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'Trento sicura', cento agenti in centro, mega-operazione in Santa Maria, sedici fermi

Ieri polizia e carabinieri hanno cinturato il centro storico tra piazza Dante, Santa Maria, Portela e vie limitrofe. Il questore: "Gli uomini hanno rinunciato al riposo oppure hanno posticipato le ferie per senso di dedizione e per solidarietà con la cittadinanza. No strumentalizzazioni e polemiche, ma continuiamo per la nostra strada"

Di Luca Andreazza - 21 July 2017 - 13:56

TRENTO. E'iniziata tra ieri sera l'operazione 'Trento sicura'. "Un segnale chiaro dell'operato delle forze di polizia per proseguire e intensificare l'attività del controllo del territorio: qui comanda lo Stato e loro non sono proprietari della città. Questa è un'iniziativa delle forze dell'ordine tra polizia e carabinieri per mettere in campo un servizio continuativo e incisivo. La tolleranza verso le persone che delinquono è sempre stata zero e sarà ulteriormente rafforzata", queste le parole del questore Massimo D'Ambrosio.

 

L'obiettivo di 'Trento sicura' è quello di individuare e colpire i colpevoli di spaccio, reati predatori e atti violenti. Nello specifico questa operazione si è sviluppata tra piazza Dante, Santa Maria Maggiore, Portela e centro storico. Un'azione che ha visto il coinvolgimento di circa 100 unità operative. "Abbiamo cinturato le zone più sensibili - spiega il questore - quelle oggettivamente dove la presenza della delinquenza è più costante. Gli agenti hanno lavorato tutta notte: abbiamo colpito duro e continueremo a farlo. Un ringraziamento agli uomini per un grandissimo spirito di sacrificio e servizio: tanti hanno rinunciato al riposo oppure hanno posticipato le ferie per senso di dedizione e per solidarietà con la cittadinanza".

 

Il bilancio di questa prima notte di pattugliamento e ricerche è di cinque nordafricani fermati e già accompagnate al Cie di Torino per l'espulsione, sette provvedimenti di allontanamento del territorio nazionale, due fogli di via obbligatori per 3 anni e due ammonimenti orali. "E' inutile - aggiunge D'Ambrosio - portarli in questura e poi lasciarli andare via. Per questo abbiamo istituito una task force di personale specializzato, che comprende anche l'ufficio immigrazione e le unità scientifiche, per le incombenze relative agli accertamenti e ai conseguenti provvedimenti di legge".

 

Non tutti gli allontanati sono spacciatori, ma sono stati presi e allontanati anche alcuni dei nordafricani che si sono resi protagonisti degli eventi in S. Maria, come il lancio di bottiglie e la persona che ha ferito un poliziotto: "Siamo consapevoli - dice il questore - che il problema dello spaccio non si risolve in queste 28 ore di servizio continuativo, ma questa non sarà l'unica iniziativa: questa operazione è solo all'inizio. Quello dello spaccio non è solo un problema di polizia, ma è globale, politico e sociale. E' un aspetto sfaccettato e se ci sono gli spacciatori è perché ci sono anche gli assuntori. Inoltre abbiamo una carenza di personale , ma in questa operazione, oltre alle forze operative della questura e del comando dei carabinieri, l’attività è stata supportata da personale dei reparto di Padova e Milano".

 

La Giunta comunale ha cassato la settimana scorsa il cancello, "ma la mia non era una proposta - commenta il questore - solo un semplice pensiero. La recinzione non sarebbe stata la panacea di tutti i mali, ma ci avrebbe aiutato, così come le telecamere e una maggiore illuminazione. Questa è una scelta strettamente politica e non entro nel merito, il nostro impegno per produrre sicurezza continua e proseguiamo sulla nostra strada senza polemiche e strumentalizzazioni. Trento resta comunque ad alta vivibilità, il numero delle persone che delinque è limitato e il cittadino senza preconcetti potrà valutare l'operato delle forze dell'ordine, ma siamo già sicuri che non convinceremo tutti perché non c'è miglior sordo di chi non vuol sentire. Giusto dire che anche tra di loro ci sono brave persone, tanti arrivano veramente disperati e diventano mercato e bassa manovalanza per lo spaccio. L'accoglienza però è per chi se la merita, altrimenti devono essere mandati a casa loro. Altri risultati arriveranno sicuramente: sappiamo già dove andare a trovarli e li pizzicheremo". 

 

Nel frattempo arrivano le prime congratulazione per l'operazione: "La sicurezza - spiega Massimo Piffer, presidente vicario di Confcommercio e presidente dell'Associazione commercianti al dettaglio - sia come operatori che come cittadini è qualcosa che ci riguarda molto da vicino. Credo tuttavia esasperare i toni non serva granché nella soluzione del problema. Compito delle associazioni di categoria è anche quello di raccogliere le segnalazioni, le osservazioni e il sentimento degli operatori. Gli operatori commerciali, infatti, con le loro attività sono il presidio sulla strada e vivono a stretto contatto con i loro clienti che sono i cittadini. Per questo è necessaria una intensa attività collaborativa con le forze dell’ordine, l’amministrazione pubblica e tutti coloro che sono impegnati nel garantire sicurezza e ordine".

 

"Si tratta di fenomeni nuovi – aggiunge Piffer – che sarebbe sbagliato sia spiegare che risolvere con dinamiche del passato: in questo senso, la maggiore collaborazione e l’intesa attività di scambio di informazioni credo sia il modo migliore che abbiamo, come associazione, per contrastare i fenomeni di illegalità e delinquenza. Abbiamo fiducia nelle forze dell’ordine e nella loro attività: ringraziamo il Questore, tutti i suoi uomini e l’Arma dei carabinieri per operazioni come queste che contribuiscono a rafforzare questa fiducia e ad aumentare il senso di sicurezza di imprese e cittadini, sull’intero territorio provinciale".

 

Ancora in stand-by il commento di Alessandro Andreatta: "Non ho ancora sentito il sindaco - conclude D'Ambrosio - ma relazionerò il primo cittadino e il presidente della Provincia di questa operazione per rispetto istituzionale. Il sindaco ha i suoi compiti, la polizia anche e ognuno deve vivere nel proprio spazio. Noi continuiamo sulla nostra strada: cerchiamo di eliminare le devianze e le forze di polizie rappresentano istituzioni, che, indipendentemente, fanno e faranno il proprio lavoro per l'interesse della cittadinanza".

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