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Le mille verità del vampiro più famoso

Da domani, giovedì 9, a domenica la Grande Stagione del Centro Santa Chiara porta sul palcoscenico del Sociale la coppia Rubini-Lo Cascio con il "Dracula" di Bram Stocker, romanzo simbolo del gotico letterario per due grandi attori che recitano qualità e affiatamento. Un intenso viaggio nell'interiorità dell'essere umano che anticipa le teorie di Freud

Pubblicato il - 08 gennaio 2020 - 14:05

TRENTO. Dopo il successo di “Delitto e castigo”, la coppia Luigi Lo Cascio - Sergio Rubini torna a immergersi in un altro grande capolavoro della letteratura mondiale. Da domani, giovedì 9 a domenica 12 gennaio, (inizio alle ore 20.30, ad eccezione dello spettacolo domenicale previsto alle ore 16.00) all’interno della Grande Prosa del Centro Servizi Culturali S. Chiara, il Teatro Sociale di Trento ospiterà “DRACULA”, spettacolo tratto dal celebre racconto di Bram Stoker, prodotto da Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo, e diretto da Sergio Rubini, che ne ha curato anche l’adattamento insieme a Carla Cavalluzzi. Sul palco, a far coppia con il noto attore e regista pugliese, salirà un altro volto conosciuto del cinema e del teatro come Luigi Lo Cascio. A completare il cast di interpreti ci saranno Lorenzo Lavia, Roberto Salemi, Geno Diana e Alice Bertini.

 

 Nato dopo ben sette anni di ricerca sul folklore dell’Est Europa e pubblicato nel 1897, “Dracula” di Bram Stoker è oggi il romanzo simbolo del gotico letterario. L’appassionante storia del principe delle tenebre prende il via dall’insolita avventura del giovane avvocato londinese Jonathan Harker, inviato in Transilvania per curare l’acquisto di una casa nella capitale britannica da parte di un nobile locale, il Conte Dracula.

 

 Ma il viaggio di lavoro precipiterà presto in un abisso di morte, un incubo di violenza e di antiche maledizioni ricostruito nel romanzo attraverso lettere, diari, ritagli di stampa e giornali di bordo. La narrazione, frammentata per “quadri” e “apparizioni”, rivive sulla scena in un gioco di sottrazione e buio, e permette così a ogni personaggio e a ogni spettatore di leggere e interpretare la propria versione della verità.

 

 La trasposizione scenica del romanzo è per Lo Cascio e Rubini anche l’occasione per affrontare un viaggio nell’interiorità dell’essere umano, abbracciando un punto di vista psicanalitico che anticipa Sigmund Freud e le sue teorie, pubblicate appena due anni dopo l’opera di Stoker. Il Conte Dracula può essere visto come “un mostro che si cela in ognuno di noi”, tangibile rappresentazione della parte oscura che abita ogni essere umano.

 

 Tra Romanticismo e misticismo, tra innovazione tecnologica e ricerche sul paranormale, il mito antico di un mostro immortale affiora nelle coscienze come elemento perturbante in grado di generare orrore e caos, ma anche di affascinare. Tra lampi e ululati che si perdono nella foschia della Transilvania, la figura del vampiro emerge lentamente, seducendo gli altri personaggi e l’intero pubblico con la forza della paura.


 «Dracula è una fascinazione più recente di “Delitto e Castigo”. L’ho scelto perché è un romanzo di formazione, un libro profondissimo ma anche semplice. – ha raccontato Sergio Rubini in un’intervista pubblicata sulle pagine de Il Messaggero – Stiamo parlando di un simbolo del gotico, che a me piace immaginare come un kammerspiel: la storia di un uomo che fa un viaggio all’inferno, torna a Londra, redige un diario, lo consegna alla moglie che lo legge di nascosto e da quel momento entra anche lei a far parte dell’incubo».

 

 «ANTIPASTI LETTERARI». Prima dell’inizio dello spettacolo, sempre all’interno del Teatro Sociale, è prevista una piccola pièce – della durata di 8 minuti circa – che avrà come protagonisti gli attori della compagnia Emit Flesti, Annalisa Morsella e Alessio Dalla Costa. Brevi testi, scritti e diretti da Giulio Federico Janni con la consulenza del prof. Massimo Rizzante, che vogliono essere occasioni di approfondimento e divertimento, riservate al pubblico in sala.

 «FOYER DELLA PROSA». Proseguono gli appuntamenti con i FOYER DELLA PROSA, grazie alla rinnovata collaborazione tra il Centro Servizi Culturali S. Chiara e il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento. Gli incontri di approfondimento sulla rassegna, curati dai professori Claudia Demattè e Giorgio Ieranò, si terranno nella giornata di venerdì, presso la Sala “Anna Proclemer” del Teatro Sociale di Trento e offriranno al pubblico la possibilità di confrontarsi direttamente con gli attori protagonisti. Per il quarto appuntamento della Stagione, venerdì 10 gennaio, la sala “Anna Proclemer” del Teatro Sociale di Trento ospiterà l'incontro dedicato allo spettacolo. Il dibattito sarà coordinato dalla prof.ssa Roberta Capelli, con la partecipazione della compagnia. L'incontro è aperto al pubblico – ingresso libero -  e avrà inizio alle ore 17.30. 

 

 

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