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Il Muse e Matteo Boato scendono in 'Piazza', un progetto partecipativo aperto a tutti fra arte e condivisione

Oltre cinquanta opere dell'artista trentino Matteo Boato saranno protagoniste al Muse nel progetto 'la Piazza', un luogo dove è possibile lasciare un messaggio, un'esperienza e un'idea. Boato: "La piazza è il fondamento della socialità, un ambiente intimo e allo stesso tempo aperto al dialogo e al confronto"

Di Luca Andreazza - 11 gennaio 2017 - 13:58

TRENTO. L'artista trentino Matteo Boato sarà protagonista al Muse dal 25 febbraio al 26 marzo. Oltre cinquanta opere del pittore andranno a comporre l'esposizione 'La Piazza', dove il tema è appunto la piazza intesa come spazio pubblico attraverso l'uso del coloro e l'occhio interessato e visionario dell'arte.

(La piazza di Pergine Valsugana, Matteo Boato)

"La piazza - spiega l'artista Matteo Boato - è il fondamento della socialità, un ambiente intimo e allo stesso tempo aperto al dialogo e al confronto". E allora scorci della città di Trento e Pergine e di altre piazze italiane come Mantova, piazza del Campo a Siena e Cremona saranno in mostra su tele di vario formato, mentre come in una vera piazza, animata dal chiacchiericco dei passanti, potranno emergere stralci di conversazioni, confronti e istantanee di vita che possono riguardare episodi privati come lauree, matrimoni, amori e litigi, oppure pubblici quali manifestazioni, fiere e riunioni (Qui info complete).

 

Nel corso del mese dell'esposizione, il Muse metterà a disposizione il proprio spazio non solo alle opere pittoriche, ma anche un microfono, un leggio e una sedia a quanti avranno voglia di condividere in pubblico un racconto, un messaggio, un ricordo e un tema. Il risultato sarà un racconto corale per una miscela di esperienze ed emozioni che renderanno il museo uno spazio ancora più inclusivo e coinvolgente.

 

Attraverso questo progetto partecipativo “La voce della Piazza", il Muse intende integrare la sua natura di ente deputato alla divulgazione scientifica e porre l’accento sulla capacità di essere un luogo di aggregazione. "La piazza - continua Boato - è il luogo dove la città si incontra. Anche se le persone non si conoscono, benché non ci sia alcuna relazione tra loro, esiste questo punto di comune contatto e scambio. Infatti chi passa credo che in qualche modo assorba, colga un vissuto altrui e lascia a sua volta qualcosa. Un luogo dove chiunque passi lascia un frammento di vita, uno sguardo, un pensiero e un'idea. E se una persona si trova da sola in quel luogo, in piazza, in realtà non è da sola e comunque è nel cuore della città: sono gli altri a non esserci, a mancare". 

 

 

I racconti, che troveranno spazio nella piazza Muse da martedì a venerdì alle 17.30, il sabato e la domenica alle 18.30, potranno infatti spaziare da episodi privati a pubblici, a esclusione di narrazioni dal titolo o dal contenuto discriminatorio, razzista o volgare.

 

La parola è il fulcro dell’intervento, ma potrà essere accompagnata anche da musica o danza, eseguite dal vivo e nel rispetto delle collezioni museali e dei visitatori. Al termine del progetto, tutte le narrazioni verranno registrate e pubblicate sul canale YouTube e sui social del Muse.

 

Per candidarsi c’è tempo fino al 16 gennaio 2017, inviando una mail all’indirizzo lapiazza@muse.it, dove è importante indicare il titolo del racconto, una breve descrizione dell’autore e un breve video della durata massima di 30 secondi (da inviare tramite WeTransfer, Google Drive, Vimeo o simili).

 

Tutte le proposte saranno valutate da una commissione interna al MUSE, formata da comunicatori ed esperti di audience development, nonché dal pittore Matteo Boato. Verranno selezionate le proposte di racconto più incisive e coinvolgenti. La commissione invierà una nota a tutti i partecipanti entro il 10 febbraio 2017 notificando l’esito della selezione.

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