Masterchef, il trentino Girardi: ''Questa uscita anticipata mi è costata qualche seduta dall'analista''. Dopo l'eliminazione parlano anche Locatelli, Barbieri e Cannavacciulo
Il fotografo trentino che ormai vive stabilmente a Cesena è tornato sul Corriere della Sera su quanto successo spiegando cosa voleva dire con la frase detta ai giudici: ''Ricordatevi che avete davanti delle persone, ancor prima che dei concorrenti''. Locatelli: ''Noi veniamo da cucine in cui siamo stati umiliati, ma non vogliamo perpetuare questo modello, non funziona''

TRENTO. ''Diciamo che questa uscita anticipata da Masterchef mi è costata qualche seduta dall'analista''. Non si può dire che il trentino Francesco Girardi non sia riuscito a far parlare di sé in questa ultima edizione di Matserchef. Uscito nella puntata di giovedì 5 gennaio, dopo un percorso piuttosto breve, ma dopo essere anche riuscito a conquistarsi quel grembiule che vuol dire entrare in una delle cucine (televisive) più quotate e seguite d'Italia, se ne è andato con una frase dal sapore polemico che ha colpito il grande pubblico e gli stessi giudici. ''Ricordatevi che avete davanti delle persone, ancor prima che dei concorrenti''. Una frase che, giocoforza, è andata a toccare il cuore di uno dei temi che ruotano attorno alla notissima trasmissione di Sky: il rispetto dei concorrenti e delle loro persone da parte dei giudici.
Un rispetto e un'attenzione, nei loro confronti, che, va detto negli anni è aumentato sempre di più e sono ormai un ricordo le sfuriate di Cracco o i piatti sbattuti per terra da Bastianich. I giudici (la terna è composta da Canavacciulo, Barbieri e Locatelli), da qualche anno sono più comprensivi e ''umani''. E c'è da dire che se si va e si riesce a entrare in questa trasmissione si sa a cosa si va incontro. Il trentino Giradi però ha gelato tutti con quella frase, quando è stato allontanato dalla cucina dopo aver cucinato una cotoletta ''alla napoletana''. Al suo attacco ha replicato poi il giudice Canavacciulo dicendo: “Se non tenessimo in considerazione il fatto che abbiamo davanti delle persone, credetemi non ci sarebbe nessuno in balconata”.
Poi sono seguite interviste e chiarimenti ed è emersa anche la storia personale di Girardi che il Dolomiti vi aveva raccontato già qualche settimana fa. Come già riportato, Girardi è nato a in Trentino per poi trasferirsi da Levico a Cesena per studiare. A quel punto il 33enne, fotografo di professione, ha cominciato ad avvicinarsi alla passione per la cucina proprio in terra romagnola. “In quinta superiore – aveva raccontato presentandosi durante la trasmissione – sono andato a vivere da solo. I miei genitori sono morti in un incidente stradale quando avevo 13 anni”. Per questo in seguito Girardi ha vissuto con le zie materne, con le quali però non ha mai avuto un rapporto facile. Poi a 18 anni è arrivato il trasferimento a Cesena dove ha cominciato gli studi in Scienze e Tecnologie alimentari.
“Mi sono sposato, ho cominciato a dimagrire, pesavo 160 chilogrammi – aveva aggiunto –. Uscendo dalla palestra mi sono sentito male, sono caduto e ho avuto un arresto cardiaco. Sono morto di venerdì e mi sono risvegliato dal coma la domenica. Da lì in poi ha deciso che le mie passione, che sono tre, la fotografia, la barca a vela e la cucina, le avrei portate avanti fino in fondo”.
Ieri sul Corriere della Sera un lungo articolo sul fotografo 33enne originario di Levico nel quale ha chiarito il suo pensiero: “Quello che ho voluto dire è che ci hanno trattato da cuochi professionisti, ma noi siamo amatori. La pressione, interna ed esterna al programma, è tanta. Diciamo che questa uscita anticipata da Masterchef mi è costata qualche seduta dall’analista. È vero che in queste dodici edizioni il livello tecnico è cresciuto moltissimo e che l’asticella si è alzata, ma magari i giudici avrebbero potuto avere un occhio di riguardo pensando che siamo amatori. Sarebbe bastata qualche pretesa in meno durante le prove".
Insomma nessun attacco diretto ai giudici in quanto tali. E gli stessi giudici sono intervenuti dopo la polemica chiarendo la loro posizione. Locatelli ha spiegato che “l’idea dell’umiliazione non fa parte della mia filosofia di vita. Lo chef è una persona: noi veniamo da cucine in cui siamo stati umiliati, ma non vogliamo perpetuare questo modello, non funziona”. Cannavacciuolo ha specificato che “da quando ci sono io nessuno è mai stato preso di mira”. E Barbieri ha chiosato chiarendo che comunque “il rispetto è la base”.


















