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| 07 lug 2022 | 12:15

Tra teatro e musica con ''Il passo del respiro'', il nuovo progetto ispirato ai canti di montagna al teatro capovolto

Lo spettacolo è un progetto di Oht/Tomat con il maestro Luigi Azzolini e il Coro Sass Maor al teatro capovolto. L'appuntamento in piazza Cesare Battisti

Tra teatro e musica con Il passo del respiro'', il nuovo progetto ispirato ai canti di montagna al teatro capovolto
Foto di Giulia Degasperi
di Redazione

TRENTO. Altro appuntamento con il Teatro capovolto - la città in scena, la stagione estiva organizzata dal Centro servizi culturali S. Chiara al Teatro Sociale prosegue venerdì 8 luglio (alle ore 21) con un appuntamento a metà tra teatro e musica.

 

Il Passo del respiro, questo il titolo del progetto teatrale ispirato ai canti di montagna realizzato da Oht [Office for a Human Theatre]/Davide Tomat con il maestro Luigi Azzolini e il Coro Sass Maor.

 

Il canto è una produzione di corpi che respirando emettono suono; corpi che sono sempre immersi in un paesaggio che a sua volta informa i canti, animandoli con i suoi ritmi e narrazioni. Il canto diventa così il soffio della vita del paesaggio.

 

Maturato dall’esperienza dell'opera 19 luglio 1985, prima collaborazione fra Oht (studio di ricerca del regista teatrale e curatore Filippo Andreatta) e il compositore e musicista Davide Tomat, il progetto, con la direzione del maestro del coro Luigi Azzolini, parte da una selezione di frammenti di canti tradizionali di montagna, reiterati e intersecati tra loro.

 

Porzioni di cori si susseguono in un gioco di rimandi, tagli e ripetizioni che smarginano i contorni dei singoli brani fino a formare un’unica traccia sonora che si armonizza con il paesaggio alpino. Una dimensione di ascolto onirica e spirituale, vicina alla fruizione della musica elettronica ambient, totalmente acustica, immersa nel suono della natura.

 

I momenti più intensi e ariosi dei canti montani si alternano con passaggi più delicati, quasi liturgici e spirituali; le armonizzazioni del coro vengono lavorate in tempo reale da Davide Tomat attraverso filtri risonanti, riverberi ed echi così da creare sfasamenti ed amplificarne le crescite progressive. Un’architettura sonora che respira con la montagna e il suo statuto trascendentale, dando vita ad un’esperienza circolare.

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