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| 02 ott 2017 | 18:06

Spaccio di banconote false, arrestati due uomini di 27 e 35 anni

I due avevano trovato una temporanea sistemazione in Cavedago, affittando per un mese un’abitazione di vacanza

di Redazione

CLES. Sono stati portati alla casa circondariale di Trento i due marocchini di 27 e 35 anni arrestati sabato sera per spaccio di banconote false. L'operazione è stata condotta dai carabinieri della compagnia di Cles .

 

I due detenevano complessivamente 1.650 euro in pezzi da 100 e da 50, biglietti ben riprodotti.  Gli episodi che hanno dato il via alle indagini, hanno infatti avuto luogo in un negozio di articoli sportivi della Valle dei Laghi e presso la farmacia di Denno. In entrambi i casi è stata piazzata una banconota da 100 euro usata per acquistare prodotti molto economici.

 

Senza una fissa dimora ed irreperibili presso il domicilio comunicato alla Questura di Milano in occasione della pratica di “permesso di soggiorno”, da una quindicina di giorni, insieme alla compagna ed al figlio di due anni di uno di loro, i due avevano trovato una temporanea sistemazione in Cavedago, affittando per un mese un’abitazione di vacanza.

 

In casa, gli uomini della Compagnia di Cles hanno di fatto ritrovato la parte più grossa della contraffazione, vale a dire 1.350 euro. Gli altri 300 erano invece nascosti tra le pagine di un libro rinvenuto nel vano porta oggetti della Mercedes Classe A di colore blu che la Stazione di Madruzzo, giorni prima, aveva segnalato a tutti i Comandi Arma del Trentino perché in uso a spacciatori di banconote false.

 

La stessa macchina che non era sfuggita ad una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile di Cles. La sua targa, infatti, come pure il volto dei suoi passeggeri, erano rimasti impressi nel sistema di videosorveglianza del negozio di articoli sportivi di Madruzzo. Quando sabato è stato fermato, uno dei due uomini aveva in tasca un documento di identità rilasciato dall’autorità del Lussemburgo chiaramente falso: riportava la sua foto ma le generalità di una persona “pulita”.

 

Il lavoro degli investigatori andrà ora avanti con lo scopo di accertare se il gruppo delinquenziale sia riuscito a piazzare altri biglietti fasulli, cosa altamente credibile dato che i tre possedevano quasi 1000 euro in banconote autentiche, di un taglio inferiore ai 100 euro, che gli sono stati sequestrati perché provento dell’illecita attività.

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