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Da Stava e Vaia, sul palco la natura che si ribella all'uomo per nulla sapiens

Giovedì al teatro Sociale apertura contemporanea della Grande Prosa e di Altre Tendenze del Centro Santa Chiara. In scena  il debutto di "19 luglio 1985, una tragedia alpina" , il lavoro di ricordo e denuncia scritto e diretto da Filippo Andreatta con il supporto drammaturgico di Marco Bernardi. Protagonista anche il Coro Ensemble Vocale Continuum che accompagna e dà forza classica alla narrazione

Pubblicato il - 04 novembre 2019 - 09:36

 

TRENTO. Fra le novità che caratterizzano la stagione di prosa 2019/2020 del Centro Servizi Culturali S. Chiara va ricordata la particolare attenzione che la programmazione, curata quest’anno dal direttore dell’Ente Francesco Nardelli, rivolge al territorio trentino e alla sua capacità innovativa. Ne è un chiaro esempio 19 LUGLIO 1985. Una tragedia alpina, spettacolo di OHT, realtà teatrale trentina che si è distinta a livello nazionale.

 

 Lo spettacolo, che è accompagnato anche da una mostra dedicata all’evento, (Spazio Sass) con le foto dell'indimenticato Dino Panato,  inaugurerà quest’anno sia la rassegna Grande Prosa, sia le Altre Tendenze. Una scelta tesa a sottolineare il legame tra le diverse forme e possibilità del teatro e la capacità della scena di farsi luogo di riflessione dei grandi temi del contemporaneo.

 Scritto e diretto dal regista trentino Filippo Andreatta, con il supporto drammaturgico di Marco Bernardi e la musica di Davide Tomat, “19 LUGLIO 1985. Una tragedia alpina” è una coproduzione di OHT Office for a Human Theatre, del Centro Servizi Culturali S. Chiara e di Romaeuropa Festival, con il sostegno della Provincia autonoma di Trento, sostenuta da una residenza artistica di Centrale Fies art work space, in collaborazione con la Fondazione Caritro, e con il patrocinio della Fondazione Stava 1985. Il debutto giovedì 7 al Teatro Sociale e poi in replica fino a domenica.

 Alle 12:22:55 del 19 luglio 1985 una colata di fango travolge la Val di Stava e l’intero paesaggio alpino. Circa 180.000m³ di fango biancastro travolgono violentemente l’abitato di Stava ad una velocità di 90km/h spazzando via tutto in appena 7 minuti: alberi, case, persone, alberghi, strade. Tutto. Una tragedia irrappresentabile che porta il teatro alla sua essenza tragica: il coro. Attore collettivo, il coro è lo spettro emotivo e tellurico di questa tragedia alpina. Evoca la colata senza rappresentarla.

 

 Se nella tragedia greca la tracotanza umana si declinava nei confronti del divino, in “19 LUGLIO 1985. Una tragedia alpina” si compie nei confronti del paesaggio alpino.
A quasi 35 anni di distanza, il teatro di OHT si rivolge alla vicenda come momento epifanico dell’ambiguo rapporto tra l’uomo e il paesaggio di montagna portando in scena una “tragedia alpina”.

 

 L’Ensemble Vocale Continuum diretto dal Maestro Luigi Azzolini, come il coro tragico del teatro classico, accompagna la narrazione degli avvenimenti intonando il requiem “Lux Aeterna” di György Sándor Ligeti, “Again (after ecclesiastes)” di David Lang e il canto di montagna “‘nodrmenzete popin”.

  Dopo il successo dello spettacolo Curon/Graun e a un anno dalla tempesta Vaia, OHT mette in scena un potente momento di riflessione dedicato alla tracotanza dell’uomo che cerca di imbrigliare la montagna e alla forza distruttiva della natura che si ribella. «Nuovo nome del teatro italiano», per riprendere la definizione che gli ha attribuito il Corriere della Sera, Filippo Andreatta ha fondato la compagnia OHT nel 2008 con l’intento di lavorare sul paesaggio e affrontare in modo sottile la politica personale all’interno dello spazio pubblico e privato.

 

 La rappresentazione teatrale è inoltre arricchita da una mostra intitolata “STAVA, 19 luglio 1985”, allestita presso lo Spazio Archeologico S.A.S.S. Tale progetto ripercorre i tristi eventi di quell’anno, riprendendo i contenuti del percorso didattico realizzato dalla Fondazione Stava 1985 presso il Centro “Stava 1985”, a Stava, e accompagnandoli con alcune tra le immagini più toccanti e iconiche raccolte dall’archivio fotografico di Dino Panato, prezioso testimone sul campo di quel terribile 19 luglio, grazie alla collaborazione del figlio Daniele. 

 La mostra verrà  sarà visitabile fino a domenica 10 novembre. Si segnala che, al termine di ognuna delle cinque recite teatrali (il 7, 8, 9 e 10 novembre) è prevista l’apertura straordinaria del S.A.S.S., con ingresso gratuito alla mostra riservato agli spettatori dello spettacolo. Il 29 ottobre presso la Sala “Anna Proclemer” (ore 17.30), c'è stato un  incontro di approfondimento dal titolo "La lezione di Stava. Aspetti socio-economici ed etico-morali". Una riflessione su responsabilità civile e d’impresa. Al dibattito sono intervenuti il dott. Graziano Lucchi, presidente della Fondazione Stava 1985 Onlus, e il dott. Carlo Ancona, giudice istruttore nel procedimento penale per la catastrofe di Stava.
 

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