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| 15 feb 2017 | 09:58

Trentino Solidale: "In tutto il Trentino aumenta la richiesta di viveri". Nuovi spazi per la distribuzione a Rovereto

Non esiste alcuna distinzione tra stranieri e trentini.  Aumentano le richieste anche nelle valli

Trentino Solidale: "In tutto il Trentino aumenta la richiesta di viveri"
di Redazione

ROVERETO. Senza lavoro e soprattutto senza cibo. E' un aumento costante quello che viene registrato da Trentino Solidale in merito alle richieste di viveri da parte delle famiglie. Un domanda che continua a crescere e che ha portato l'associazione a Rovereto a chiedere dei nuovi spazi per per la distribuzione.

 

Trentino Solidale si è quindi rivolto al Comune di Rovereto, per ricercare un luogo più consono alla propria attività. Da qui l'individuazione della nuova sede all'interno del centro sociale Cittadella, in via Mozart.

 

“Portiamo avanti la nostra attività a Rovereto da ormai qualche anno – ci spiega il presidente Giorgio Casagranda - e pertanto siamo molto conosciuti. L'attività in questo caso era tutta concentrata in centro nei locali dei frati che naturalmente eravamo abbastanza limitati per quanto riguarda l'afflusso e le modalità di distribuzione. Da più di un anno stavamo cercando di trovare una soluzione per venire incontro alle nostre esigenze”.

 

La convenzione per la nuova sede è stata approvata otto giorni fa nella giunta del sindaco Valduga. Ad oggi l'associazione già distribuisce 3 volte la settimana presso due locali messi a disposizione dai Frati Cappuccini di Borgo Santa Caterina. Il notevole afflusso oltre alla necessità per i Frati di recuperare i locali situati all'interno del convento, hanno determinato la necessità di individuare nuovi spazi.

 

“Stiamo notando un costante aumento – ha spiegato Casagranda - della richiesta di viveri non solo a Rovereto ma in tutte le zone del Trentino. Un aumento che arriva anche con un nostro maggiore radicamento sul territorio e quindi la possibilità di raccogliere meglio le richieste da parte delle persone”.

 

A chiedere aiuto sono sia stranieri che trentini. “Quando abbiamo iniziato l'attività di distribuzione dei viveri – ha spiegato il presidente – c'erano solamente stranieri ma con il passare del tempo la cosa è cambiata ed oggi la presenza dei trentini e degli stranieri è pari. Abbiamo registrato che c'è una media di 4 persone per ogni soggetto che viene a prendere il pacco viveri”. 

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