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Dall'Uganda al Venezuela passando per l'Afghanistan: quando il riscatto parte dalle donne. ''Despina, storie dall'esodo'' riempie il Cuminetti

La serata promossa dal Rotary Club Trento e da Acav a Trento è stata un successo. Tanti i temi affrontati con la geopolitica a farla da padrona. Si è partiti con la visione del documentario di Daniele Bellocchio (ALL'INTERNO IN FORMATO INTEGRALE) e poi si è proceduto con il dibattito con Barbara Schiavulli, Elisabetta Bozzarelli e il pubblico

Di G. Fin - 17 marzo 2019 - 18:27

TRENTO. Sala piena e serata di grande informazione quella andata in scena mercoledì al Cuminetti di Trento. Sul palco, d'altronde, c'erano due grandi reporter di guerra, Daniele Bellocchio (QUI INTERVISTA) e Barbara Schiavulli (QUI INTERVISTA), che hanno dialogato con ritmo con la direttrice di Acav, Elisabetta Bozzarelli e il direttore de ilDolomiti, Luca Pianesi, che moderava il dibattito. La serata, proposto dal Rotary Club di Trento nell’ambito del progetto Respect Woman e da Acav, aveva come punto di partenza un documentario realizzato proprio da Daniele Bellocchio (e da Marco Gualazzini) in Uganda dove da decenni opera Acav.

 

Il reporter freelance (che ha fatto reportage per l'Espresso, il Giornale, le Iene e tante altre testate) si è appoggiato proprio alla onlus trentina per raccontare la storia di tre donne arrivate in uno dei campi del paese africano per quello che è un vero e proprio esodo che si è svolto in questi ultimi anni che ha visto scappare dal Sud Sudan, sconvolto dalla guerra civile, e dal Congo, oltre un milione e mezzo di profughi, per l’85% donne e bambini. “Despina, storie dall’esodo” è il nome del documentario prodotto da “Gli occhi della guerra” e il “Giornale.it” con il contributo di Distretto Rotary 2050 e altri Rotary Club, e lo pubblichiamo integralmente qui sotto. 

 

 

 

 

Bellocchio ha spiegato quel che ha visto in questo Paese che nonostante sia agli ultimi posti nel mondo per indice di sviluppo è riuscito ad accogliere tante persone dando loro della terra da coltivare e dove realizzare case e infrastrutture. Un esempio straordinario di apertura (''dovuto anche al fatto che gli stessi ugandesi fino a pochi anni prima scappavano ed erano profughi, quindi hanno il ricordo fresco di cosa vuol dire essere aiutati e farsi aiutare'', ha spiegato Bozarelli di Acav) e di investimento sul futuro.

 

In Uganda arrivano donne martoriate, distrutte da violenze indicibili (''lo stupro è una delle più terribili armi di guerra, la più efficace forse - ha aggiunto Bellocchio - perché non fa sprecare nemmeno una pallottola e annienta la donna, distruggendo, quindi, il futuro stesso di una comunità, di un popolo'') che vengono prima di tutto aiutate facendo fare loro qualcosa, calandole in una realtà di pace, e poi assistendole, per quanto possibile, con psicologi e operatori, sul posto. E durante il dibattito è emerso chiaro quanto sia impressionante vedere come tutto ciò venga fatto in un Paese che non ha praticamente nulla e noi, in Italia, che abbiamo praticamente tutto, stiamo sospendendo ogni progetto di accoglienza per quelle pochissime (in proporzione) persone che sono giunte sul territorio. 

 

Barbara Schiavulli grande reporter di guerra (direttrice anche di Radio Bullets e ospite fissa nei vari festival di giornalismo come quello dell'Internazionale) appena rientrata dal Venezuela, ha parlato un po' della situazione vista nel Paese Sudamericano (''politicamente si può decidere con chi stare - ha detto - ma non c'è dubbio che la popolazione sia stremata, la povertà è altissima, la gente è affamata e chiede un cambio di governo, chiede elezioni. Non so se quel che verrà dopo sarà migliore o peggiore ma sicuramente la situazione attuale è terribile'') e po ha raccontato quel che ha visto quando è stata in Afghanistan e in Medio Oriente. Visto che tra i temi della serata c'era quello del ''respect woman'' Schiavulli ha raccontato delle battaglie straordinarie che stanno portando avanti le donne in quei Paesi. 

 

 

Ha raccontato quanto rischino (''ci sono mariti che mutilano le loro mogli per il sospetto che le tradiscano - ha detto - tagliano loro il naso, le sfregiano. Perché la loro onorabilità viene prima di tutto e le donne sono cose loro'') e quanto stiano facendo per far progredire la loro società. Un esempio su tutti? ''Ci sono donne straordinarie che stanno prendendo la patente - ha aggiunto Schiavulli - e i corsi che devono sostenere non sono tanto su come si guida, visto che a Kabul il traffico è assolutamente caotico e anarchico, ma su come affrontare le reazioni degli uomini. Se le vedono al volante capita che le fermano, le insultano, vanno loro addosso. Quindi devono essere in grado di gestire situazioni al limite, devono essere capaci di mantenere la calma e riportare la calma''.

 

L'incontro ha poi visto il pubblico prendere la parola e ne è nato un dibattito molto interessante con spunti ulteriori e domande che sono servite a fare ulteriore chiarezza su tematiche complesse e dall'alto valore informativo. Una serata che ha visto, per una volta, la geopolitica farla da padrona mostrando chiaramente che siamo tutti interconnessi e che c'è tanto da imparare guardando al di là del proprio ''giardino'' anche in territori che consideriamo ''meno sviluppati'' del nostro. 

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