Una mostra per raccontare la “favola” dell’Intrecciante: “Un modo differente di guardare alla pratica sportiva”
Il progetto ha permesso a più di cinquanta tra ragazzi e ragazze di sperimentare un contesto sportivo inclusivo e flessibile, capace di creare esperienze positive e riscoprire il piacere di divertirsi giocando insieme. Ora la mostra permetterà di mostrare alla comunità nuovi modi di guardare all'impatto e alle ricadute dell'attività sportiva, stimolando la riflessione sulla sua dimensione sociale
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TRENTO. Una mostra per raccontare attraverso lo strumento artistico i risultati e le ricadute progettuali della "favola" dell'Intrecciante Asd. A Trento è tutto pronto per la mostra "Intrecci - sport, arte e relazioni", legata al progetto "Intrecci di sport", realizzato da Intrecciante Asd con il contributo di Fondazione Caritro e in collaborazione con Uisp Comitato del Trentino Aps, .
Il progetto ha permesso a più di cinquanta tra ragazzi e ragazze di sperimentare un contesto sportivo inclusivo e flessibile, capace di creare esperienze positive e riscoprire il piacere di divertirsi giocando insieme. “Un modo differente di guardare alla pratica sportiva – spiegano gli organizzatori – che privilegia la dimensione relazionale, dello scambio e del dialogo interculturale”.
Intrecciante si serve dello sport, il calcio in particolare, per creare momenti di socializzazione e incontro fra coloro che fanno parte del sistema di accoglienza trentino e coloro che sono nati o vivono in questa Provincia. Grazie al dialogo promosso a partire dalla pratica sportiva, Intrecciante si è fatta strada nel contesto sportivo trentino distinguendosi per l’attenzione rivolta all’inclusione e al coinvolgimento attivo di giovani con background migratorio. Questo progetto ha permesso di aprire le porte a nuovi ragazzi/e, esclusi dal circuito sportivo locale, e di condividere le riflessioni, i punti di vista, il percorso portato avanti, attraverso le loro voci.

Il filo conduttore della mostra è lo spago: una corda sottile, composta da più trefoli ritorti tra loro, tanto semplice quanto resistente, realizzata con fibre naturali e inventata migliaia di anni fa. Ogni tela esposta è un’opera partecipata, uno spazio sul quale i ragazzi e le ragazze dell’Asd Intrecciante hanno incollato il loro spago, lasciando traccia del loro passaggio e dell’incontro con l’altro. L’opera diventa quindi specchio di Intrecciante e lo spago, materia primitiva, metafora di un potere umano innato: le relazioni umane.
La restituzione al pubblico permetterà di mostrare alla comunità nuovi modi di guardare all'impatto e alle ricadute dell'attività sportiva, stimolando la riflessione sulla sua dimensione sociale. La mostra aprirà i battenti con l’inaugurazione di mercoledì 21 giugno alle 16 (sarà aperta fino al 24 giugno), nella Sala Conferenze della Fondazione Caritro in via Calepina 1 a Trento.












