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Bolzano
21 luglio | 10:53

Due sospensioni non bastano: il centro massaggi continua a lavorare, scoperti cinque lavoratori in nero. Maxi sanzione per il titolare

A finire nei guai il titolare di un centro massaggi cinese. Continuava a tenere la serranda alzata e l'insegna luminosa "Aperto" ben accesa, nonostante il provvedimento di sospensione dell’attività

Foto archivio
Foto archivio

BOLZANO. Non è bastato un primo controllo, e nemmeno un secondo con tanto di sospensione dell'attività. Un centro massaggi gestito da cittadini cinesi a Merano continuava a tenere la serranda alzata e l'insegna luminosa "Aperto" ben accesa, nonostante il provvedimento di sospensione dell’attività. La persistenza del titolare si è scontrata con la costanza dei finanzieri del Comando provinciale di Bolzano che, in stretta sinergia con il locale Ispettorato del Lavoro, hanno scoperto 5 lavoratori completamente "in nero", tra cui una donna priva di permesso di soggiorno.

 

L’operazione, condotta dalla Compagnia di Merano, si è sviluppata tra la fine del mese di giugno e l’inizio di luglio. Durante il primo intervento, finalizzato alla notifica di precedenti atti di accertamento, le Fiamme Gialle hanno identificato due donne cinesi prive di regolare contratto lavorativo, una delle quali clandestina sul territorio nazionale. Constatato il superamento della soglia del 10% di forza lavoro irregolare, è stata formulata la segnalazione all'Ispettorato del Lavoro per la sospensione dell’attività.

 

La successiva fase del controllo ha evidenziato la sistematica inosservanza delle disposizioni vigenti. All'atto della notifica del provvedimento interdittivo da parte delle ispettrici del lavoro, sono state infatti individuate ulteriori due lavoratrici di nazionalità cinese, anch'esse impiegate "in nero". Tale situazione ha imposto l’emissione di un secondo provvedimento di sospensione. Nonostante i vincoli amministrativi, un terzo e definitivo controllo congiunto della Guardia di Finanza e dell’Ispettorato del Lavoro ha permesso di accertare che l’attività continuava ad essere esercitata, con l'insegna d'esercizio illuminata e l'impiego dell'ennesima unità lavorativa non regolarizzata.

 

Al termine delle attività ispettive, è stato constatato l’impiego "in nero" di 5 lavoratori di nazionalità cinese. Al titolare della ditta sono state comminate sanzioni amministrative per un importo totale superiore a 24 mila euro. Lo stesso, inoltre, è stato deferito alla Procura della Repubblica sia per l'impiego di manodopera clandestina, sia per l'inottemperanza ai provvedimenti di sospensione notificati.

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