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Il conflitto giovanile sale in cattedra

Nella stagione della Grande Prosa del Centro Santa Chiara da domani, 23 gennaio, a domenica viene proposto "La classe", il lavoro di Vincenzo Manna diretto da Giuseppe Marini che racconta un mondo segnato da profondo disagio sociale che trova una sintesi nelle vicende di sei studenti ai margini. Un professore di storia individua una via di riscatto nella difficile sfida della multiculturalità e nello studio delle peggiori pagine di storia

Pubblicato il - 22 gennaio 2020 - 09:37

TRENTO. Dopo il grande successo riscosso recentemente con “Dracula”, proseguono gli spettacoli proposti dal Centro Servizi Culturali S. Chiara all’interno della rassegna Grande Prosa. Da domani, giovedì 23 a domenica 26 gennaio (inizio alle ore 20.30, ad eccezione dello spettacolo domenicale previsto alle ore 16.00), il Teatro Sociale ospiterà “LA CLASSE”, testo di Vincenzo Manna che racconta le vicende di un gruppo di studenti e di un professore di storia disposto a tutto pur di educare i suoi ragazzi alla difficile sfida della società multiculturale.

 

 Lo spettacolo, diretto da Giuseppe Marini, con le scene di Alessandro Chiti, è interpretato da Claudio Casadio, Andrea Paolotti, Brenno Placido, Edoardo Frullini, Valentina Carli, Andrea Monno, Cecilia D’Amico e Giulia Paoletti. “La Classe” è una produzione di Accademia Perduta Romagna Teatri, Goldenart Production e Società per Attori.

 

 Una città europea in crisi economica, un campo profughi, un istituto professionale. Al centro di tutto, una classe di sei ragazzi sospesi per violazioni disciplinari. Il microcosmo scolastico, esplosivo crogiolo di etnie, religioni e lingue, è segnato della vicinanza con un campo di accoglienza profughi soprannominato “lo zoo” per le tragiche condizioni di vita di chi vi si trova ad abitare. Il mondo descritto da Vincenzo Manna in questo testo è duro e spoglio come solo le periferie delle grandi città sanno essere. Un mondo segnato da un profondo disagio sociale che trova il suo spazio naturale nei conflitti dell’adolescenza che si consumano tra i banchi di scuola.

 

 Partendo da un’indagine demoscopica su oltre 2000 adolescenti riguardo il loro rapporto con il “diverso”, Manna scrive una storia specchio delle tensioni che caratterizzano il nostro tempo. Il giovane professore di storia Albert, emigrato di terza generazione, è chiamato a tenere un corso di recupero per degli studenti sospesi per motivi disciplinari.

 

 I sei giovani protagonisti incarnano ognuno un differente tipo di “diversità” che ne costituisce parte fondante dell’identità, ma al tempo stesso ne determina l’esclusione dalla società. A unirli sarà il miraggio di un premio da 70mila euro per un concorso di ricerca europeo e lo studio comune di una delle pagine più buie della storia dell’umanità. Guidati dal professore, i ragazzi indagheranno le condizioni di vita di giovani e adolescenti vittime dell’Olocausto e scopriranno un misterioso dossier che testimonia le torture cui sono stati sottoposti i rifugiati, nuove vittime delle violenze del mondo.


 “La classe” scava così nella storia moderna e contemporanea alla ricerca di un frammento di luce oltre gli abissi di ieri e di oggi. Uno spettacolo rabbioso che identifica nella memoria storica l’unica strada per agire consapevolmente nella società in cui viviamo, imparando a guardare oltre le barriere di nazionalità e cultura.

 

 «FOYER DELLA PROSA». Proseguono gli appuntamenti con i FOYER DELLA PROSA, grazie alla rinnovata collaborazione tra il Centro Servizi Culturali S. Chiara e il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento. Gli incontri di approfondimento sulla rassegna, curati dai professori Claudia Demattè e Giorgio Ieranò, si terranno nella giornata di venerdì presso la Sala “Anna Proclemer” del Teatro Sociale di Trento e offriranno al pubblico la possibilità di confrontarsi direttamente con gli attori protagonisti. Per il quinto appuntamento della Stagione, venerdì 24 gennaio 2020, la sala “Anna Proclemer” del Teatro Sociale di Trento ospiterà l'incontro dedicato allo spettacolo. Il dibattito sarà coordinato dal prof. Michele Flaim, con la partecipazione della compagnia. L'incontro è aperto al pubblico – ingresso libero -  e avrà inizio alle ore 17.30.

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