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Verso il Dolomiti Pride: arriva 'Love is love', le illustrazioni che celebrano l'amore senza confini

Dal 16 maggio all'8 giugno saranno esposte nel foyer del teatro San Marco di Trento le opere di cinque artisti trentini dell'illustrazione. L'appello di uno di loro: "Il messaggio del Pride è l'accettazione del sé, sarebbe bello se partecipasse tutta la cittadinanza"

'God save the queer' di Mirka Perseghetti
Di Cinzia Patruno - 13 maggio 2018 - 20:30

TRENTO. 'Don't dream it, be it'. Se puoi sognarlo, puoi anche farlo. L'essenza del Dolomiti Pride è un po' questa, la celebrazione dell'amore e dell'accettazione di se stess*, stessi o stesse. E se le parole a volte non arrivano o arrivano male, la via più efficace è quella di lasciar parlare le immagini.

 

Nasce così la mostra 'Love is love', dedicata all'amore senza confini in onore del Pride che sabato 9 giugno occuperà le strade di Trento. Una manifestazione che ha incontrato qualche porta in faccia, prima fra tutte il negato patrocinio da parte della Provincia. 'Love is love' prepara la strada all'evento e sarà visitabile dal 16 maggio all'8 giugno nel foyer del teatro San Marco.

 

"L'idea – spiega Daniele Santuliana del comitato organizzativo del Dolomiti Pride – è nata dai contatti con alcuni illustratori trentini e ne è nato un gruppo rappresentativo del territorio". Il risultato è una collettiva di illustrazioni firmate da cinque artisti della provincia con stili e tecniche molto diversi, ma la tematica che emerge è la stessa: l'amore oltre i confini, l'inclusione e l'uguaglianza.

 

La tematica, a prescindere dalle differenze tecniche, è stata elaborata secondo la sensibilità di ognuno, dando vita a notevoli sfumature di colore e d'emozione. Da personaggi del mondo della musica ad anime giapponesi, da una scacchiera che vuole essere il simbolo della società odierna al riferimento al celebre dipinto 'Il quarto stato' di Pellizza da Volpedo, il messaggio arriva eccome.

'Sailor Pride' di Giorgia Broseghini

L'illustrazione di Giorgia Broseghini ritrae "la prima coppia dichiaratamente omosessuale di cui ho avuto notizia durante la mia infanzia". E l'infanzia ritorna anche nell'opera di Andrea Oberosler, che disegna invece un ragazzino alle prese con l'accettazione della sua sessualità, che prende ispirazioni da grandi icone del passato che non hanno fatto mistero della loro omosessualità. "Per un ragazzino insicuro alla scoperta di sé – spiega Andrea-, può essere importante vedere persone omosessuali di successo per capire che non è una cosa di cui vergognarsi o da nascondere".

'Don't dream it, be it' di Andrea Oberosler
Da una dimensione più intima, Letizia e Mirka considerano invece quella più sociale del pregiudizio e dell'inclusione. "La mia illustrazione – spiega Letizia Depedri - è ambientata in un contesto che è metafora di una società gerarchica in cui le persone hanno un ruolo molto preciso: una partita a scacchi. Durante la partita, però, le due regine scappano. La guerra si ferma, non solo perché la regina è la pedina più forte, ma anche per lo stupore delle altre pedine quando scoprono che le regine sono lesbiche! E pure di due schieramenti diversi! La morale è che in qualunque contesto l'amore può solo fare bene, al contrario dell'odio e dei pregiudizi".

'Scacco al re' di Letizia Depedri

E' Mirka Perseghetti ad ispirarsi al celebre dipinto di Pellizza da Volpedo, inserendolo però in un contesto dolomitico con le tre cime di Lavaredo che svettano sullo sfondo. Un acquerello su carta che ritrae "Una folla avanza, è il pride che ho in mente – spiega Mirka - . È emozionante, toccante, ci sono tutti: chi avrebbe voluto esserci ma non può più, chi avrebbe dovuto esserci ma non c’è stato, coloro che vorremmo trovare, personaggi di altri momenti storici o contemporanei. Sembrano silenziosi, in verità ogni folla produce un suono, un qualcosa che ci tocca. Il messaggio non è scritto sui manifesti e sugli striscioni, ma ci arriva forte e chiaro: questo gruppo mostra tante sfumature che trovano spazio dentro di noi, rappresenta la libertà, la presenza, il sogno, la memoria; noi siamo il gruppo. Questa folla siamo noi".

 

Questa partecipazione al Dolomiti Pride assume per uno dei cinque artisti un significato molto intimo e particolare. Patrick Fongarolli Frizzera, autore del blog 'Il lato fresco del cuscino', è stato il primo a Trento ad unirsi in matrimonio con il suo compagno. L'artista ha scelto come soggetto l'intramontabile figura del musicista David Bowie, tra i primi ad aver abbracciato un sessualità fluida.

'We can be heroes' di Patrick Fongarolli Frizzera

"Mi sono ispirato – racconta Patrick - alla celebre canzone di David Bowie. 'We can be heroes just for one day', è il verso impresso nel cuore di un’intera generazione. E per me rappresenta l'inno di ogni Pride. La possibilità di essere eroi di se stessi, di esprimersi in completa libertà". Con l'auspicio che chiunque possa essere eroe non solo per un giorno, ma ogni giorno della sua vita.

 

E' proprio Patrick, riferendosi al Pride, a fare un discorso universale. "A me preme che passi il messaggio che il Pride è un inno alla libera espressione di sé, e quindi in qualche modo qualcosa che riguarda tutti i cittadini, non solo le persone gay. Sarebbe bello che venisse percepito come un evento che si rivolge a tutta la cittadinanza, sarebbe più speciale se partecipassero al Pride tante persone che magari pensano di non essere interessate perché magari non hanno a che fare con la dimensione dell'omosessualità. In realtà tutti abbiamo a che fare con la libertà che ci viene negata di esprimere quello che siamo. E il Pride è proprio questo: offrire dignità a tutti quanti nell'esprimere quello che sono in totale libertà, senza censurarsi, senza provare vergogna. Tutti siamo unici e preziosi e tutti valiamo per quello che siamo".

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