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L'avventura di chef Perremuto a Cuochi d'Italia: "Un'esperienza divertente, ma quel piatto molisano non me lo scorderò mai"

Nel noto programma Sky lo chef trentino Fiorenzo Perremuto ha "battagliato" con una collega molisana scontrandosi a colpi di piatti tradizionali. La voglia di rielaborare la ricetta tipica del cuoco nostrano, però, ha finito per giocargli un brutto scherzo, determinando la vittoria della sfidante, più fedele alla semplicità della tradizione

Di Davide Leveghi - 24 ottobre 2019 - 19:14

TRENTO. La sfida tra Trentino-Alto Adige e Molise non è andata secondo i piani per lo chef trentino Fiorenzo Perremuto. Impegnato nel programma televisivo Sky Cuochi d'Italia, condotto da Alessandro Borghese, l'estroso cuoco già alla guida delle cucine del Mas dei Chini e del Mamba Beach Club di Limone sul Garda è stato sconfitto nel duello con una collega molisana.

 


 

La puntata, andata in onda nella serata di mercoledì 23 ottobre su Tv8, ha visto confrontarsi la cucina di due delle regioni più piccole d'Italia in una “battaglia” a colpi di ricette tradizionali conclusa sì con un pareggio ma favorevole alla cuoca molisana per punteggio. Le ragioni della sconfitta ce le spiega il diretto interessato: “Ho perso perché non ho rispettato il format del programma, cioè fare cucina tradizionale, essere il più fedeli possibile alla semplicità del piatto tipico, senza trasformazioni o rivisitazioni”.

 

La sconfitta è arrivata dunque perché Perremuto ha seguito il suo istinto: rielaborare i piatti, giocare con la tradizione mantenendo sì i gusti ma rivoluzionando le forme. “La mia cucina – spiega – vuole valorizzare le materie prime e trasformare i piatti, tenendo da una parte la performance del gusto ma dall'altra cambiando la morfologia del piatto”.

 

Un azzardo, quindi, considerato il format del programma, che se da una parte ha visto l'approvazione della giuria, formata dagli chef stellati Gennaro Esposito e Cristiano Tomei, dall'altra ha infranto le regole, determinando il passaggio del turno della dirimpettaia molisana. “Sono uno chef, come si dice ora, gourmet. Ho rielaborato la sua ricetta, ma alla fine mi sono sbattuto per niente”, aggiunge con una risata amara.

 

La sfida si è svolta secondo il solito schema. Dapprima la sfidante molisana ha proposto tre piatti della sua tradizione regionale, tra cui lo chef in rappresentanza del Trentino-Alto Adige ha scelto le u' funnateglie, piatto a base di peperoni, salsiccia, peperoncino e uova. Nella seconda manche, invece, la collega molisana ha pescato dalla cloche a sorpresa proposta dalla giuria, decidendo così di confrontarsi con i canederli alla rape.

 


 

Niente strangolapreti, strudel di mele o tonco del pontesel, i tre piatti scelti da Perremuto. La prima manche è andata alla cuoca molisana, la seconda a Perremuto, ma la differenza di punteggio è stata determinante. “Ormai mi ero fregato con la prima”, soggiunge dispiaciuto.

 

“Ci sono rimasto un po' male perché ho pensato, sbagliando, di fare ciò che volevo. E sono dispiaciuto ancora di più perché volevo portare in alto la mia regione, lasciata spesso nel dimenticatoio nonostante un'ottima tradizione gastronomica. Da tempo mi chiedevano di partecipare al programma e dopo tre anni di avances ho ceduto. Non era infatti nelle mie corde ma mi sono messo comunque in gioco. È stata un'esperienza divertente, ho avuto pure modo, visto che mi dedico anche allo spettacolo, di cantare con lo chef Esposito”.

 

Ma per il suo estro, Perremuto ha finito per pagare lo scotto. “Non volevo essere fuori dagli schemi ma la mia cucina è così, parte dalla ricerca del prodotto, dalla tradizione, sì, perché non si può fare a meno, ma poi lavora sulla trasformazione, la lavorazione, la tipologia di cottura, agendo sia a livello di gusto che estetico. Non volevo banalizzare la tradizione, anzi. La mia rivisitazione ha cozzato con la ricerca della semplicità”.

 

La cucina molisana, di certo, non può che essergli rimasta sullo stomaco, anche se sulla pesantezza non scherziamo nemmeno noi trentini. “Di certo quel piatto non me lo scorderò mai – chiosa – ma in ogni caso preferisco portare avanti la mia regione. Questo senza smettere di sperimentare e di mescolare elementi anche della cucina mediterranea, d'altronde mio padre è siciliano. Con la mia cucina – aggiunge infine soddisfatto – in fondo non ho fatto brutta figura”.

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