristorante Bo che hanno ritrovato anche cervo e lardo scaduti, addirittura nel 2014. Oggi la presa di posizione degli altri esercenti della località turistica. Crippa: "E' un fatto isolato che lede l'immagine di tutti noi" 

Di Luca Pianesi - 07 febbraio 2017 - 13:37

ANDALO. "Imbrogliare il consumatore è imbrogliare noi stessi, perché sicuramente un'azienda che lavora male, oltre a non avere etica, non ha futuro". E' netta e chiara la presa di posizione dei ristoratori di Andalo dopo che ieri sono apparsi i sigilli a uno dei locali della zona, il Bar-Ristorante-Pizzeria Bo. I carabinieri del Nas di Trento hanno scoperto oltre 100 chilogrammi di carne avariata nel frigo del locale adibito a magazzino. Circa 1.000 euro il valore della merce tutta in pessimo stato di conservazione: per la maggior parte carne congelata, molta della quale conservata all’interno di imballaggi non destinati a venire a contatto con gli alimenti. E poi pane e altri prodotti.

 

Tutti gli alimenti presentavano vistose ed evidenti bruciature da freddo ed erano ricoperti da abbondante glassatura da ghiaccio, fenomeno che determina nella carne una colorazione molto scura. Congelati senza l’utilizzo di idonea apparecchiatura per l’abbattimento della temperatura e in totale assenza di specifiche procedure, quasi tutti i sacchetti non riportavano alcuna indicazione sia del contenuto sia della data di avvenuto congelamento. Forse meglio così visto che i prodotti che invece presentavano delle date sulla confezione, tra cui un carrè di cervo e lardo speziato, risultavano scaduti dal 2014, impacchettati nel 2013.

 

La notizia è stata data ieri e in molti ci hanno chiesto di pubblicare il nome del locale, immediatamente. La sostituto procuratore, la dottoressa Maria Colpani, che dovrà vagliare la posizione del trasgressore (che rischia adesso di dover pagare una pesantissima ammenda qualora sia ritenuto responsabile di detenzione di prodotti alimentari in cattivo stato di conservazione destinati alla distribuzione ed al consumo) e gli stessi carabinieri del Nas ci hanno spiegato che le indagini erano ancora in corso e che tutto andava ancora provato e ci hanno chiesto di non fare il nome. E, infatti, lo stesso proprietario del bar, tramite il suo legale, oggi, argomenta e si giustifica spiegando che quelle erano dimenticanze in fondo al frigo e che mai sarebbero state servite a tavola, tanto che addirittura il cervo (incriminato) era uscito dal menù del locale da oltre un anno. E siccome torti e ragioni non spetta a noi deciderli e l'effetto "sbatti il mostro in prima pagina" non ci interessa abbiamo dato la notizia e basta.

Le immagini della visita dei Nas in Paganella

 

Oggi, però, il nome è emerso su altri organi di stampa e quindi non possiamo che darlo anche noi. Ma per un esercente della Paganella che finisce nei guai (a questo punto a prescindere dal fatto se saranno provati o meno i reati) siamo lieti di poter accogliere la posizione degli altri ristoratori dell'Altopiano. Filippo Crippa, in qualità di rappresentante dei ristoratori di Andalo così ha voluto spiegare a il Dolomiti: "In merito ai gravi fatti accaduti in un locale di Andalo, come categoria ristoratori ci teniamo a sottolineare che, quanto accaduto è un fatto assolutamente isolato, che va purtroppo a ledere l'immagine di tutti. Sull'Altopiano abbiamo intrapreso un percorso vocato alla qualità, ed è in questo senso che vogliamo andare e continueremo ad andare. La tutela del consumatore, la scelta delle materie prime e la trasparenza nei confronti dei nostri ospiti sono la base di questo cammino. A tutti i consumatori possiamo rassicurarli evidenziando che sempre situazioni di degrado sono evidenti già dal grado di pulizia e qualità di un locale, per cui loro per primi possono tutelarsi scegliendo".

 

"Inoltre personalmente nella nostra attività aperta a fine 2013 - ha aggiunto Crippa che gestisce il Bistrot Dolomieu incentro ad Andalo - abbiamo già ricevuto 3 visite tra Nas e Ufficio Sanitario e tutte sono andate nel migliori dei modi, per cui i controlli ci sono e sono frequenti e approfonditi. Noi come categoria ci auspichiamo che i controlli continuino ad esserci, perché pulizia, ordine, buona conservazione delle materie prime sono la base del nostro lavoro e della tutela di chi viene a mangiare nei nostri locali. "Imbrogliare" il consumatore è "imbrogliare" noi stessi, perché sicuramente un'azienda che lavora male, oltre a non avere etica, non ha futuro".

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