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Servizio civile, le competenze sono certificate. Rossi: "Grazie a chi si mette al servizio della comunità".

Numeri in crescita per adesioni e progetti. Riconosciuta ad alcuni ragazzi la certificazione delle competenze. Giada: "Un'esperienza importante"

Di Sofia Lionello e Giovanni Arighi (Liceo Prati-Trento) - 18 febbraio 2017 - 16:32

TRENTO. Nello scorso anno, sono stati 480 i giovani tra i 18 e i 28 anni che hanno svolto il servizio civile in Trentino, un numero in crescita rispetto all'anno precedente, grazie all'allargamento della partecipazione, alla semplificazione delle procedure e alla facilitazione dello svolgimento di tale servizio. Sono stati presentati 250 progetti, 75 in più rispetto al 2015, 74 organizzazioni attive, 1.320.000 € le risorse stanziate.

 

"I numeri - sottolinea l'assessora alle politiche giovanili Sara Ferrari - ci dicono che quella di servizio civile è una realtà ormai consolidata che in questi ultimi due anni è riuscita ad evolvere e proporsi in maniera diversa. Crediamo in un servizio civile prima di tutto utile ai nostri giovani, che sia occasione per nuove esperienze, per conoscere il mondo del lavoro, per fare quel primo passo per mettersi in gioco come giovani adulti".

 

Dei 250 progetti, ne sono stati approvati 224 e la maggior parte di questi ha previsto una durata di 12 mesi. Tra i piani concordati 82 riguardavano l'ambito dell'assistenza, 30 della cultura, 9 delle tematiche ambientali, 40 dell'animazione, 30 della comunicazione e tecnologie, 15 dell'educazione e formazione e 18 della scuola e università. Dei partecipanti, i due terzi sono ragazze con un'età media di 24 anni e solo il 38,7 % del totale in possesso della laurea.

 

L'impegno richiesto è di circa 30 ore settimanali su 5-6 giorni con un compenso di 433,80 € mensili. Tra le novità di quest'anno, non solo l'aumento dei partecipanti ma anche la certificazione delle competenze portata avanti in collaborazione con la Fondazione DeMarchi. Dal 2016, infatti, ai ragazzi verrà riconosciuto e certificato quanto hanno maturato e acquisito attraverso il servizio civile: in questo modo le competenze potranno diventare patrimonio personale spendibile nel mercato del lavoro.

 

In occasione della conferenza stampa di Giunta a cui hanno partecipato il presidente Ugo Rossi, l'assessora Sara Ferrari e i dirigenti dell'Agenzia per la famiglia e dell'Ufficio servizio civile, dopo aver fatto il punto su questo strumento di cittadinanza attiva dedicato ai giovani, è stato consegnato a tre ragazze e un ragazzo il documento di trasparenza, che mette in evidenza l'effettivo partecipazione ad uno dei progetti e le capacità acquisite durante questo.

 

Durante la consegna, è intervenuto anche il presidente Rossi: "Questi ragazzi hanno scelto di svolgere un servizi non solo per se stessi ma per tutta la comunità. Mi ha colpito molto il dato per cui la maggioranza dei giovani sceglie il mondo dell'assistenza. Dobbiamo dire loro grazie". 

 

Tra le ragazze presenti, Giada ha scelto un progetto della durata di nove mesi, durante i quali ha aiutato alcuni ragazzi delle scuole medie Manzoni - anche stranieri - che avevano difficoltà legate al contesto famigliare o sociale, organizzando laboratori di cucina, legatoria, falegnameria. Attività che erano finalizzate all'apprendimento attraverso la pratica.

 

"In questo modo - spiega Giada - era possibile facilitare i ragazzi che avevano difficoltà a rimanere in classe sei ore, intervallando alle ore curriculari queste attività educative. Il nostro compito specifico - continua - era quello di rielaborare con ogni ragazzo quello che era stato svolto durante i laboratori e alla fine dell'anno scolastico costruire una sorta di diario di bordo dove si descrivevano tutti i lavori svolti dal punto di vista psicologico".

 

La scelta del servizio civile, nel caso di Giada, "è stata dettata da un forte interesse personale per l'ambito dell'insegnamento". Una scelta importante anche per la sua crescita personale: "Ho imparato a mettermi in gioco, a rapportarmi con personalità più fragili e problematiche e a conoscere i miei limiti. È stata una esperienza molto positiva che consiglierei - conclude Giada - essenziale per capire le proprie strade, le proprie capacità e le proprie difficoltà".

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