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| 10 gen 2017 | 15:07

Un punto informativo per le persone sorde e un interprete della lingua dei segni. Una mozione di Baratter chiede "un segnale di civiltà"

Si tratterebbe di un punto informativo per le 600 persone sorde della Provincia di Trento che oggi non hanno accesso alle informazioni per la mancanza di un traduttore

di Redazione

TRENTO. Nella nostra provincia si stimano (per difetto) circa 600 persone sorde (nate in questa condizione o divenute tali prima del compimento dei 12 anni di età). Queste persone, ovviamente, utilizzano la Lingua dei segni italiana (LIS) per comunicare: “E come qualsiasi altro cittadino hanno necessità di reperire personalmente informazioni circa i servizi offerti dalla Provincia autonoma di Trento nei più svariati settori”, spiega Lorenzo Baratter.

 

Il consigliere provinciale ha per questo depositato una mozione per l'istituzione di uno sportello informativo per le persone sorde con l'ausilio di un interprete Lis. Un testo che impegna la Giunta a istituire un apposito punto informativo che permetta “di svolgere ruolo di aiuto e mediazione in favore delle persone sorde affinché in caso di necessità possano ricevere le medesime informazioni fruibili dai cittadini normodotati”.
 

Ma alla Giunta chiede anche di “impiegare inoltre tale interprete della Lingua dei segni italiana nel contesto di eventi/manifestazioni di particolare rilievo, al fine di consentire (anche) alle persone sorde di potervi prendere parte attivamente”. E inoltre, nel caso di eventi pubblici che prevedano anche una video trasmissione, “l'uso di sottotitoli in italiano per le persone sorde che non conoscono la lingua dei segni italiana”.

Ma per la funzione prevista dallo sportello ad hoc, il traduttore dovrà anche essere appositamente formato “affinché possa fornire un supporto informativo competente per le famiglie di persone sorde in merito alle agevolazioni previste dalla legge in favore di questa categoria di persone”.

 

Nella premessa alla sua mozione, il consigliere spiega che “le famiglie cui nascono figli sordi (il caso riguarda 1,5 bambini su 1.000 che nascono ogni anno in Trentino) hanno necessità di reperire informazioni a 360 gradi circa le agevolazioni e gli aiuti di svariato genere (compresi quelli scolastici) che la Provincia Autonoma di Trento offre alle persone sorde”.

“Risulta quindi necessario – scrive Baratter – la creazione di un punto unico di riferimento attrezzato capace di assicurare in modo esaustivo e puntuale ogni genere di informazioni a beneficio di tali famiglie”.

Rispetto alla richiesta di mettere a disposizione, in occasione di conferenze e manifestazioni pubbliche di interesse provinciale, un interprete della lingua dei segni italiana, il consigliere provinciale spiega che si tratterebbe di “un segno di grande civiltà”

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