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Sicurezza, in arrivo 2 mila telecamere e quasi 2 milioni di euro

Provincia, Commissariato del governo e Consorzio del comuni hanno sottoscritto un protocollo per implementare e integrare la videosorveglianza, ormai divenuta indispensabile per tutelare i cittadini: Carlo Daldoss: ""In nome della sicurezza non si deve abbassare il livello della libertà personale"

Pubblicato il - 12 giugno 2017 - 16:48

TRENTO. Il territorio provinciale sarà dotato, a regime, di circa 2 mila telecamere, 150 delle quali saranno posizionate in punti nodali con dispositivi di lettura delle targhe automobilistiche.

 

A questo si aggiunge anche l'investimento di 1 milione e 300 mila euro in tre anni per aumentare il contingente della municipale di Trento e quello pari a 276 mila euro, disposto pochi giorni fa dalla Giunta provinciale, per finanziare le attività che il Consorzio dei Comuni dovrà sostenere per organizzare il programma di formazione del personale di polizia locale.

 

La ricerca di sicurezza, soprattutto nelle aree urbane, passa ormai obbligatoriamente per l’utilizzo di tecnologie in continua evoluzione tra le quali la videosorveglianza e la lettura delle targhe delle automobili.

 

"La libertà di movimento e la privacy dei cittadini - spiega l'assessore Carlo Daldoss - sono valori ai quali non dobbiamo rinunciare e dunque è necessario trovare un equilibrio per l'acquisizione di informazioni tramite i sistemi di videosorveglianza".

 

Questi dispositivi sono ormai irrinunciabili per le forze di sicurezza, compresa la polizia locale, al fine di fornire ai cittadini quella sicurezza tanto ricercata.

Anche i Comuni del Trentino hanno iniziato a dotarsi di impianti sempre più innovativi per la sorveglianza attiva e passiva: sistemi altamente performanti per un operatore di polizia che, debitamente autorizzati, verificati e utilizzati possono costituire un aiuto indispensabile ai fini della prevenzione, senza dimenticare il supporto alla polizia giudiziaria e amministrativa. 

 

Autorizzazioni, verifiche e corretto uso di tali sistemi sono concetti fortemente legati ma che devono innanzitutto esser resi compatibili con il rispetto della privacy dei cittadini, quella sottile linea che segna il confine tra la volontà di sicurezza e la preservazione della propria privacy è infatti facilmente oltrepassabile.

 

"In nome della sicurezza - aggiunge Daldoss - non si deve abbassare il livello della libertà personale. I Comuni avevano già iniziato in modo spontaneo e non coordinato a lavorare sulla videosorveglianza". 

 

Il cosiddetto 'Cruscotto' permetterà invece l'implementazione sul territorio, partendo dai varchi delle valli e sfruttando il supporto della banda banda larga e quello di Trentino network di favorire la creazione di una rete integrata al fine di garantire maggiore sicurezza ai cittadini e al territorio.

 

"Si tratta - dice l'assessore - di un progetto al quale crediamo molto e per il quale la Provincia ha messo a disposizione risorse importanti".  

 

Organismi che vigilano costantemente verificando la correttezza e le modalità con le quali tali sistemi sono utilizzati sono ormai parte integrante del sistema stesso, come il Garante della Privacy, capace di sanzionare chi viola disposizioni e leggi in questa complessa materia in costante evoluzione, ma anche allo speciale Nucleo Privacy della Guardia di Finanza.

 

Il progetto 'Cruscotto territoriale integrato di sicurezza e videosorveglianza' si articola su tre cardini: il primo è la verifica dei sistemi di videosorveglianza e la lettura delle targhe esistenti sul territorio provinciale di proprietà degli enti pubblici, il secondo è l'integrazione e la convergenza verso standard condivisi, quindi la risposta alle necessità delle forze dell’ordine di controllo del territorio.

 

Questi i presupposti che hanno portato, il 7 dicembre scorso, alla sottoscrizione del protocollo d’intesa tra Provincia, Commissariato del Governo e Consorzio dei Comuni: "Un accordo - commenta Daldoss - che alza ulteriormente il livello delle politiche in materia di sicurezza urbana, inaugurando un modello volto alla definizione di una strategia condivisa tra forze dell'ordine e istituzioni locali e che sfrutta le sinergie operative interistituzionali. Obiettivo del Protocollo è la definizione di una strategia comune di azioni sul territorio che consenta di ottimizzare le politiche per la sicurezza messe in campo da ciascun ente".

 

Tra le azioni da realizzare e previste dal Protocollo c'è la connessione dei dispositivi di videosorveglianza presenti sul territorio provinciale con le sale operative delle forze dell'ordine, per consentire in tempo reale la visione e il prelievo delle immagini, sia a scopi preventivi sia di contrasto ai fenomeni criminosi.

 

L'obiettivo finale è quello di realizzare un Sistema provinciale sulla sicurezza che, fornendo indicatori di criminalità e di disagio urbano, consenta di intervenire direttamente con azioni mirate capaci di incidere concretamente sui processi di sicurezza.

 

"Questi temi - conclude Daldoss - sono al centro del tavolo tecnico istituito al Commissariato del governo per fornire indicazioni di dove e come investire le risorse: 1 milione e 600 mila euro, messi a disposizione dalla Provincia".

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