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Fellini restaurato, non è un "Bidone"

Domani il cineforum al San Marco propone una chicca con la proiezione del film del 1955 diretto dal grande regista di cui quest'anno si celebrano i 100 anni dalla nascita. Per l'occasione è stata rispolverata la vecchia macchina per le pellicole che aggiungerà fascino al lavoro della Cineteca di Bologna

Pubblicato il - 20 gennaio 2020 - 08:42

TRENTO. Nel 2020 ricorrono i 100 anni dalla nascita di Federico Fellini. Il regista, fra i più grandi del cinema mondiale, veniva alla luce il 20 gennaio 1920 a Rimini. Nei prossimi mesi, la sua città natale e l’Italia intera celebreranno questa ricorrenza con un fitto calendario di omaggi che prendono il nome di “Fellini 100”. Il Teatro San Marco di Trento, che ospita da oltre 15 anni il cineforum più longevo della città, festeggia il compleanno del regista proponendo domani,  martedì prossimo, 21 gennaio, alle 17.30 e alle 20.45, “Il bidone”, film del 1955 diretto da Fellini e scritto con Ennio Flaiano e Tullio Pinelli.

 Per rendere ancora più affascinante l’esperienza, il film verrà proposto in pellicola 35 millimetri restaurata dalla Cineteca di Bologna. Da tempo, il mondo del cinema è passato al formato digitale. Non capita quindi tutti i giorni di poter assistere alla proiezione di un film in pellicola. Per l’occasione, i tecnici del San Marco hanno rispolverato la vecchia macchina a bobine, che fa ancora bella mostra di sé nella cabina di proiezione del teatro. Quello del San Marco è uno dei pochi proiettori analogici rimasti in Trentino.

 Il film racconta le vicende di Augusto, Picasso e Roberto, tre “bidonari” romani che girano la campagna laziale per gabbare poveri creduloni. Fellini dipinge con efficacia l’universo cinico che si agita intorno ai protagonisti, coacervo di miserie, credulità, inganni e prepotenze, che nascondono solo in parte l’assoluta amoralità di società e tempi alle soglie di un boom destinato presto a implodere.

 Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia dopo “La strada”, che aveva ottenuto il Leone d'Argento, “Il bidone” mette quasi tutti d'accordo: al Lido è accolto dal gelo assoluto e la critica non è da meno contribuendo a decretarne l'insuccesso commerciale. Il motivo è semplice quanto banale. Allo spettatore non viene offerto nessun personaggio in cui potersi identificare appieno. In questo lavoro, Fellini mostra la fragilità di ognuno dei suoi personaggi ma non consente loro l'opportunità della redenzione.

 Fra gli interpreti ricordiamo Broderick Crawford, premio Oscar nel 1949 per “Tutti gli uomini del re”, Richard Basehart e Franco Fabrizi, che avevano già lavorato con Fellini rispettivamente ne “La strada” e ne “I vitelloni”, e Giulietta Masina, che di Fellini era anche la compagna di vita. Le voci di Crawford e di Basehart sono di Arnoldo Foà ed Enrico Maria Salerno.

 Il film è gentilmente concesso dalla Titanus, che lo produsse negli anni Cinquanta e che tuttora ne detiene i diritti. La proiezione sarà preceduta dalla presentazione del coordinatore del cineforum, Miro Forti.

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