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Dal Trentino allo Zecchino d'oro, il cortometraggio di Marco ed Elena racconta la "passione" dei gatti per le scatole

S'intitola "Cha cha cha del gatto nella scatola" la canzone, interpretata dalla piccola Maria, in gara alla 63esima edizione della kermesse. Marco Raffaelli, co-autore e co-animatore del videoclip: "A me e ad Elena piace raccontare le cose così: come se si fosse a teatro"

Credits to Marco Raffaelli and Elena Sorrentino
Di A.V. - 04 gennaio 2021 - 17:42

BRENTONICO. Chi, da piccolo, non ha sognato almeno una volta di salire sul palco dello Zecchino d'Oro? Il valzer del moscerino, Quarantaquattro gatti, Il coccodrillo come fa? e poi Il caffè della Peppina, Il cuoco pasticcione. Insomma, chiunque potrebbe ripetere a memoria una delle (tantissime) canzoni intonate dal coro dell'Antoniano.

 

Marco Raffaelli, originario di Brentonico, insieme alla socia padovana Elena Sorrentino, quest'anno sono riusciti a salirci, su quel palco, ma in un "modo" un po' diverso. Marco ed Elena, infatti, hanno trent'anni e allo Zecchino d'Oro ci sono approdati non per le proprie doti canore ma grazie al proprio genio artistico e creativo.

Sono loro, infatti, gli autori e gli animatori (si sono occupati di storyboard, design, animazione, postproduzione ecc.) del videoclip di Cha Cha Cha del gatto nella scatola, canzone in gara alla 63esima edizione della kermesse bolognese prevista per il prossimo maggio (rimandata causa Covid). La canzone, scritta da Davide Capotorto e Alessandro Fusaro, è e verrà interpretata dalla piccola Maria di Genova.

 

Elena e Marco, oltre ad essere grandi amici, sono colleghi da tempo. Dopo aver condiviso i banchi dell'accademia a Torino, entrambi si sono trasferiti a Firenze dove, ci spiega Marco, è attiva un bell'ambiente per l'animazione italiana.

 

"La collaborazione con Elena - spiega Marco Raffaelli - è iniziata alla fine dei tre anni del corso di diploma. Io e lei, insieme ad altri due ragazzi, abbiamo lavorato ad un corto che, già allora, era stato notato da Rai. A Firenze abbiamo lavorato per un po' nello stesso studio. Ora io sono rimasto qui mentre lei si è trasferita a Roma ma continuiamo a lavorare come un 'duo': curiamo il design, la grafica, la storia ecc.".

 

Il cortometraggio targato Zecchino d'Oro ha iniziato a prendere vita all'inizio della scorsa estate. "Ci abbiamo lavorato per tre mesi - racconta Marco - portandoci dietro il computer letteralmente ovunque. Io e Elena ci siamo visti 'fisicamente' solo due volte, all'inizio e alla fine, poi abbiamo continuato a lavorare lontani ma sempre e comunque connessi l'uno con l'altra".

 

 

 

 

I due autori-animatori hanno lavorato in stretto contatto anche con la società di produzione Graffiti, cui la Rai si appoggia per alcuni lavori. "Il bello di lavorare con Elena, - continua - cosa per niente scontata quando si lavora a quattro mani, è che siamo sulla stessa linea. Abbiamo tendenze diverse: a me, ad esempio, piace la composizione dell'idea generale, lei invece è bravissima a trovare le espressioni, la mimica. Il nostro lavoro è fatto di un confronto continuo ed è davvero raro, nel nostro campo, trovare qualcuno con cui riuscire a lavorare così bene, il cui stile finale sia la somma dei due".

 

La canzone, come già detto, s'intitola Cha Cha Cha del gatto nella scatola e racconta quella speciale (e simpaticissima) attrazione che i gatti hanno per le scatole (chi ha condiviso o condivide la propria vita con un felino sa di cosa stiamo parlando). Ma perché lo fanno, si chiede Maria nella canzone? La sorprendente risposta arriva solo alla fine: i gatti lo fanno perché la prima volta che un gatto è entrato in una scatola ha visto un uomo sorridere. 

 

"L'idea e poi le immagini del videoclip arrivano direttamente dal testo della canzone - spiega l'autore -, tante immagini ci sono 'arrivate' già da lì. Così, le scatole dei gatti si trasformano via via in oggetti sempre diversi che però rimangono 'scatolosi'. A me e ad Elena piace raccontare le cose così: come se si fosse a teatro. Ci sono tre scene principali: il tavolo in cucina, il salotto e il parco. L'inquadratura rimane fissa perché volevamo che ad emergere fossero le caratteristiche e i comportamenti dei gatti veri".

 

"Le loro micro-smorfie - continua -, i loro stiracchiamenti, le loro code. Insomma, il protagonista è il gatto, circondato poi da tutti quegli elementi di scena legati alla narrazione. La texture che abbiamo scelto è quella della carta, che richiama anche il cartone della scatola. Abbiamo usato una tecnica chiamata cut-out digitale, una sorta di stop motion con la carta".

 

Ora Marco ed Elena stanno lavorando a nuovi progetti e chissà, magari vedremo le loro firme sotto il prossimo cartone animato targato Disney o Pixar. Di certo, se affidati alla loro creatività, i sogni dei bambini saranno sicuramente in buone mani.

 

"Un grande ringraziamento da parte mia e di Elena - conclude Marco - va allo Zecchino, all'Antoniano, a Rai Ragazzi, a GraFFiti, a Federico Fiecconi e Andrea Voglino, a Riccardo Trion Pictures e, non ultima, alla piccola Maria, l'incredibile interprete del Cha Cha Cha".

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